5+1 AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo - New “Dallara” educational and exhibition complex
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New “Dallara” educational and exhibition complex

5+1 AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo

Mixed Use / Future
5+1 AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo

L'idea di progetto nasce dall'aggregazione di elementi distinti quali tre coni, trapezio, parallelepipedo e corona semicircolare, che formano 3 temi, 3 spazi e un sistema unitario. I tre temi sono:
- EDUCATING, dove si svolgono attività complementari all’esposizione-museo e attivare situazioni didattico esperienziali_ laboratori
- LEARNING, dove si svolgono attività caratterizzate dall’istituzione di un Master Post Universitario sui temi tecnologico progettuali legati al Motorsport.
- LIVING, dove si svolgono attività caratterizzata dalle funzioni espositive-museali destinate alle macchine.

La composizione planimetrica è formata da un asse principale (il trapezio dei laboratori) accanto al parallelepipedo dell'auditorium.
La semplicità compositiva unita alla semplicità delle forme geometriche rappresenta un'interessante soluzione del sistema compositivo generale.
Il movimento del fiume disegna gli spazi esterni, dei quali il verde è il protagonista. Esso è infatti l'elemento che lega paesaggisticamente l'area di intervento alla SP, in quanto disegna il basamento e i coni visuali convergenti nella struttura.
Il restante spazio esterno è formato dall'atrio e dalla piazza di pietra, mentre lo spazio interno è dato dalle aule, dai laboratori, dall'auditorium e dalla rampa espositiva.
Il progetto del nuovo complesso didattico espositivo Dallara costituisce parte integrante dell’insediamento produttivo del Gruppo omonimo e della fabbrica laboratorio esistente.
Alla definizione dell’intervento concorrono il contesto insediativo ed ambientale nonché i dati e vincoli urbanistico-territoriali. La consapevolezza della valenza pubblica di un luogo destinato ad attività culturali e formative, il radicamento storico e simbolico dell’Azienda sul territorio, le peculiarità ambientali dell’area, lambita dal corso del torrente Ceno e dai primi rilievi della collina preappenninica, sono cardini della proposta progettuale.
Si è voluto così immaginare un edificio che fosse rappresentativo e funzionale, riconoscibile e semplice, capace di dialogare con il territorio ed il paesaggio, inserendosi in un processo di riqualificazione di tutto il sistema insediativo.
Gli elementi semantici del paesaggio antropizzato circostante l’area sono caratterizzati da un rado edificato connotato da corpi edilizi isolati e compatti, dalla grande semplicità volumetrica.
Il progetto nasce dagli elementi territoriali: la linea del lotto, la sua dimensione aperta e precisa, il profilo delle colline, il sistema agricolo, la traccia del Ceno sul suolo ed i centri urbani a scala territoriale sono elementi fondativi della percezione del luogo.
A marcare questo intento è il primo “gesto” del progetto: una variazione topografica, un’increspatura del suolo che da vita all’edificio. Il piano verde si inclina leggermente sollevandosi di quota rispetto al livello della strada e creando uno spazio di relazioni e di dialogo con il luogo.
L’aspetto caratterizzante dell’edificio è la grande semplicità compositiva, articolata attraverso figure geometriche pure che generano altrettanti volumi ed ospitano differenti funzioni. Nell’aggregazione si delineano punti di compenetrazione e connessione fra interno ed esterno.
La composizione planimetrica e dotata di un asse principale, quello dei laboratori (il trapezio), accanto al quale giace il parallelepipedo contenente l’area didattica, collocato in posizione asimmetrica rispetto al peso degli altri volumi, l’area espositiva è una figura semicircolare, mentre tre coni ospitano le aule didattiche, gli spazi di accoglienza al museo e la scala elicoidale che incardina l’edificio.
L’aspetto compatto della composizione volumetrica lascia spazio a delle fessure che liberano viste prospettiche di taglio verso l’interno. Lo sguardo del passante è invitato a posarsi su questi scorci, e si muove orizzontalmente lungo il fronte semicircolare disegnato dalla rampa espositiva che abbraccia ed include il paesaggio all’intorno.
In direzione verticale, invece, l’edificio si compone per strati (il piano verde inclinato, il nastro, il coronamento), che assecondano il pendio senza prevaricarlo, invitando l’occhio alla contemplazione della collina che fa da sfondo al manufatto.

Credits

 Varano de' Melegari (Parma)
 VARANOBOX srl
 05/2018
 5'542
 5'814'785
 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo Simonetta Cenci
 Marco Corazza (responsabile di progetto ) - Alessandro Bellus, Angela Cavallari, Chiara Frumento, Vincenzo Tripodi, Andrea Lucchi, Luca Bonsignorio, Vera Messana, Sara Massa, Ilaria Sisto, Michela Scala, Lorenza Barabino, Stefano Cioncoloni (Design team) - Gaia D’Abrosca, Tania Poggi, Elena Molfino (Collaboratori)
 Mario Neri spa

Curriculum

Dal 1995, anno di creazione, si occupa della progettazione considerata come “trasformazione della realtà”, realizzando diversi progetti tra l’Italia e la Francia. Lo studio, divenuto 5+1AA agenzia di architettura dal 2005, opera attraverso un rapporto interdisciplinare tra gli studi di Genova, Milano (2006) e Parigi (2007).
Tra i progetti in corso, il masterplan a El Sokhna in Egitto, la nuova Biblioteca di La Spezia, la ristrutturazione della Poste Brune a Parigi, il nuovo complesso didattico ed espositivo “Dallara” a Parma, il restauro della Villa Borromeo ad Arcore, la ristrutturazione della sede di MPS e la riqualificazione di un immobile in Via Liberazione a Milano.

Struttura 5+1AA: Alfonso Femia, Gianluca Peluffo (soci fondatori), Simonetta Cenci (partner dal 2006), Nicola Spinetto (associato a Parigi dal 2009), 10 direttori di progetto e cantiere, 20 responsabili di progetto, 10 collaboratori, un team di 10 persone per la gestione e la comunicazione.

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