GRUPPOFON ARCHITETTI - PALM BEACH - ŠIBENIK CROATIA
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PALM BEACH - ŠIBENIK CROATIA

GRUPPOFON ARCHITETTI

Landscape / Completed
GRUPPOFON ARCHITETTI

PALM BEACH - SIBENIK CROATIA

LUOGO
Palm Beach, sorge non lontano dalla città di Sibenik in Croazia e si estende per un area di circa 6.000 m2, interessando un tratto di costa di circa 100 metri lineari, in una zona dove le attrezzature turistiche fronte mare si snodano senza soluzione di continuità per alcuni chilometri con affacci di hotel e campeggi.
Quello che abbiamo trovato sul luogo era una vecchia struttura risalente ai tempi della Jugoslavia, con un minimo di attrezzature per la balneazione ed una piccola piscina.

LA DOMANDA
Il programma della committenza era principalmente di riscattare questo luogo dal suo aspetto anonimo e dismesso, con un progetto in grado di segnare una discontinuità rispetto all'esistente per elevare il livello dell'utenza turistica.
In realtà poi la richiesta si è rivelata più complessa ed articolata, il luogo doveva diventare durante il giorno sia un posto di assoluta tranquillità, dove poter godere dello straordinario paesaggio costiero della Croazia (in quel tratto di costa particolarmente bello), sia un posto in grado di offrire la possibilità dello "stare" nel luogo stesso, beneficiando di basse piscine che facessero del rapporto con l'acqua l'elemento fondante.
La struttura doveva funzionare anche durante le ore notturne ospitando feste ed eventi molto “alla moda”, senza per questo essere troppo impattante.
A tutto il resto ci avrebbe pensato clima della Croazia con il suo sole, il colore del mare e del cielo, la brezza marina ed il verde all'orizzonte delle isole Zlarin.

ANTROPIZZAZIONE – MORFOLOGIA - ORGANICITA'
Sul fronte mare esisteva già una banchina perfettamente lineare, dalla quale ci si poteva tuffare, dove il bordo frastagliato originario della costa era stato rettificato.
Fin da subito abbiamo pensato di non negare quanto avevamo trovato ma di reintrodurre quelle forme organiche originariamente presenti, come un richiamo della morfologia della costa Croata, modellata dal vento e dalle onde del mare.
Serviva poi dare valore allo “stare”, quello “stare bene” proprio del sentire del corpo.
L'organicità delle forme spesso si rivela un ottimo veicolo per raggiungere questo obiettivo ed anche se non ne conosciamo il motivo in modo certo o “scientifico”, queste forme organiche sono alla base del successo di questo luogo.

VERDE
il verde era presente nell'area solo nella parte più interna e non vi erano le condizioni ambientali per dei significativi reimpianti in prossimità dell'acqua. I pini marittimi esistenti, risalenti al progetto del periodo Jugoslavo, erano comunque un artificio rispetto all'originaria vegetazione di lecci, perciò tanto valeva non inseguire nessun obbiettivo di rinaturalizzazione. Si è deciso così di riparare questo ambito dietro ad un alto muro a secco, in grado di proteggere il verde dal vento del mare e dall'eccesso di fruizione turistica, muro che ha consentito l'impianto di arbusti ed altre specie vegetali che altrimenti non sarebbero sopravvissute. Tutto questo protegge il luogo come una specie di filtro, regalando un gradevole orizzonte verde alle spalle del mare.
Il verde così trattato dietro a questo alto muro, organizza e segna l'ingresso con un effetto sorpresa sul mare appena lo si oltrepassa.

COLORI
Una delle scelte cromatiche principali è stata quella dell'uso del colore bianco sul fondo delle piscine che consente con l'acqua bassa di ottenere un azzurro chiarissimo e cristallino. Tre azzurri, l'acqua del mare, il cielo e l'acqua artificiale, pur sempre marina ma filtrata per essere utilizzata nelle piscine.
La scelta di pavimentazioni anch'esse chiare, per non interferire con queste sottili sfumature cromatiche sempre in movimento al variare dell'inclinazione del sole, si è rivelata una felice soluzione in grado di esaltare la luce ed i colori.

SPAZIO TATTILE
Non ci sono spigoli anche al tatto, nei bordi delle piscine ed in ogni particolare costruttivo, nulla è uguale, nulla resta uguale, tutto si distende da solo in un graduale movimento cromatico e sensoriale per il piacere dei piedi e delle mani.

LO “SPAZIO RALLENTATO”
Per rendere apprezzabile tutto questo, serviva una sorta di “pietra di paragone”, una sorpresa che "rallentasse lo spazio", un qualcosa che lavorasse sulla “dimensione del tempo”, di semplice e comprensibile ma anche di artificiale ed intenzionale rottura.
Ora vedendolo realizzato sembra persino una scelta ovvia, grandi cuscini rossi come isole circolari galleggianti, in grado di catalizzare ed emanare energia.
Quando sono stati posizionai per la prima volta, sembrava che prima mancassero, era come se fossero già lì nel luogo prima del progetto.
Non sappiamo spiegare il vero perché e l'origine di questo semplice ed essenziale gesto, sappiamo però che quando si introduce in un progetto, qualcosa di non immediatamente razionalizzabile, il nostro emisfero sinistro, quello che vuole sempre capire e catalogare tutto, viene messo in crisi, lasciando il posto per un gesto creativo come quello di un pittore in una tela bianca. Forse impropriamente lo abbiamo chiamato “spazio rallentato”.

Tutto il resto è la storia di un grande successo commerciale, le richieste per soggiornare in questo tratto di mare superano di gran lunga i posti disponibili e la formula è molto vicina ad una sua progressiva replica in altri luoghi. Un modo nuovo del pensare allo “stare” al mare, nei tratti di costa rocciosa.
La scelta di presentare questo progetto nella categoria del Premio landscape e non nella categoria hospitality, è significativa del messaggio che il progetto porta con se.
Se inevitabilmente dei tratti di costa sono stati o saranno antropizzati dalla forte pressione degli investimenti in attrezzature turistiche estive, serve tener conto che non si tratta mai solo di un insediamento turistico, con le sue necessità e con le sue esigenze di funzionamento, bensì di un intervento di Architettura del Paesaggio, in grado di dialogare con il paesaggio stesso, senza il timore di introdurre anche elementi di forte discontinuità morfologica.

Credits

 ŠIBENIK
 UGO GRUPA
 04/2017
 6000
 GRUPPOFON ARCHITETTI
 NICOLA SALVIATO - OSCAR SCOMPARIN - DAVIDE DELLA PORTA - ANNA CERANTOLA - GLORIA PONCHIO
 COSTAGROUP

Curriculum

GRUPPOFON ARCHITETTI nasce nel 1988 come contenitore di esperienze multidisciplinari, è composto da una dozzina di Architetti, alcuni dei quali svolgono attività didattiche universitarie. Nei 30 anni di attività, per mezzo di un elevato numero di realizzazioni, ha indagato e sviluppato progetti e ricerche nei temi dei Beni Culturali, della Bioarchitettura e della Rigenerazione Urbana. Numerosi progetti di edifici in legno 2020, sono in corso di realizzazione. Un particolare settore dello studio sviluppa Format food&beverage, sono oltre 200 le realizzazioni in 4 continenti, 18 paesi e 60 città.
Riconoscimenti, Premi e Menzioni: Premio Architettura Città di Venezia 2005-2008-2014, Premio Nazionale di Architettura Raffaele Sirica 2010, European Colour Design Award 2011, Ri.U.SO 2012, The Plan Award 2015-2016-2017.
Con FONOLTRE la struttura sviluppa progetti e ricerche, finalizzati a diffondere consapevolezza e metodologie per il recupero ed il riuso del territorio costruito ed agricolo.

http://www.gruppofonarchitetti.it


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