Gianni Arnaudo - CANTINA IN BAROLO
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CANTINA IN BAROLO

Gianni Arnaudo

Production / Completed
Gianni Arnaudo

L’idea progettuale è di concepire il fabbricato come due scatole sovrapposte avendo a modello i contenitori in legno da tempo utilizzati per la commercializzazione e vendita delle singole bottiglie, le cui caratteristiche sono rispecchiate in macro nel progetto. Esso si riconduce ad un frammento del linguaggio del mondo del vino; in particolare si riferisce alla parte finale della commercializzazione e cioè il packaging, che, negli anni che stiamo vivendo assume un’importanza fondamentale: il contenitore diviene più significativo del contenuto. Il disegno evidenzia le contraddizioni di un sistema di produzione ove a volte il marketing e l’etichetta sono prevalenti rispetto al vino (per quanto mitico come nel caso del Barolo).
Il significato si amplia a richiami etici, con un’operazione di “zoom” sull’oggetto, per ironizzare, con lo strumento della macroscopicizzazione, sulle forme spesso utilizzate per apparire rispetto ai contenuti dell’essere.

E' un progetto che definisco di CONTRO-ARCHITETTURA, così come CONTRO-DESIGN sono molte dei miei progetti di design.

L'obbiettivo non è provocare o semplicemente scandalizzare, ma usare l’architettura come strumento visuale, costruzione senza valenza di costruito per scrivere una frase con un diverso mezzo di grafia.
Un’architettura per imparare a leggere altra architettura, demistificarla e farne “esplodere” le contraddizioni con la forza dell’ironia.
L’idea originale è di concepire il fabbricato come due scatole sovrapposte avendo a modello i contenitori in legno da tempo utilizzati per la commercializzazione e vendita delle singole bottiglie di vino, le cui caratteristiche sono rispecchiate in macro nel progetto.
Esso si riconduce ad un frammento del linguaggio del mondo del vino; in particolare si riferisce alla parte finale della commercializzazione e cioè il packaging, che, negli anni che stiamo vivendo assume un’importanza fondamentale: il contenitore a volte diviene più significativo del contenuto.
Il disegno evidenzia le contraddizioni di un sistema di produzione ove a volte il marketing e l’etichetta sono prevalenti rispetto al vino (per quanto mitico come nel caso del Barolo, tant'è vero che qualcuno ha letto la costruzione come espressione del fatto che il Barolo è un vino d'alto target).

Il significato si amplia a richiami etici, con un’operazione di “zoom “ sull’oggetto, per ironizzare, con lo strumento della macroscopicizzazione, sulle forme spesso utilizzate per apparire rispetto ai contenuti dell’essere.

Quando la Commissione, che stava valutando le Langhe al fine di concedere il riconoscimento all'ingresso nel patrimonio tutelato dall'Unesco, ha esaminato il progetto della cantina, l'ha reputato importante per il territorio come forma di costruzione vicina all'arte, una scultura collocata nel paesaggio arricchita da valenze concettuali normalmente proprie più delle arti plastiche che dell'architettura e questo ha contribuito in modo positivo alla valutazione della Commissione.

E' la prima cantina pop al mondo ed è la prosecuzione del mio pensiero in fatto di edifici.
E' una severa critica ad un certo tipo di marketing di uno dei vini più noti d'Italia (insieme al Brunello).
E' un altro modo di esprimere il concetto di"progetto critico", connaturato al mio linguaggio d'architetto.

Credits

 Cuneo
 Cantina Astemia Pentita
 10/2017
 2400
 6000000
 Gianni Arnaudo
 Arch. Ermal Brahimaj , Arch. Macarena Gonzalez
 gb costruzioni s.r.l.
 Strutture: Ing. Roberto Mellano
 Serramentisti: Frea & Frea, Pavimenti e rivestimenti: Graniti Fiandre, Involucro Esterno: Woodn
 Dario Fusaro

Curriculum

Gianni Arnaudo inizia la sua attività professionale nello Studio 65 di cui è stato fra i primi e principali animatori fra il 1970 ed il 1975. Appartengono a quegli anni le prime espressioni di architettura radicale e la collaborazione con Gufram per la presentazione dei Multipli all’EuroDomus 1972, che presto si affermeranno sul piano internazionale a seguito di esposizioni quali : “Italy - New Domestic Landscape” al MOMA di New York. Alcune opere di questo periodo figurano nelle collezioni di musei quali il Denver Museum, il Vitra Museum di Basilea, il Musée des Arts Decoratives del Louvre, il Museo d’arte Contemporanea di Monaco ed infine il Centre Pompidou a Parigi, nella cui collezione permanente è presente il più recente progetto di tavolo per Gufram, “Dejeuner sur l’arbre”, da poco acquisito anche dallo stesso Vitra e GAM di Torino.

http://www.gianniarnaudo.com


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