ARKPABI - Giorgio Palù e Michele Bianchi architetti - VILLA WADIA
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VILLA WADIA

ARKPABI - Giorgio Palù e Michele Bianchi architetti

Villa / Future
ARKPABI - Giorgio Palù e Michele Bianchi architetti

Villa Wadia è situata nell’area del Bautugan (Cap d’Ail). Area dalla indiscutibile bellezza e dall’elevato valore paesaggistico costituita da grandi pendii scoscesi e da punti vedustici di notevole pregio sul mare.E' dalla morfologia del luogo, affondando la sua radice costruttiva nel genius loci, che prende forma l'idea stessa del progetto. Sfruttando le caratteristiche del luogo la villa si inserisce nell'orografia esistente, amplificandone le caratteristiche percettive ed inquadrando il paesaggio. La casa è così costituita da un elemento scultoreo che si incastra nel terreno creando uno spazio aperto verso l’esterno.
L’intervento prevede la sostituzione dell’edificio esistente con l’obbligo di mantenimento del sedime e dei volumi.
Gli ambienti risultano in stretta relazione con lo spazio esterno. Per questo motivo il volume si scompone lasciando penetrare l’esterno verso l’interno e viceversa. La luce naturale a sua volta interferisce con l’edificio, producendo flessioni volumetriche, creando spazi a reazione poetica (citando Le Corbusier). Il fruitore viene catturato in questo modo dall’ambiente che lo avvolge e lo stimola alla percezione del paesaggio.
La casa si suddivide in 3 livelli fuori terra:
La copertura, dalla quale si accede all’interno dell’edificio e dalla quale si crea la principale veduta della costa. Spazi esterni verdi differenti che si susseguono in una passeggiata esterna al di sopra del volume costruito. Il volume principale aggettante, cita nella morfologia la casa Malaparte del maestro Libera, mediante una gradinata (affaccio privilegiato sul paesaggio) che metaforicamente collega la casa al mare.
Il piano primo si scompone in 5 volumi che presentano caratteristiche formali differenti strutturando lo spazio interno. Tre grandi vele asimmetriche ed irregolari in cemento armato bianco compongono la zona notte aprendo le camere verso il pendio che porta al mare sottostante. Il volume principale vetrato ospita la zona giorno creando uno spazio dedicato al leisure quotidiano. Il volume in bronzo, che racchiude la camera master, separate dalle altre, viene interpretato in chiave artistica: la materia si sgretola verso l’esterno lasciando permeare all’interno una luce morbida e filtrata.
Il piano terra, più intimo racchiude in blocco le camere per gli ospiti e l’importante zona giorno dedicata alla piscina, costituendo un legame fisico con l’endless pool che domina lo spazio esterno mediante una corsia di nuoto che si sviluppa parallelamente alla villa.
Tali volumi risultano connessi tra loro sia da un punto di vista spaziale che funzionale da due elementi fondanti della casa: Il muro di sostegno che incardina i volumi alla montagna, distribuendo gli spazi e portando aria e luce al piano interrato, dove il proprietario, ex pilota, conserva un museo di auto da competizione ed il grande patio che penetra i livelli intessendo relazioni visuali tra i vari piani, creando possibilità di spazi esterni anche al piano interrato.
Il progetto lavora sull’effetto sorpresa, negando gli affacci a monte, dove l’ingresso pedonale porta su una terrazza verde che nasconde alla vista il parcheggio sottostante e sulla quale il percorso si snoda, permettendo al visitatore di raggiungere la terrazza panoramica, oppure di entrare nell’abitazione. Mediante un ascensore che si libra nell’aria rivestito in lamiera traforata che si sgretola o mediante una scala ancorata al muro di sostegno si accede al piano nobile dove trova spazio il vero elemento di connessione verticale interno: un volume vetrato che racchiude la scala di collegamento interno.
Tale scala scende al piano primo, costituito da una zona notte con tre camere da letto, una zona living sospesa con affaccio verso il mare ed una camera master.
Scendendo al piano sottostante si giunge nella grande zona living, cuore pulsante del progetto, vetrata sul patio interno ed in stretta relazione con il giardino con piscina grazie ad una vetrata completamente apribile.

Credits

 Cap d'Ail
 
 800
 ARKPABI - Giorgio Palù e Michele Bianchi architetti
 arch. Nicola Bignardi, arch. Martina Varoli, arch. Davide Andrea Nolli, arch. Marcello Cesini, arch. Alessandra Dall’Ara, arch. Francesca Gallina, arch. Ilaria Falabella

Curriculum

ARKPABI nasce nel ‘94 dalla collaborazione tra Giorgio Palù e Michele Bianchi. Lo studio realizza opere nel settore pubblico e privato, affrontando i temi progettuali con approccio basato su ricerca architettonica, sperimentazione tipo-morfologica, tecnico-materica e innovazione tecnologica. Con personalità si occupa di architettura indagando possibili sfaccettature della disciplina, realizzando edifici per terziario, ospitalità, architetture industriali e residenziali. Il progetto Delle Arti design Hotel nel 2002 a Londra vince l’Architectural Award come Best New Hotel nella competizione internazionale The European Hotel Design Award ‘02. Nel 2016 lo studio vince con l’Auditorium Giovanni Arvedi il XXIV Premio Compasso d’Oro ADI “per aver realizzato con bellezza ed eleganza il concetto di armonia pari a un grande strumento musicale, il Violino”, primo compasso d’oro ad essere assegnato ad un’architettura, assimilata ad un oggetto scultoreo e di design su grande scala.

http://www.arkpabi.it


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