Tstudio - SALA PER IL CULTO BUDDISTA
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SALA PER IL CULTO BUDDISTA

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La Nuova Sala per il culto buddista si colloca nel giardino della Villa storica “Le Brache”, nella Piana di Castello poco distante da Firenze, completando con una sala ipogea per circa mille persone la dotazione funzionale del sede dell’Istituto buddista italiano di Firenze. La destinazione della Villa a museo e biblioteca e la conversione dei corpi di fabbrica minori a bookshop, mensa e uffici, ha stimolato un approccio basato sull’antinomia, sull’importanza della convivenza tra i luoghi della meditazione e quelli della relazione, facendo diventare matrice progettuale i rapporti tra preghiera e incontro, ombra e luce, meditazione e relazione. L’intervento tende a scomparire nel paesaggio divenendo tutt’uno con esso, in una logica di dissoluzione; così, piuttosto che imporsi come volume che occupa uno spazio, conforma un vuoto spaziale in un processo in cui il costruito tende a scomparire e a porsi come sfondo, inserendosi nel suolo e creando una vera e propria continuità con il paesaggio circostante. La copertura, un piano verde leggermente inclinato, accompagna il variare dell’altezza interna dell’edificio, e diviene un giardino pensile - il giardino dell’orizzonte - un parco dove la natura e l’artificio giocano una partita di scambio, s’integrano fino a sovrapporsi e diluirsi l’uno nell’altro. Il progetto nasce dal suolo, dalle sue pieghe, dai suoi segni, dalle sue stratificazioni, dalle sue cavità. L’architettura si dissolve assorbendo le regole sottese dalla trama del paesaggio e del terreno, lavora con la terra, inventa nuovi paesaggi tra artificio e natura, gioca con le conformazioni geografiche reali e immaginate. La nuova architettura non si rivela immediatamente, non si impone come icona assoluta, ma si rivela poco alla volta, si lascia scoprire nell’avvicinamento, diventa frammento di un processo più ampio. Ispirati da questo concetto si è intervenuti con una soluzione architettonica che, facendo forza sui valori morfologici e territoriali, inserisce il Complesso della Sala in un sistema paesaggistico fortemente integrato con l’ambiente originario in una sintesi tra natura, paesaggio e cultura. Il progetto si articola in quattro temi, la riconnessione del paesaggio originario, attraverso la quota dell’edificio posta a circa quattro metri più in basso rispetto alla quota della strada, con la finalità di non ostacolare la visuale che dalla loggia della Villa si apre verso Firenze; l’utilizzo della sala di culto come mediazione tra terra e cielo, grazie allo spazio attorno alla sala, concepito prendendo a riferimento la tradizione giapponese, in particolare l’engawa tra interno ed esterno. I locali che ospitano le funzioni accessorie occupano i margini della cavea e si innestano nel terreno per definirne i bordi. Si configura così una corte ribassata che lascia una profonda traccia sul terreno da cui i fedeli possono affacciarsi. Attorno alla sala, nella zona del foyer ed in quella aperta ma coperta ad essa prospiciente, si forma così uno spazio che diventa sempre più intimo e riservato. Lo spazio di mediazione tra interno ed esterno, che apre gli spazi esterni legati al culto e alla meditazione verso il resto del giardino attraverso un piano inclinato. Questo si articola in una rampa ed in una cordonata, divenendo così ingresso e luogo dello stare e facendo sì che la corte entri a far parte del sistema dei luoghi dell’incontro che caratterizzano le diverse zone del complesso in relazione alle future funzioni previste. Infine la copertura come giardino che traguarda l’orizzonte, questa infatti, espandendo gli ambiti legati allo svolgimento degli eventi e alle attività ricreative al di sopra dell’edificio, rende la copertura inclinata un luogo vissuto, una gradonata che potrebbe sostituire l’attuale anfiteatro. Il tetto, “giardino dell’orizzonte” permette la vista dell’intero complesso verso la villa e nel lato opposto verso la città di Firenze. Il valore spirituale dei luoghi è tutto racchiuso nella nuova Sala di preghiera e in quelle più piccole, esistenti e di progetto, che diventano isole inserite negli ambiti dell’incontro caratterizzate dalla vasca d’acqua. Nella parte terminale, più prossima allo Shumidan, la vasca si espande e riporta all’esterno l’atmosfera meditativa dello spazio sacro. Il tema della luce, così come nella tradizione giapponese, svolge un ruolo misticamente importante. A partire dagli spazi esterni, la luce all’interno dell’edificio si declina gradualmente dal perimetro fino alla Sala modulandosi a partire dalla luce esterna naturale verso un ambito più in ombra. La luce, filtrata e totalmente schermabile, passa attraverso una soglia e dirige verso la zona terminale dello Shumidan, ma può anche essere moltiplicata da “cannon lumiere” che dal tetto giardino arrivano ad illuminare lo spazio interno. La Nuova Sala di culto può ospitare fino a 1100 fedeli. La sua organizzazione è flessibile e permette di ottenere contemporaneamente varie configurazioni sia per avere sale di diversa capienza (650, 300 e 150 posti) sia per poter utilizzare parte degli spazi per eventi di altra natura. La suddivisione è possibile attraverso l’uso di pannelli mobili (rototraslanti) di facile uso e realizzati con pannelli fonoassorbenti che assicurano un ottimo isolamento acustico tra i vari ambienti. La sostenibilità dell’intervento risponde al principio buddista del “doing the least harm”, minimizzando l’impatto sull’ambiente con l’uso di materiali semplici e di tecnologie basate sul risparmio energetico. Il progetto, fortemente caratterizzato dal tema di un edificio-paesaggio, trova il suo naturale completamento nell’esame degli orientamenti e nell’uso, integrato con l’architettura, dei moderni sistemi di captazione di energia, nello studio e nella valutazione delle caratteristiche fisiche delle superfici esterne concepite con forme e consistenze differenti per ottimizzare la trasmissione dell’energia prodotta.

Credits

 Firenze
 Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
 05/2018
 2800
 10600000
 Tstudio - Architecture and Design
 TStudio - Guendalina Salimei

Curriculum

ll Tstudio G. Salimei, R. Grio, G.Fantilli, M. Mainiero, G.Pogliani e R. Quadarella coniuga l'attività di ricerca con quella di progettazione. Tra le realizzazioni il Museo ex Annunziata Foligno, Auditorium Tecnica e la scuola Corviale Roma, via Sparano Bari, i cimiteri Frascati e Napoli; in corso waterfront a Taranto, Napoli e Corigliano, S. Benedetto Ferrara, “casa Balilla Bologna,il museo Cosenz Gaeta e il IV piano del Corviale. Inoltre social housing Roma Ceccano e Latina, eco-quartiere Bratislava e progetti in Vietnam tra cui DaoViet.eco-city. I progetti pubblicati ed esposti hanno riconoscimenti anche a livello internazionale tra cui Premio Roma, XII e XIV Triennale di Sofia, premio Selinunte, Oscar Roma, Urban Promo, Premio Minazzi, il Monaco Iconic Award, German Award. Tra le mostre VII - X - XI -XII XIII Biennale Venezia, III Biennale Pechino, Triennale Sofia, Astana, Singapore, Mosca,Tianjin, Hanoi l’UIA Tokio, curatela Padiglione Epicentro XIII Biennale di Venezia.

http://www.tstudio.net/

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