GRUPPOFON ARCHITETTI | Laura Mascino - STREET VIEW - LA PERIFERIA DENTRO DI MESTRE
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STREET VIEW - LA PERIFERIA DENTRO DI MESTRE

GRUPPOFON ARCHITETTI | Laura Mascino

Urban Planning  /  Future
GRUPPOFON ARCHITETTI | Laura Mascino
STREET VIEW
“La periferia dentro”
Questo progetto di Rigenerazione Urbana è parte di uno studio più ampio, sviluppato negli ultimi due anni da un gruppo di lavoro coordinato dal GRUPPOFON ARCHITETTI e LAURA MASCINO con il patrocinio della Fondazione ClimAbita.
Nasce dalla necessità di una rilettura delle medie città contemporanee italiane, alla luce delle trasformazioni che la crisi ma più in generale il cambiamento in corso porta con se.
Con questo lavoro di rilettura, è cresciuta progressivamente la consapevolezza che esiste una parte di città che non è centro storico, non è periferia estrema ma che sta in mezzo, tra il centro storico e le prime tangenziali. Una parte di città costruita prevalentemente negli anni '60, '70, di cui poco si parla, poco studiata e spesso oggetto di una pianificazione molto generica (zone B).
Queste parti di città, sono molto simili in quasi tutte le città italiane e simile è il loro attuale forte declino.
Il progetto dimostra come senza la necessità di mosse eclatanti e attualmente irrealizzabili, con finalità precise e una sommatoria di interventi di buon senso, si possa fermare il declino, rendendo queste aree addirittura “virtuose”.
Le modalità di recupero di questa precisa parte di città, andranno a costituire un “Manuale di Rigenerazione Urbana”.
Un caso esemplare
“la periferia dentro di MESTRE”
Una città che contiene, per la storia del suo sviluppo una grande quantità di queste aree.
Mestre, non come semplice parte della più ampia Città Metropolitana di Venezia, quanto il suo nucleo centrale, come se fosse una città murata dalle tangenziali.
Mestre, dove il centro storico è piccolo e l'espansione degli anni '60, '70 è grande, la città delle “zone B”: dove sembra esserci di tutto, ma soprattutto un'infinità di condomini.
Leonardo Benevolo negli anni '90, nella stesura del PRG, aveva evidenziato questi luoghi (buona parte della città), zonizzandoli e normandoli non solo come “zone B” ma anche come “Aree di Ridisegno del Paesaggio Urbano”. Questa intuizione straordinaria non ha poi però trovato nessuna applicazione nei decenni successivi. Ma se al tempo del PRG il problema di queste parti di città era l’aspetto dimesso e anonimo, ora è il loro progressivo diventare “aree di degrado” a costituire un problema di periferie interne.
RIGENERARE LE PERIFERIE INTERNE DEI CONDOMINI
La prima operazione è stata quella di tornare a guardare la città attraverso una lente precisa.
Si è indagato e riprogettato lo spazio urbano ridefinendo una serie di “fondamentali” quali: la densità, la qualità, i vuoti, l’acqua, l’energia, il verde diffuso, l’Architettura.
Città esistente zone B - versus periferia
E’ stata poi identificata un'area molto omogenea e centrale di circa 0,43 Km2, per comodità chiamata “Area Rossa” e su questa, sono stati mappati e calcolati: i volumi costruiti, il numero degli edifici, le superfici disperdenti ed i relativi consumi energetici, le coperture a falde e piane, le alberature e le aree progressivamente rese impermeabili, la quantità di strade e quanta parte di queste viene usato per il solo parcheggio delle auto, il profilo sociale degli abitanti…
I dati raccolti sono impressionanti, disastrosi sotto il profilo energetico, inquietanti sotto il profilo dell'invarianza idraulica, tristi per la quantità di verde diffuso e desolanti per la progressiva e continua disgregazione del tessuto sociale.
Una città invisibile ai più, dove la qualità della vita è bassa, una “Periferia Dentro”.
Città esistente zone B - versus ecocittà
E’ stata scelta, infine, una porzione più piccola, chiamata “Area Rossa Rossa”, di circa 0,16 Km2, nella quale è stato declinato il progetto. Partendo dalla definizione di EcoCittà dalla Commissione Europea, sono state fissate delle finalità e definite le 5 principali Azioni di Trasformazione, suddivise in 3 Paesaggi.
PAESAGGIO DEL SUOLO
1 aree pubbliche - dalle auto alle persone
Il ridisegno delle strade privilegia una nuova percorrenza della città a piedi e in bicicletta, attraverso una sorta di parco diffuso. Le strade secondarie tra i condomini diventano luoghi dove stare, dove giocare, dove camminare. Sono state tolte le auto dalla strada identificando alcune aree vuote e inserendo dei MINIPARK ad uso dei residenti.
2 le aree private e condivise - microclima e riduzione delle isole di calore
Vengono cambiati i materiali del suolo da impermeabili a permeabili. Si utilizza il più possibile la vegetazione soprattutto alberi per costruire un minuzioso VERDE DIFFUSO e per far questo è stato ripensato il sistema di gestione delle acque meteoriche.
PAESAGGIO DEL COSTRUITO
3 risparmiare energia - involucri edilizi
E’ urgente la riqualificazione energetica dei condomini che avviene attraverso la coibentazione e la ventilazione delle facciate, prevedendo l'eliminazione di tutti i terrazzini e la costruzione di NUOVE LOGGE per eliminare i ponti termici e migliorare gli ombreggiamenti, dove è disponibile una copertura piana si prevede la trasformazione in TETTO VERDE.
4 produrre energia - nuove tecnologie
E’ prevista una CENTRALE TERMICA unica per tutta l'area. Sulle coperture piane dei nuovi edifici l’inserimento di pannelli fotovoltaici per l'illuminazione pubblica a led e verrà massimizzata l’autonomia energetica per mezzo degli arredi urbani.
PAESAGGIO DELLA DENSITA'
5 nuove centralità - attivazione spazi dismessi
All’interno dell’area si trova, una SCUOLA, alla quale serve una nuova palestra ed il ridisegno del cortile per ottenerne un'utilizzo che vada oltre a quello strettamente didattico e a confine con questa vi è una ex clinica da anni abbandonata, i cui spazi riattivati con USI TEMPORANEI, costituiscono una grande opportunità.
In due spazi aperti attualmente standard verde semiabbandonato, si prevede in uno di inserire dei padiglioni (container) con all’interno LOCALI FOOD, nell’altro un sistema integrato di ORTI URBANI.
La “periferia dentro” è una grande opportunità di rigenerazione economica e dell'Architettura.

Credits

 MESTRE VENEZIA, ITALY
 FON OLTRE + UT + ClimAbita
 03/2016
 167898 mq
 GRUPPOFON ARCHITETTI NICOLA SALVIATO - OSCAR SCOMPARIN + LAURA MASCINO
 ANNA CERANTOLA, DAVIDE DELLA PORTA, ILARIA GORGHETTO
 AGRONOMIST - LANDSCAPE ARCHITECT CAMILLA ZANAROTTI, ENERGY AND ENVIRONMENTAL DESIGN ENG. ROBERTO PAVONI, LOW IMPACT DEVELOPMENT ENG. ANDREA MORI, SOUNDSCAPE ENG. DARIO PAINI

Curriculum

GRUPPOFON ARCHITETTI
Dal 1988 è contenitore di esperienze multidisciplinari, composto da una dozzina di professionisti, alcuni dei quali svolgono attività didattiche universitarie
Ha sviluppato progetti e ricerche per i Beni Culturali, la Bioarchitettura e la Rigenerazione Urbana e del Territorio
PremiMenzioni: Premio Architettura Città di Venezia 2005-2008-2014, Premio di Architettura Raffaele Sirica 2010, European Colour Design Award 2011, Ri.U.SO 2012, The City Plan Award 2015.
LAURA MASCINO
Dagli anni '90 si occupa di Progettazione Urbana con Bernardo Secchi
Dal 2007 è Professore al Politecnico di Milano
Vince alcuni Concorsi Internazionali, nel 2002 è finalista alla Medaglia d'Oro con la realizzazione di una piazza a Kobe Giappone
Dal 2013 sviluppa il protocollo EcoQuartieri, diventato parte del progetto Internazionale Mild Home.
FONDAZIONE ClimAbita presidente Norbert Lantchner
Promuove e sviluppa, cultura del vivere e costruire sostenibile, in Italia ed in altri paesi.

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