NATOFFICE - christian gasparini architetto - HLBH houselevel homeoffice
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NATOFFICE - christian gasparini architetto

Kitchen Design Special Contest / Completed
NATOFFICE - christian gasparini architetto

Un antico edificio vincolato, retaggio del passato, diventa una nuova casa/ufficio, intrecciando un dialogo fra interno ed esterno, luogo e spazio, vuoti e piani, muri e vetrate. La copertura con terrazza, lucernario e pannelli fotovoltaici diventa un quinto prospetto.

Il fabbricato, originariamente destinato a stalla e fienile con annesso parco storico vincolato, viene risignificato dall’uso innovativo degli spazi interni capaci di sottolineare volumetrie e spazialità originarie in un continuo dialogo fra innovazione e tradizione.
L’edificio fa parte di un complesso storico composto anche di un fabbricato civile (casa padronale) e di un deposito attrezzi (barchessa) che chiudono lo spazio centrale dell’aia, lo spazio “vuoto” attorno al quale si organizzava la vita contadina.

L’intervento si configura, dal punto di vista dell’uso, in continuità con le strutture di hospitality (6 appartamenti) che il committente ha in uso nel fabbricato civile per poter ospitare esperti stranieri e funzionari delle aziende in partnership. Il progetto ipotizza che i nuovi uffici diventino elemento di supporto per creare una sorta di residence school, con spazi non aperti al pubblico, ma funzionali alla connessione con le realtà straniere. Tali spazi però devono anche essere polivalenti e prefigurati in relazione ad un eventuale futuro uso residenziale.

L’edificio viene conservato nei suoi caratteri morfologici e tipologici. Il progetto mantiene le bucature esistenti, la trama dell’impaginato delle facciate esterne, la metrica, gli elementi tipologici come il porticato ed estetico-materici come il frangisole a gelosia di mattoni, le altezze e le inclinazioni delle falde, le volumetrie e la tripartizione dell’impianto basilicale.

I livelli interni esistenti vengono reinterpretati in termini contemporanei, lasciando invece immutati i rapporti fra pieni e vuoti delle facciate e gli elementi tipologico spaziali che anzi diventano i cardini su cui definire una serie di piani liberi interni al volume che si muovono fra loro generando una serie di intercapedini a doppia e tripla altezza. Il vuoto centrale del fabbricato viene pensato come un diaframma che contiene e separa fra loro gli spazi, mentre l’ala est, più bassa, distribuisce uffici e servizi ai piani primo e secondo.

Il corpo scala è studiato sulla base delle campate della stalla principale per continuare a leggere il sistema a colonne dell’impianto originario. Gli spazi al primo piano sottolineano la giustapposizione del corpo centrale all’ala est attraverso l’introduzione della scala continua a due rampe che serve tutti i livelli interni separati tra loro, come teche trasparenti appese all’interno del volume.

Tale movimento di livelli genera nuove superfici racchiuse e attente alla privacy permettendo contemporaneamente agli spazi del fienile di essere letti e traguardati in tutta la loro maestosità e bellezza.

Come in un’opera di Piranesi è possibile muoversi all’interno dello spazio in molte direzioni: dalla hall foyer di ingresso allo spazio di attesa e relax, dagli uffici del marketing, alla biblioteca, dagli uffici amministrativi a quelli direzionali, sempre passando per il corpo centrale che contiene una sala riunioni aperta, con un’area brunch ospitalità - coffee break, entrambe affacciate sul nuovo winter garden a tutt’altezza, la biblioteca sospesa e la sala proiezioni video e conferenze, posta sopra al porticato. In alto il movimento della scala porta all’ufficio-studio direzionale con terrazza a tetto, in continuità con il lucernario del giardino di inverno.

Ogni spazio interno del fabbricato è pensato e contiene, latente, una doppia possibile destinazione d’uso: direzionale e residenziale. Il progetto non si ferma a questo livello di flessibilità, ma ne indaga un altro più profondo, legato alle possibili differenti valenze che gli elementi di arredo possono avere all’interno dello spazio, a seconda della loro localizzazione.
Nello specifico il piano primo è un ulteriore soglia di accoglienza all’interno degli uffici/casa, per cui lo spazio dedicato all’area brunch hospitality/cucina aperta si configura come un open space in cui gli elementi di arredo, come blocchi di servizio separati, sono tenuti assieme dal registro spaziale dei volumi sospesi, per cui nell’angolo ad ovest il giardino di inverno, da cui piove luce naturale zenitale è uno spazio polivalente in cui poter collocare un tavolo separato di lavoro/pranzo oppure lo stesso tavolo giustapposto per allungare il piano della cucina per workshop/brunch.
Contemporaneamente lo stesso tavolo da pranzo può essere spostato al centro dell’area a sud, a doppia altezza a costituire (con altri tavoli) un piano di lavoro ampio attorno al quale coordinare meeting, workshop o eventi, oppure una sala soggiorno aperta in cui collocare un schermo tv.
Dal punto di vista architettonico gli allineamenti degli elementi di arredo si legano alla preesistente struttura del fabbricato, definendo un allestimento di plurimi spazi con differenti dimensioni: il winter garden a tutt’altezza, l’area brunch ribassata e allungata ma aperta, lo spazio frontale a doppia altezza. La molteplicità di spazi assemblati è la scena su cui si affaccia il ballatoio della sala riunioni proiezioni/sala camino tv.

Dal punto di vista costruttivo si selezionano delle localizzazioni precise di quelli che sono gli elementi di arredo non spostabili (piano di lavoro e lavabo della cucina, lavastoviglie, colonne forno, frigo e cantina) per trasformarli in volumi materici puri, che però contengano al loro interno modalità di apertura e chiusura molteplici, che garantiscano l’uso degli impianti interni.
Le finiture in legno di frassino pretrattato, compresa la parete attrezzata ad est che contiene tutti gli elettrodomestici, delineano una naturalità e contemporaneità degli oggetti, che si conformano perfettamente all’obiettivo della flessibilità e polivalenza.

Credits

 Reggio Emilia
 PRIVATO
 12/2015
 350
 800000
 NATOFFICE - christian gasparini architetto
 Collaboratori Matteo Gabbi Marco Borghi
 COESA SRL
 Ingeos - Strutture / Ren Solution - Impianti / Ing. Leonardi - Domotica / Viabizzuno - Corpi Illuminanti
 SOFIT - cartongesso / MK - cucina tavolo e colonne / VIABIZZUNO - corpi illuminanti / EXTENDO - cappa cucina
 FILIPPO POLI

Curriculum

Fondato nel 2001, a Reggio Emilia da Christian Gasparini,
NATOFFICE si rivolge al campo della progettazione urbana e architettonica: dal design, al landscape, intrecciandola ad una attività di ricerca nel campo delle strutture modulari, dell’allestimento e delle relazioni fra architettura, città e paesaggio.

NATOFFICE vince il 1° premio per il Centro Civico La Corte a Parma (2001), la consultazione ad inviti per l’Asilo Nido Carpi a Reggio Emilia (2004), progetta lo Spazio Marco Gerra, Centro di Fotografia Europea a Reggio Emilia (2005), vince il 1° premio nel concorso ad inviti per il recupero di Casa Gualerzi (2012, candidato Archdaily Building of the Year, categoria Refurbishment 2017) e diversi premi e segnalazioni in concorsi nazionali ed internazionali (www.natoffice.it).

Nel 2017 il progetto del Ristorante Lounge Bar Ivy ha vinto la menzione di merito nella categoria Hospitality agli A+Awards di New York e all’American Architecture Prize di Los Angeles.

http://www.natoffice.it


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