RAM-aa - Happy Child Basiglio, nuove relazioni con lo spazio pubblico
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Happy Child Basiglio, nuove relazioni con lo spazio pubblico

RAM-aa

Education / Completed
RAM-aa

NEL CUORE DEL CENTRO STORICO DI BASIGLIO L’ASILO PARROCCHIALE DEGLI ANNI ’60 DIVENTA UNA SCUOLA PRIMARIA ALL’AVANGUARDIA

LA RELAZIONE CON LO SPAZIO PUBBLICO
La scuola si colloca sul bordo dell'edificato: il suo fronte occidentale costituisce uno dei due estremi sull’asse del centro storico mentre quello orientale affaccia sul paesaggio del Parco Agricolo Sud Milano.
Il complesso scolastico trova posto in un giardino popolato da tigli, platani, cedri e olmi. Presenze importanti, quasi secolari, i cui tronchi scandiscono i prospetti e le cui chiome sovrastano i tetti.
La cucitura tra architettura e paesaggio passa per il giardino. Il disegno del masterplan ha suggerito un ampliamento non invasivo, un intervento al contempo straordinario e commisurato al luogo.
Il principale tra gli edifici esistenti per oltre cinquant’anni è stato l'asilo della comunità locale. Ancora oggi possiede un valore simbolico che ha imposto la conservazione dell'identità architettonica e il rispetto per la sua semplicità.

UN'ARCHITETTURA DI ARCHITETTURE
L'architettura della scuola primaria nasce come Collage di diversi edifici. I primi due sono dati: l'ex-asilo e l'autorimessa. Altri due sono stati aggiunti: il blocco servizi e il grande portico.
Il blocco servizi è un’estrusione del volume dell'ex-asilo e ospita i bagni e i locali tecnici da cui partono tutti gli impianti che innervano la struttura.
Il portico è l'elemento architettonico caratterizzante, quello che connette tutti gli altri volumi.
É compreso tra due fasce orizzontali che ne enfatizzano l'andamento e ne contengono lo sviluppo.
Percorrendo il portico a partire dall'ingresso ci si imbatte nella pensilina, una struttura che aggetta dal prospetto dell'ex-asilo generando uno spazio aperto e coperto funzionale alle fasi di afflusso e deflusso degli alunni.
Proseguendo oltre il portico diventa corridoio e poi atrio. Questo spazio dalla forma ellittica abbraccia il giardino con la sua grande vetrata e costituisce l'elemento distributivo su cui affacciano tutte le aule, la palestra e gli spazi di servizio.
Infine il portico diventa patio. La copertura si ferma a proteggere le due aule nuove mentre la struttura in acciaio prosegue a disegnare lo spazio verso l'orto e il campetto da gioco.
L'articolazione dei pieni e dei vuoti, il bilanciamento tra le forme e le inclinazioni, mirano a creare un complesso di volumi equilibrato.

SPAZI FLESSIBILI E "IPERCONNESSI" PER UNA MOLTEPLICITÁ DI USI
La struttura scolastica è composta da cinque aule, una palestra, un atrio che durante il corso della giornata ospita laboratori didattici, mensa, attività integrative.
Le aule sono grandi e flessibili. I banchi, facili da spostare, permettono di passare in un batter d'occhi dalla classica lezione frontale a lavori di gruppo o a modalità di lavoro non tradizionali legate alla didattica 4.0 o supportate da dispositivi informatici.
Gli spazi comuni, intervallati da ampie aperture, possono essere usati singolarmente o essere collegati per dare vita a un grande spazio continuo.
Le aree esterne, differenziate per pavimentazione, soleggiamento e allestimenti, sono considerate luoghi per le attività didattiche al pari ai locali interni.
Spazi interni ed esterni sono in dialogo costante, le aperture consentono di attraversare con lo sguardo l'architettura, intravedendo oltre le superfici vetrate il prato, i tronchi degli alberi e porzioni di chiome.

MATERIALI E COLORI
L'architettura si veste accostando materiali eterogenei. Gli edifici storici sono rifiniti con intonaci tradizionali. I nuovi volumi sono realizzati in acciaio, lamiere ondulate e lastre di vetro.
All'esterno toni neutri sulla scala del grigio caratterizzano i volumi storici mentre arancioni e gialli, prelevati da architetture del contesto prossimo, enfatizzano i setti dei volumi di nuova costruzione.
All'interno toni accesi, funzionali alla connotazione degli spazi, disegnano sul pavimento e sulle pareti un arcobaleno che parte dal blu dell'ingresso arriva al rosso della palestra. Ogni aula si stacca in un punto dell'arcobaleno ed è caratterizzata dal proprio colore.

LA MACCHINA NASCOSTA
L'integrazione tra impianti e architettura è frutto di un lavoro silenzioso e perseverante.
La copertura del portico, che in prospetto figura come fascia alta 30cm, nella profondità dell'edificio prende spessore per ospitare gli impianti di climatizzazione.
I numerosi pannelli dell'impianto fotovoltaico, disposti studiando la geometria solare e l'incidenza delle ombre proiettate dalle alberature, si integrano in maniera convincente con le falde dei tetti.
Il controsoffitto dell'atrio principale è una struttura in acciaio e legno che integra il sistema di illuminazione, il sistema di griglie per il condizionamento e i sistemi per il controllo acustico.

LA POETICA DEL DETTAGLIO
In un'architettura così articolata i dettagli costruttivi non possono che essere semplici.
É per questo che i vetri s'insinuano senza serramenti nei pavimenti nei soffitti e nelle pareti, è per questo che le gronde perdono volume e s'incassano nei tetti, è per questo che l'acqua viene allontanata dai prospetti su sottili piani di lamiera.
Le connessioni tra il vecchio e il nuovo, tra il trasparente e l'opaco, tra l'interno e l'esterno, sono occasioni per lavorare sul tema dello stacco, della cesura, della giustapposizione, senza perdere di vista unitarietà progettuale e l'armonia tra parti.
Tra le pieghe di questa gioiosa complessità sono annidati dettagli che devono qualche riconoscenza al lavoro di Jean Prouvé, di Richard Neutra, di Herzog & De Meuron e, forse, anche di Palladio, di Giacomo Balla e Marcel Duchamp.
L’ultima citazione, affatto pertinente, spetta a Bruno Munari: “Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti, pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.”

Credits

 Basiglio
 Happy Child S.r.l.
 09/2019
 1100
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 Alessandro Tonassi, Matteo Ranghetti, Rodolfo Sormani
 Cecilia Bersani, Darina Plamenova Manolova
 Immobiliare Te.Ma. S.r.l.
 Antonio Mazzitelli, Nicola Grasso
 Artemide S.p.a., ICAR arredamenti
 Carola Merello

Curriculum

RAM è uno studio di Architettura con sede a Milano. Fondato e condotto da Alessandro Tonassi, Matteo Ranghetti e Rodolfo Sormani.
RAM si occupa di interventi di nuova costruzione, ristrutturazione, restauro, progetto d’interni, allestimenti temporanei e permanenti.
RAM sviluppa i suoi progetti a partire da vari punti di vista, mettendo in gioco sensibilità e competenze diverse per rispondere alle necessità delle persone seguendo criteri di semplicità, efficacia, intelligenza ed eleganza.
RAM opera con passione e perizia sul filo teso tra idee e materialità. Ponendo attenzione al valore culturale del proprio lavoro e all'impiego di risorse economiche e ambientali.
RAM ha preso vita a partire dal 2014 occupandosi di diversi progetti tra cui: la sede delle distillerie Pisoni, la sede del Teatro tascabile di Bergamo, Filo Rosso per la Galleria Nazionale l’arte moderna a Roma, gli uffici DVR Capital a Milano, la sede Enovalsugana a Trento, il ristorante Il Particolare a Milano.

https://www.ram-aa.it/


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