Guendalina Salimei Tstudio - Cimitero di Frascati
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Cimitero di Frascati

Guendalina Salimei Tstudio

Public Space / Future
Guendalina Salimei Tstudio

Il progetto dell’ampliamento del nuovo cimitero di Frascati mira alla valorizzazione del carattere storico, architettonico ed estetico del sito nel tentativo di inserire il complesso cimiteriale in un sistema paesaggistico integrato con l’ambiente caratterizzato da terrazzamenti, tipico dei Castelli Romani.
Reinterpretando il luogo originario, il progetto s’integra con l'ambiente naturale dando origine a una struttura che, percorribile su più livelli, si trasforma in un giardino dove la natura e l’artificio s’integrano fino a sovrapporsi e diluirsi l’uno nell’altro.
Luogo non solo del rimpianto e del compianto, ma spazio produttivo di idee, che spinge ad intime riflessioni lontano dal fragore urbano.
Le corti sono la struttura di raccordo tra la traccia del nuovo impianto ed il cimitero esistente e sono tra loro morfologicamente diverse, tutte introverse, rappresentando una sorta di filtro, un’area di mediazione ed adeguandosi così al carattere del luogo ed alle motivazioni che inducono a visitarlo. Chiamate corti del silenzio sono caratterizzate dalla presenza alternata di ulivi e cipressi e da una architettura che reinterpreta l’architettura ipogea scavata stratificata, posta al di sotto del mondo superiore verde ed e’ per questo che al loro interno e’ stata prevista una pietra locale vulcanica, una pietra che racconti la storia del territorio.
L’ossatura del progetto è una promenade paysagèe che si configura come una sorta di “percorso di pace”, dove la presenza delle sepolture si percepisce appena. La promenade attraversa il cimitero longitudinalmente e trasversalmente mettendo in comunicazione: i due giardini tematici, il giardino della memoria con quello della pace, l’ingresso principale e l’area delle cappelle. Il giardino della memoria diventa un luogo riconoscibile nel paesaggio del cimitero, collocato nell’area in prossimita’ del muro di cinta del cimitero esistente in un luogo appartato, tra le sepolture private, si presenta come un'area leggermente rialzata protetta da muri; ed e ‘caratterizzato dalla presenza delle stele funerarie. Queste previste dal progetto originario sono state reinterpretate sempre tenendo fede all’idea di un elemento riconoscibile anche per coloro che scelgono la cremazione, come una sorta di elemento scultoreo che, di forma quasi a ricordare un menhir, contengono la possibilità di inserire le urne sia da un lato che dall’altro. Pensati in pietra cosi come il loro riferimento, possono essere anche rivestiti in modo diverso e prevedono anche che si possa inserire delle scritte e/o delle immagini. Al centro, lì dove s’incontrano i due percorsi, sorge “la piazza della preghiera" con un nucleo di servizi per il visitatore, una area centrale di pausa, di meditazione delimitata da una costruzione posta sotto un tetto verde. Questa, che cosi pensata ben si amalgama con il resto dell’impianto, si sviluppa attorno ad un patio con un albero al centro, caratterizzata dalla presenza di una grande vasca d’acqua punteggiata da sedute in pietra e da un muro della preghiera. Questa centralità rappresenta il cuore del cimitero, luogo nel quale il visitatore trova spazi dedicati, destinati ad accogliere ed assistere l’utenza allo svolgimento di tutte le mansioni di carattere amministrativo, a tutte le necessità del personale di servizio, allo svolgimento di attività specifiche. Posti in modo regolare su di un prato verde, quasi a formare una sala ipostila, costituiscono, insieme allo spazio ipogeo del cinerario comune, l’area del giardino della memoria ovvero lo spazio di preghiera per coloro che scelgono la cremazione.
Per quanto riguarda la scelta dei materiali sono stati privilegiati quei materiali facilmente reperibili in loco e che soprattutto appartengono alla tradizione costruttiva locale, che presentano un basso costo di manutenzione e quelli che, anche se in misura indotta, favoriscono un risparmio energetico. Molto importante è infatti il recupero della risorsa sole con l’integrazione di tecnologie solari attive di tipo fotovoltaico, che rendono possibile l’autonomia della illuminazione e la possibile vendita di energia in eccesso, il recupero della risorsa acqua attraverso la raccolta e il recupero e riuso delle acque meteoriche con l’inserimento di vasche per la mitigazione del microclima in periodo estivo, l’uso di un sistema integrato per l'irrigazione del verde ed infine anche di un sistema integrato per l'uso sanitario.
L’ uso di elementi verdi come il tetto giardino e le pareti verdi permette un guadagno energetico ed un migliore inserimento ambientale e favorisce un integrazione visiva dei manufatti architettonici.

Credits

 Frascati
 
 1880
 Arch. Guendalina Salimei - Tstudio
 Progettazione strutturale e impiantistica: ERREGI s.r.l. ; team di progetto: con: F. D’Ambrosio, F.Ferone, L. Pergolesi, G.Giampiccolo

Curriculum

Guendalina Salimei, architetto e docente all’università Sapienza di Roma, fonda il Tstudio; la ricerca dello studio trova uno specifico campo d’interesse nell’indagine delle relazioni complesse che si instaurano tra le metodologie progettuali e le modalità d’intervento nell’ambiente costruito e naturale. Tra i principali progetti realizzati ed in corso di realizzazione: il Museo d’arte contemporanea dell’ex Annunziata a Foligno, il centro servizi al porto di Taranto, gli alloggi ecosostenibili per l’ATER a Roma e Ceccano;l’Auditorium della Tecnica, ristorante Canova, plesso Mazzacurati e il IV piano al Corviale a Roma; il porto monumentale a Napoli, via Sparano a Bari, i cimiteri a Napoli e Frascati; USTH e DaoViet città ecosostenibile ad Hanoi. La sua attività progettuale ha avuto importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale ed i suoi progetti sono stati esposti in Italia e all’estero.


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