Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia - CANAPA NERA
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CANAPA NERA

Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia

Special Projects / Completed
Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia

CANAPA NERA
“guardavo le macerie e immaginavo il futuro”

CONCEPT
I drammatici eventi sismici che, nel corso del 2016, hanno sconvolto l’Italia Centrale hanno posto all’attenzione del grande pubblico il concetto di resilienza, inteso non soltanto come la resistenza che un edificio riesce a esprimere quando viene investito da una scossa tellurica, ma anche e forse soprattutto come la capacità di una comunità di reagire positivamente all’annichilimento psicologico provocato da un evento sismico. Una capacità che trova un’incarnazione simbolica nell’arte del kintsugi, laddove i frammenti di ceramiche rotte vengono ricomposti mediante l’inserto di un materiale prezioso, quale la polvere d’oro, che nel caso del cratere umbro diventa un mix alchemico, composto con i ricordi di cui sono pregne le macerie dei muri diruti e con le speranze che vibrano nelle fibre della canapa nera. Perché abitare non è solo un atto materiale (“house in motion”), ma è anche un atto immateriale (“house in emotion”). Così come il compito della ricostruzione non è solo quello di restituire una casa, ma è anche quello di custodire un’identità. Traghettando i ricordi e le speranze oltre l’emergenza.

PROJECT
CANAPA NERA_“guardavo le macerie e immaginavo il futuro” è il titolo dell’installazione realizzata dalla Regione Umbria nel chiostro centrale della Ca’ Granda: un algido muro grigio bifronte, memoria delle pietre calcaree con cui sono stati costruiti i centri storici della Valnerina, la cui semplicità stereometrica è contrappuntata dalla complessità evocativa. Infatti, mentre il prospetto verso la corte alberata è segnato da una scomposizione caotica di macerie, prelevate nelle zone rosse del cratere umbro e ordinate da un sistema di opere provvisionali e di reti paramassi, il prospetto verso il portico presenta un polittico composto da undici quadri pittorici forti e materici, fissati in sequenza senza nessuna gerarchia iconica: un'interpretazione artistica, simbolica, ma anche un'espressione astratta che, attraverso l'alchimia dei colori, è volta a trasmettere la vibrazione luminosa e positiva di una rinascita e di un nuovo cammino verso un futuro di resilienza e di solidarietà.


TECHNOLOGIES
L’installazione è stata realizzata assemblando in opera elementi modulari preformati in mdf ignifugo e tinteggiati con idropittura lavabile traspirante. Nel prospetto rivolto verso il cortile, le macerie prelevate a Norcia nell’ex Cava di Misciano (fissate alla struttura portante mediante barre di acciaio filettate) e il claim “guardavo le macerie e immaginavo il futuro” (protetto dal velario di una rete paramassi) sono state incorniciate con un sistema ritmico di opere provvisionali realizzate con morali in legno (10x10 cm) ignifugati e tinteggiati. Mentre, nel prospetto rivolto verso il porticato, i testi (concept e crediti) sono stati applicati mediante stampa diretta su legno e le undici opere d’arte realizzate su tela di canapa (240x60 cm cad.) sono state appese alla struttura portante mediante squadrette di acciaio inox. Per quanto concerne l’illuminazione, nel prospetto rivolto verso il cortile è stato utilizzato un sistema strip LED, mentre nel prospetto rivolto verso il porticato è stato utilizzato un sistema lineare composto da otto corpi illuminanti a LED (Ditta iGuzzini/modello linealuce Mini).

Credits

 Milano, Università degli Studi
 Regione Umbria
 04/2018
 10
 50.000
 Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia
 Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia (Paolo Belardi, Paul H. Robb, Matteo Scoccia), Studio Daniela Gerini (Daniela Gerini)
 Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia
 Museo della Canapa di SAnt'Anatolia di Narco (Pg)
 Totem srl, iGuzzini illuminazione
 Two Shot (Federico Monti), HOFLAB

Curriculum

L’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia è stata fondata nel 1573 sulla scia del precedente vasariano di Firenze. Riformata dal punto di vista statutario alla fine del Settecento da Baldassarre Orsini, allievo di Raphael Mengs, e riordinata dal punto di vista didattico all’inizio dell’Ottocento da Tommaso Minardi, allievo di Antonio Canova, l’istituzione accademica perugina vanta un patrimonio storico-artistico di valore inestimabile (dai calchi di Michelangelo Buonarroti ai disegni di Giovanni Battista Piranesi fino ai wall-drawing di Sol Lewitt) e un corpo accademico di livello internazionale (da Germano Celant a Jean Nouvel fino a Beverly Pepper). Così come vanta un corpo tecnico e docente qualificato, nel cui novero sono stati selezionati i progettisti coinvolti nell’allestimento CANAPA NERA: Paolo Belardi, Paul Robb e Matteo Scoccia.


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