GRUPPOFON ARCHITETTI - URBAN GROUND FLOOR - HOTEL CONTINENTAL - OPATIJA CROATIA
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URBAN GROUND FLOOR - HOTEL CONTINENTAL - OPATIJA CROATIA

GRUPPOFON ARCHITETTI

Interior / Completed
GRUPPOFON ARCHITETTI

URBAN GROUND FLOOR HOTEL CONTINENTAL OPATIJA CROATIA

LA RICHIESTA INIZIALE
La richiesta iniziale del committente, era quella di migliorare la reception e la sala per le colazioni dell'Hotel.
Molti Hotel recentemente sono intervenuti su questi spazi, migliorandoli ed enfatizzando queste funzioni ma la domanda che ci poniamo sempre è: come funziona veramente il piano terra di un Hotel?
Scopriamo così che il piano terra dell'Hotel Continental, oltre ad essere molto grande, solo una piccola parte era aperta al pubblico e questo nonostante i due lati principali dell'edificio prospettassero con ampie forometrie (rese semi cieche), sulle frequentate vie della piccola cittadina turistica di Opatija in Croazia.
Non vi erano significativi motivi che impedissero a questi spazi di diventare qualcos'altro.
Il nostro approccio ai luoghi dell'ospitalità, è in primis molto pragmatico da un punto di vista economico e per questo strettamente legato ad un calcolo preciso della loro redditività per m2.
Molti degli ambienti al piano terra dell'Hotel erano sottoutilizzati o svolgevano una mera funzione di servizio alla parte aperta al pubblico, molte persone ci lavoravano ma nessuno le vedeva, tutto era dimesso e un po triste.
Non è mai un caso quando gli ospiti degli hotel scelgono di vivere e cenare fuori della struttura dove dormono, eppure ormai molte attività integrano il loro fatturato con i servizi collegati all'attività principale, fino al punto che questi servizi diventano essenziali per il bilancio dell'attività stessa.
Eravamo già intervenuti due anni prima per la stessa società in un Ostello poco lontano da li ed anche in quel caso, avevamo messo in discussione e poi trasformato non uno ma due piani della struttura, in attività legate al food & beverage. I risultati sul fatturato complessivo erano noti e considerati ormai un introito irrinunciabile.

UN NUOVO MODO DI PENSARE I PIANI TERRA DEGLI HOTEL URBANI
Di li il passo è stato breve e la proposta di trasformare l'intero piano terra ed anche una parte del piano interrato, in un vero e proprio spazio commerciale dedicato al food & beverage era già negli obiettivi della proprietà.
Questa volta però ci siamo spinti oltre, reception e sala colazioni ovviamente, ma anche osteria con cucina a vista, champagne bar, birreria, gelateria, cioccolateria, negozio dei prodotti locali, caveau per i prosciutti istriani, cantina, alla fine della richiesta iniziale per reception e sala per le colazioni non è rimasto che un semplice counter.
Tutte queste nuove funzioni si snodano quasi senza soluzione di continuità, con una circolarità appena percepibile e tutto si integra in un continuo susseguirsi di stimoli sensoriali legati al cibo.
Gli ospiti sono rimasti subito colpiti da tutta questa offerta e quello che non riuscivano a consumare al momento con un impulso emozionale, programmavano di consumarlo alla sera, al mattino seguente o al ritorno dal mare. Un vero e proprio luogo dei desideri legati al cibo.
Importante è stata anche la risposta nel retail, nessuno se ne va senza aver acquistato i prodotti tipici locali.
Per la cena o per un gelato non si esce più dall'Hotel e questo piano terra urbano è diventato uno delle principali attrazioni della cittadina, turisti o abitanti che siano, tutti vengono ad ammirare il laboratorio di pasticceria, la produzione del cioccolato con il laboratorio a vista e molto altro.

I TRE TEMI DEL LAVORO PROGETTUALE (la scatola, gli arredi, il prodotto food)
Per ottenere questi risultati, il progetto è stato sviluppato seguendo tre direzioni principali: il lavoro sulla così detta “scatola”, il lavoro sulle attrezzature e gli arredi e un lavoro molto più dinamico, sulla lavorazione, trasformazione e vista del cibo.

LA SCATOLA (pavimenti, soffitti, muri, illuminazione)
Per il lavoro sulla “scatola”, l'edificio storico dell'Hotel è stato di fondamentale importanza, è bastato togliere tutte le superfetazioni che negli anni si erano sovrapposte alle pareti, ai pavimenti e ai soffitti, per ottenere risultati materici e cromatici significativi.
Un continuo svelare, sotto ad inutili cartongessi c'erano bellissimi mattoni, sia nei muri che nelle volte dei soffitti, il lavoro è stato quello di integrare ma anche di inventare, con l'introduzione di nuovi materiali, come ad esempio il mosaico digitale.
I pavimenti erano in parte rovinati ma le tracce di un modo di costruire pregiato e di qualità proprio di quel tipo di edifici erano ancora presenti, si trattava solo di restaurare e dove questo non era possibile, inventare soluzioni a tratti anche “irriverenti”.
Una parte fondamentale del lavoro sulla “scatola” è stato quello dedicato all'illuminazione artificiale, la quale rispondere a due esigenze, quella di creare delle atmosfere a seconda degli ambienti e dell'ora del giorno e quella di illuminare con le giuste gradazioni i vati tipi di prodotti alimentati esposti.

GLI ARREDI
Il lavoro sugli arredi, è basato su un concept sempre diverso per ogni ambiente ed all'interno dello stesso ambiente essere a sua volta ancora diverso.
Non dare punti di riferimento, non dare mai alla percezione la possibilità di razionalizzare e catalogare, lasciando così più spazio ai sensi.
Poche regole, pochi dogmi, molta attenzione ai materiali sempre autentici ma senza prendersi troppo sul serio, qualche provocazione.

IL PODOTTO FOOD
Tutto deve vedersi, tutto diventa spettacolo sensoriale per i profumi e per i colori.
Al variare degli orari varia l'esposizione e le lavorazioni dei prodotti, con il personale non più relegato in laboratori chiusi ma esso stesso parte attiva del progetto commerciale.

Siamo consapevoli che questo nostro approccio al progetto non è propriamente codificabile ma il risultato in termini di successo commerciale è stato straordinario.
Quando Franco La Cecla definisce la densità urbana, dice che questa non è data dal numero di abitanti per unità di spazio ma dal numero di funzioni per la stessa unità.
E' esattamente questa la sintesi di questo progetto.

Credits

 Opatija
 Ugo Grupa
 03/2015
 1200
 GRUPPOFON ARCHITETTI - Nicola Salviato, Oscar Scomparin
 Arch. Anna Cerantola, Arch. Davide Della Porta, Arch. Ilaria Gorghetto
 COSTAGROUP
 COSTAGROUP
 COSTAGROUP

Curriculum

GRUPPOFON ARCHITETTI nasce alla fine degli anni '80 come contenitore di esperienze multidisciplinari, è composto da una dozzina di professionisti, alcuni dei quali svolgono attività didattiche universitarie.
Nei 27 anni di attività, per mezzo di un elevato numero di realizzazioni, ha indagato e sviluppato progetti e ricerche nei temi dei Beni Culturali, della Bioarchitettura e della Rigenerazione Urbana e del Territorio.
Numerosi progetti di edifici in legno passivi 2020, sono in corso di realizzazione.
Un particolare settore dello studio sviluppa Format per aziende food&beverage, ad oggi sono oltre 150 le realizzazioni in 4 continenti, 18 paesi e 60 città.
Riconoscimenti, Premi e Menzioni: Premio Architettura Città di Venezia edizioni 2005 – 2008 - 2014, Premio Nazionale di Architettura Raffaele Sirica edizione 2010, European Colour Design Award edizione 2011, Ri.U.SO edizione 2012, The City Plan Award 2015, The Plan Award 2016.

http://www.gruppofonarchitetti.it

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