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Casa AB

Roberto Nicoletti Architettura e Design

Villa  /  Completed
Roberto Nicoletti Architettura e Design

PRESENTAZIONE

Casa AB nasce dal luogo.
Qui si fondono la tradizione nella composizione volumetrica con una contemporanea funzionalità.

Ai piedi delle colline venete, già nel Seicento la Serenissima Repubblica di Venezia, attraverso architetti come Palladio, aveva capito la potenzialità di questi luoghi e la tipologia architettonica che meglio li valorizzava e sfruttava, al tempo stesso, le caratteristiche del paesaggio agricolo.

Casa AB infatti parte dallo studio di una barchessa palladiana presente nelle vicinanze.
L’idea nasce dalla scomposizione e ricomposizione del volume dell’antico edificio, di cui vengono mantenuti oltre al volume, il suo orientamento e soprattutto i rapporti di pieni e vuoti.

L’uso di un portico in facciata funge da filtro e da spazio di mediazione tra il volume chiuso e la campagna aperta. Filtro che determina una sequenza di funzioni presenti fin dalle origini di questa tipologia architettonica.

La foratura della facciata permette alla luce stessa di scavare e penetrare nel volume rendendo confortevole l’abitare nel variare delle ore del giorno e delle stagioni.

La semplicità e la razionalità compositiva sono altre caratteristiche peculiari di questo edificio che lo contraddistingue e lo rende straordinariamente contemporaneo e funzionale, perfettamente rispondente alle necessità di chi vi abita.

I materiali utilizzati per la costruzione sono quelli legati alla tradizione, ma rivisti anche in una chiave tecnologicamente attuale.
Parliamo di legno di abete e rovere, di mattoni protetti da una ”pelle” di cocciopesto, il tutto integrato, per sostenere le forme concettualizzate, dal calcestruzzo, vero elemento della modernità, usato come pietra liquida che ben si integra in queste architetture.

Anche il giardino è parte fondamentale di questi archetipi.
Lo spazio interno ed esterno si risolve attraverso il portico. Gli ampi spazi interni trovano la loro continuità nei lievi movimenti del terreno, sfruttando la leggera pendenza che si interrompe qua e là nei rilievi che ricordano le doline e il paesaggio carsico delle colline venete.



SCOMPOSIZIONE DEI VOLUMI

Il corpo di fabbrica elaborato è il risultato di un’analisi sulle barchesse, elementi tipici del paesaggio veneto.
Un edificio allungato con tetto a due falde, tipologia caratteristica degli edifici agricolo-residenziali del luogo, è l’elemento originale del progetto; elemento che attraverso un ragionamento compositivo si modifica adattandosi al contesto ambientale e paesaggistico. La modificazione si manifesta con la rotazione della parte finale del corpo allungato che, ruotando e staccandosi parzialmente dal resto dell’edificio, assume una sua connotazione, funzione e indipendenza.

La rotazione del corpo viene paesaggisticamente determinata dalla luce del mattino che, proveniente da est, grazie all’apertura generata dalla rotazione, penetra nella cucina. L’annesso si scosta per permettere alla luce di arrivare dove non sarebbe mai arrivata. L’apertura, come un imbuto, raccoglie la luce e la distribuisce nella zona giorno e nel vano scala interamente vetrato; creando un cono visivo verso la campagna.

A livello compositivo, la rotazione comporta la genesi di un’apertura tra i due corpi, un vuoto che staccando parzialmente i due volumi conferisce loro identità e valore diverso.
L’abitazione trova spazio nel corpo allungato ed è servita dal corpo ruotato, che assume la funzione di annesso ospitando al suo interno l’autorimessa e il vano tecnico.
L’elemento che collega i due ambienti è il vano scala.
Tale movimento è leggibile anche nella deformazione della copertura a due falde, attraverso il gioco dei colmi che ruotano anch’essi pur mantenendo un andamento longitudinale est-ovest.
Le falde asimmetriche della copertura sono un’esplicita citazione degli edifici tripartiti del luogo la cui copertura è ritmata dal rapporto 1/3 - 2/3.



COMPOSIZIONE DELLA FACCIATA

La facciata principale rivolta a sud è costituita da una partizione verticale, forata in prossimità dell’ingresso e del fronte cucina.
La vetrata retrostante, ruotata verso est, essendo arretrata rispetto alla partizione muraria, è un elemento di suddivisione interna, assolutamente trasparente, che non interferisce sull’orientamento e sulla pulizia della facciata.
Ecco che allora facciata e vetrata diventano elementi autonomi che interagiscono tra loro solo attraverso lo spazio che essi racchiudono. L’arretramento della vetrata crea una loggia a doppia altezza che, come in tutte le barchesse, funge da filtro e anticipazione.
L’inclinazione della vetrata risponde alla necessità di accogliere la luce del mattino, alla volontà di aprirsi alla campagna e di creare uno spazio arretrato solo dove necessario.
Si tratta di uno spazio intermedio, dove il dentro e il fuori si fondono per creare un interno-esterno.
Ed è qui che avviene il contatto tra costruzione e paesaggio, nel punto dove i confini del costruito si fanno più labili.
L’intensità del rapporto che si instaura tra interno ed esterno, dipende dal modo in cui viene forata la facciata principale, ovvero l’interfaccia tra queste due realtà. Il progetto delle forature rientra in quel processo di analisi delle linee guida della tradizione e dei riferimenti esistenti. Tra questi, la Barchessa Palladiana collocata nelle zone limitrofe, caratterizzata dal fronte principale che si apre al paesaggio con aperture fitte e di proporzioni contenute, viene reinterpretata nel progetto attraverso un processo che prevede la somma dei vuoti: le numerose forature che si susseguono nella facciata della barchessa vengono tra loro sommate per generare fori di dimensioni più ampie che rispondano alle esigenze del vivere contemporaneo.

Credits

 Treviso
 A.B.
 12/2016
 400
 Confidential
 Roberto Nicoletti Architettura e Design
 Roberto Nicoletti, Lisa De Chirico, Giulia D'Arsiè, Fabio Martignago, Leonardo Callegari
 Edilmor (costruzioni), Impronta (serramenti), Fabio Martignago (idraulico), Dametto Loris (cartpongessi), Martini Luciano (pavimenti e arredi), Acqua Design (bagni), Vettoretti Fabio (caminetto), Poloni Arredamenti (arredi), Stingers (illuminazione), Feltrin Brighi (pitture), Cà-nova Cucine (cucina), Antonio Samarez (giardino)
 Colin Dutton, Lisa De Chirico

Curriculum

Roberto Nicolletti fonda lo studio Roberto Nicoletti Architettura e Design nel 2000 dove unisce professionisti di vari settori della progettazione.
Dopo l’esperienza fatta al nel gruppo Benetton con un ruolo di project manager avvia uno studio di progettazione integrata per poter operare con clienti nei più svariati ambiti.
Dal 2000 lo studio organizza per i suoi clienti progetti in tutte le sue parti (progetto architettonico, strutturale, impiantistico, di paesaggio e grafica) sotto un'unica regia.
Questo permette alla committenza di tenere sotto controllo gli obiettivi sia artistici che economici.
Alcuni dei progetti in corso sono: l’azienda agricola San Martino e Ca' Re Cantina della Fondazione Coin, il nuovo sviluppo del calzaturificio Scarpa, il nuovo sviluppo del gruppo Galdi, la nuova sede Fap, l'ampliamento birreria Pedavena.

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