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Gloriette Guesthouse: un hotel da viaggi nel tempo

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Hospitality / Completed
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Gloriette Guesthouse: Un hotel da viaggi nel tempo

L’hotel Gloriette progettato da noa* si collega alla tradizione di case e alberghi per la villeggiatura dell’Altopiano del Renon e prosegue oltre. Sulla montagna amata dai bolzanini è stato costruito un edificio in cui città e campagna si fondono.

Dopo la completa demolizione del piccolo hotel esistente Bergfink, è stato realizzato al suo posto un nuovo gioiello architettonico. Il volume è da sempre un punto fisso nella struttura urbanistica del paese dal carattere sia urbano che rurale, con gli edifici borghesi costruiti dai ricchi mercanti di Bolzano a cavallo del secolo. Come suggerisce il nome si tratta di un volume solitario inserito nel paesaggio circostante, che si ispira all’elegante carattere senza tempo dello stile Liberty, in cui l’architettura di città viene trasportata sul Renon in forma semplificata ma senza rinunciare completamente al lusso e al comfort: armonioso, classico, semplice ma non sobrio.

LA TRAMA DEGLI ARCHI
Per noa* era importante incorporare degli elementi che si ritrovano di frequente nell’architettura locale, come gli archi in facciata o il tetto a padiglione, tradizionale tra gli edifici di Soprabolzano. Anche il rombo doveva avere il suo posto. Un tipico elemento decorativo che si può vedere nelle numerose logge delle tante case cantoniere presenti lungo la ferrovia del Renon, che collega tra loro le stazioni di villeggiatura. L’approccio olistico al progetto è chiaramente riconoscibile: numerosi dettagli attraversano l’intero edificio come un filo conduttore. Interessante è per prima cosa il posizionamento dell’hotel, che si adatta in modo raffinato al contesto topografico. Sul garage, sopra cui si sviluppa il volume con un totale di 25 camere, di cui 7 suite-giardino, si estende un parco di cui possono godere direttamente gli ospiti. Sopra si trova l’area pubblica composta da reception, lobby e ristorante con terrazza. Pianta e involucro dialogano tra loro: ciò che si nasconde dietro la facciata può essere leggibile già all’esterno in modo univoco, ma senza rivelarsi troppo.
Nei tre piani superiori si trovano le camere per gli ospiti e alle estremità le suite, chiaramente riconoscibili dagli Erker (bow window) che segnano accenti architettonici decisi sull’involucro. In facciata partendo dal piano terra, dove in prossimità degli spazi comuni è presente un doppio arco, si sviluppa ai piani superiori in modo conciso una successione di archi simmetrica. Questa viene scelta per rendere visibile la qualità degli spazi esterni. Proprio in questa zona dietro agli archi si fondono interno ed esterno - i balconi fungono da collegamento e le vetrate senza telaio rafforzano questo effetto: la stanza si prolunga visivamente sotto alla balaustra. Vetri neri specchiati favoriscono la relazione con il paesaggio e vengono utilizzati come pareti divisorie per i balconi - aumentando l’immagine incorniciata dagli archi. Nella parte superiore, chiaramente impostata e con il tetto a padiglione quasi come fosse un corpo a sé stante, si trova l’area wellness dell’albergo. Vistoso emerge anche qui l’elemento dell’arco come un guscio aggettante di color bronzo, che sfonda l’involucro del tetto e, posizionato asimmetricamente, pone un accento dinamico sull’architettura.

INCORNICIARE
Il carattere Liberty degli edifici presenti sul Renon dovrebbe proseguire negli interni in modo astratto. Si caratterizza un ambiente chiaro, ricco di contrasti, con una progressiva inquadratura degli elementi che costituisce un dettaglio ricorrente riproposto in tutto l'edificio. Anche il tema dell’arco è ripreso all’interno. Come ad esempio nelle stanze con l’elemento a specchio arrotondato alla base; il camino nella lounge, in cui l’arco è estruso attorno al proprio asse; come lo schienale delle sdraio sulla terrazza della spa. L’arredamento è organizzato liberamente nello spazio: eleganti mobili imbottiti aggiungono valore all’ambiente, mentre luci dorate pendono dal soffitto come fossero sculture.
Nella zona pubblica è stato scelto un pavimento in resina senza fuga come elemento che unisce, per far fluire lo spazio comune. In questo pavimento sono state create delle “isole” con una finitura di legno, definendo le diverse aree della lounge e del ristorante. Non solo nella zona pubblica, ma anche nell’area wellness e soprattutto nelle camere e nelle suite emerge la cura appassionata per gli spazi interni. Un’attenzione particolare è riservata agli Erker delle suite che dispongono di particolari aree lounge con camino, con vasca liberamente posizionata o con divano. Gli spazi vengono zonizzati attraverso un involucro, dove pareti, pavimenti e soffitto sono rivestiti con lo stesso materiale. L’atmosfera accogliente e invitante è caratterizzata anche dall’uso del legno, che appare nobile e uniformemente trasparente senza risultare freddo.

NESSUN INIZIO, NESSUNA FINE
Il più grande highlight è l'area benessere con la stravagante piscina esterna a sbalzo. Ampie zone relax e spazi per il ritiro come anche un paio di terrazze intime negli Erker o intagliate nel tetto, per una piacevole permanenza all’aria aperta. Il vero colpo d’occhio è il cilindro che attraversa il tetto a padiglione sul lato sud. È chiaramente riconoscibile e accoglie gli archi della facciata: l’arco viene posizionato sulla testa e viene portato negli interni del tetto.
Con profondità di appena sei metri, le rotondità, la trasparenza e i delicati riflessi creano una sorta di scultura, che prosegue all’interno. Quando si entra nel retro, la piscina è coperta da un guscio arrotondato di colore bronzo. Questa si dissolve verso l’esterno sempre più in una struttura a rete arrotondata fatta di barre in acciaio, fino a che nella parte finale si nuota a cielo aperto. Un gioco di metallo e acqua accompagna il passaggio nello spazio libero senza confini. Come un dolce sbiadirsi del guscio cilindrico, si può nuotare con una vista panoramica verso l’orizzonte avendo la sensazione di fluttuare

Credits

 Soprabolzano/Renon
 Famiglia Alber, Gloriette Guesthouse
 07/2018
 2000
 0
 noa* network of architecture
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 Alex Filz

Curriculum

noa* è l’espressione essenziale di un’etica di lavoro concettuale: un giovane team di architetti e designer, diretti dai due fondatori Lukas Rungger e Stefan Rier con sede a Bolzano (Italia) e Berlino (Germania), esamina ed esplora metodi di design interdisciplinari, che si sviluppano e si modificano a seconda delle pretese progettuali. Seguendo il concetto di emergence, dove il Tutto è maggiore della somma degli elementi singoli, un approccio e una strategia olistica sono fondamentali per il modo in cui noa* concepisce il design. Il punto di partenza di ogni progetto diventa l’analisi del genius loci e il confronto con esso diventa principio della filosofia progettuale. La scelta dei materiali, la riduzione alla essenza dell’edificio e la relazione cosciente con il paesaggio sono i punti di riferimento per noa*. Il progetto è visto come percorso di conoscenza nel quale attraverso l’analisi della storia della cultura architettonica, si arriva al confronto tra tradizione e innovazione.

https://www.noa.network/it/projects/all-projects/gloriette-2281.html

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Tag
#Shortlisted #Hotel  #Italia  #Soprabolzano/Renon  #noa* network of architecture 

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