Picco architetti e Gianluca Gamberini - SOCIAL HOUSING ROMEA
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SOCIAL HOUSING ROMEA

Picco architetti e Gianluca Gamberini

Housing / Completed
Picco architetti e Gianluca Gamberini

Residenze Sociali Romea_relazione generale e tecnica

L’intervento è localizzato nel quadrante nord ovest di Ravenna, ai bordi dell’ex Villaggio Anic, verso il Parco di Teodorico. Il rapporto da sempre difficile che il quartiere intrattiene con quest’ultimo è fortemente segnato dalla cesura fisica della ferrovia e della futura tangenziale interna.
La struttura del Piano Particolareggiato (PUEP) e gli obiettivi definiti dall’amministrazione comunale nel Bando di Concorso, evidenziano le problematiche che l’area progetto pone: primo, la delimitazione di un tessuto urbano frammentato; quindi, la protezione e il superamento della doppia cesura fisica della ferrovia e della futura tangenziale interna; infine ma non ultimo, il rapporto che il quartiere può intrattenere attraverso l’area di progetto con la città e il Parco di Teodorico.

impianto urbano
L’impianto urbano del progetto propone una meditata soluzione a questa complessità: ricuce il tessuto urbano esistente con il Parco di Teodorico e si costituisce come soglia urbana nel quadro del sistema del verde.
Il progetto propone un sistema di relazioni fisiche e funzionali che interpretano l’edificio come fronte ed interfaccia verso la città: gli spazi esterni, i percorsi, i parcheggi sono definiti da alberature ed edifici che li mettono in relazione con le tracce storiche esistenti.
L’edificio est inclinandosi rispetto al viale principale si allinea sulla direttrice che porta alla strada di accesso ai sevizi di quartiere e allo stesso tempo si pone come quinta di fondo al Parco di Teodorico. Quello ovest, allineato al viale chiude l’edificazione definendosi come limite della futura area di espansione a nord.
Lo sfalsamento dei due edifici da luogo ad una compressione dello spazio che, come una soglia, propone un accesso a sud verso il parco retrostante. Questo è organizzato con alberi e siepi lungo le tracce esistenti, a formare delle quinte di filtro che ne definiscono gli spazi.

gli accessi
Due accessi carrabilI servono i due edifici: Il primo, ad est è quello del parcheggio pubblico (PK3) con quaranta posti auto e segue la direttrice dell’edificio inclinato; il secondo è ad ovest sulla direttrice verso via Mattei.
Per l’impossibilità di costruire in sottosuolo, tutti i parcheggi pertinenziali sono a raso a nord dell’area. I 38 box auto coperti (uno per alloggio) sono disposti in parte sotto il portico degli edifici ed in parte sotto due strutture leggere, localizzate all’estremità est e ovest, in corrispondenza dei passi carrai, come segnali di entrata. I 38 parcheggi scoperti sono invece disposti in fronte al viale principale.

gli edifici
Gli edifici progettati sono due; il primo, quello a est, è ruotato di 15 gradi rispetto al secondo; sono speculari tra loro e disposti in senso est ovest (minore esposizione ai venti dominanti e alla ferrovia).
Sviluppati su quattro piani fuori terra sono volumetricamenete tripartiti; con soluzioni distinte tra il basamento, corpo medio e tetto giardino.
I due fronti principali degli edifici sono caratterizzati per la loro esposizione; quello nord, verso via, più materico e stereometrico, è caratterizzato da bucature di diversa dimensione in funzione dei locali serviti; le “serre solari” in corrispondenza delle cucine fuoriescono dalla volumetria a cercare l’affaccio a est e ovest.
Quello sud, aperto sul parco, è costituito in prevalenza da terrazze lineari di profondità variabile schermate con persiane mobili .
Concepito nella sua profondità come uno spazio di mediazione tra interno e esterno, il fronte sud svolge una duplice funzione: quella tecnica, finalizzata al risparmio energetico e al benessere ambientale; quella architettonica, finalizzata a migliorare l’abitabilità nel momento in cui l’alloggio perde il contatto col suolo. L’ultimo piano, che definisce il coronamento ha una volumetria più libera, dove gli alloggi si alternano ai tetti giardino.
I fabbricati si presentano come due edifici “a ponte”, con ampie zone porticate completamente libere nell’area pedonale baricentrica (luogo di attraversamento nord sud) e con gli androni, dei punti scala, passanti per l’accesso al parco.

gli alloggi
La tipologia a punto scala fornisce l’accessibilità a tutti i piani con l’ascensore (due alloggi per piano). Ad eccezione dei piani terra, che hanno comunque un doppio affaccio, tutti gli alloggi sono passanti con affacci a nord e a sud; le zone giorno sono distinte da quelle notte; a sud i soggiorni, a nord i servizi e le cucine abitabili dotate di serre solari.
Le tipologie progettate derivano dalle richieste del bando; i 18 alloggi per anziani si distinguono per le ampie zone a giorno che possono essere trasformate per ospitare un eventuale assistente; la loro localizzazione è varia: al piano terra con giardino privato; sulle testate degli edifici con la possibilità di una tripla esposizione e sul tetto giardino con ampie terrazze esterne. I 10 alloggi per famiglie da tre/quattro persone, e i 10 alloggi per famiglie da cinque persone hanno locali con dimensioni standard ma con una zona giorno che potrà eventualmente variare di dimensione nelle fasi successive di progettazione. Questi ultimi alloggi sono localizzati nelle parti centrali del corpo di fabbrica e hanno cantine al piano terra.
E stata volutamente ricercato un costante abbinamento tra alloggi per coppie di anziani e alloggi per famiglie.

materiali
I materiali usati per la costruzione sono di tipo naturale (calci, vernici naturali, legno, ecc.) tali da garantire l’assoluta assenza di emissioni nocive, e la possibilità del riutilizzo dei materiali derivanti dalle demolizioni. In particolare, per i fronti più esposti, sono state utilizzate facciate ventilate in pannelli di ceramica laminata o gres porcellanato; il tetto verde contribuisce al risparmio energetico e alla ritenzione delle acque piovane.
Concludendo l’edificio è stato concepito come passivo capace di limitare i costi di manutenzione e di soddisfare le richieste del bando.



Credits

 Ravenna
 Comune di Ravenna
 02/2016
 3.866
 3775958
 Arch. Cristiano Picco, Arch. Ingeborg WEICHART_ PICCO architetti (Torino) e Arch. Gianluca Gamberini
 Arch. Cristiano Picco, Arch. Ingeborg WEICHART e Arch. Gianluca Gamberini
 CEAR SOC.COOP. CONS. , VIA VALLE BARTINA, 13/C 48124 F. ZARATTINI (RA)
 Ditta Ceramiche: COOPERATIVA CERAMICA D'IMOLA S.C. - Posatore: ROAD HOUSE S.R.L.
 Michele Buda fotografo

Curriculum

PICCO architetti coniuga la pratica e la ricerca del progetto dalla scala urbana all’architettura, interpreta luoghi del vivere, del lavoro, della cultura e del tempo libero attraverso progetti e programmi complessi e innovativi, con particolare attenzione all’ aspetto sociale. Cristiano Picco (Torino 1964) si laurea a Torino nel 1990. Ha fondato con Giovanni Picco a inizio anni ’90 PICCO architetti. Svolge anche attività didattica. Ingeborg Weichart (Graz 1966) laureata in Architettura presso la TU di Graz. Fa parte di PICCO architetti dal 1999. Gianluca Gamberini, Architetto (Ravenna 1964). Si laurea allo IUAV di Venezia nel 1993. Fino al 2001 collabora con lo studio professionale di Gino Valle e Fernando Urquijo e Valle Associati a Udine e nel 2002 con Giampiero Buffi alla redazione di piani urbanistici e progetti architettonici sulla città di Torino, Milano e Tolosa. Ha svolto attività didattica a Cesena. Nel 2005 apre il proprio studio professionale a Parigi.

http://www.piccoarchitetti.it/projects/social-housing-romea-ravenna/

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