Wunderkammer, Scuola di Musica di Bressanone
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Wunderkammer, la Scuola di Musica a cielo aperto di Bressanone

Il nuovo progetto contrappone la monumentalità dell'esterno all'intimità degli ambienti interni, veri e propri salotti della città

Carlana Mezzalira Pentimalli

Wunderkammer, Scuola di Musica di Bressanone
Scritto da Redazione The Plan -

L'ambizione di addomesticare uno spazio urbano, di fare dell'architettura un ambito comunitario, a disposizione di tutti. Sono questi i presupposti da cui parte il progetto dello studio trevisano Carlana Mezzalira Pentimalli per la Scuola di Musica di Bressanone, detta anche Wunderkammer, "camera delle meraviglie", in riferimento al periodo storico in cui le collezioni private si aprirono al grande pubblico e resero accessibili "mirabilia" fino allora alla portata di pochi. È questo ciò che racontano i progettisti, che hanno curato questa camera delle meraviglie della musica a tutto tondo, dalle sue fasi di progettazione e costruzione, al disegno dell’arredo e della segnaletica.

Tre piani fuori terra che riescono a modularsi e dialogare intimamente con la città, fungendo da spazio di relazione e insieme di connessione. 

 

 

Wunderkammer, la Scuola di Musica a cielo aperto di Bressanone

Situato nella zona nord a ridosso del centro antico, il progetto rappresenta la nuova porta di accesso alla città, in un punto nevralgico dell’area Priel, destinata alle attrezzature collettive, a partire dalla piscina comunale Acquarena e dalla palestra di roccia Vertikale che sorgono nelle vicinanze.
L’intervento è innfatti parte integrante di un piano più ampio, che prevede a nord la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico interrato su due livelli, con in copertura un parco urbano di attraversamento. Nella parte sud, sorgerà una piazza con un ulteriore piano interrato di parcheggi pubblici, che raccorda la strada statale del Brennero, antica arteria di collegamento tra l’Austria e l’Italia, con la piscina comunale e la città storica.

Centro di snodo per i flussi carrabili interrati e i percorsi pedonali a tutti i livelli, nonché fronte nord della futura piazza, cinta a est dalla palestra di roccia e dalla piscina comunale, la Scuola di Musica garantisce l’allineamento spaziale mancante al completamento della nuova situazione urbana e con grande flessibilità risolve la situazione orografica e le differenze di quota dettate dal piano.

 

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In questo modo tutti gli ambiti risultano connessi e facilmente raggiungibili, rendendo la piazza con il parcheggio, gli edifici della Scuola di Musica e gli spazi delle associazioni Banda musicale e Alpenverein, disposti all’interno di un volume compatto a nord della palestra di roccia, un parterre continuo distribuito su più livelli.

 

Pieni e vuoti in risonanza col contesto

Dal punto di vista morfologico il progetto guarda alla città storica con i suoi princìpi insediativi, reinterpretando l’archetipo del recinto. L’intervento infatti, che mira a integrarsi nel tessuto urbano, si caratterizza per la sua volumetria compatta e riconoscibile, all’interno della quale viene scavato un vuoto urbano racchiuso da un recinto.

Posto nella parte ovest dell’intero intervento, il volume della Scuola si sviluppa su tre piani fuori terra e una porzione di piano interrato. Per mitigare l’impatto sullo skyline della città, l’ultimo piano risulta arretrato rispetto al filo delle facciate esterne, ottenendo un effetto ottico che dissolve la percezione del costruito. I prospetti sono inoltre concepiti come dei paramenti murari, i cui trattamenti mutano in relazione al contesto per entrare in risonanza con gli edifici circostanti.

Il recinto, che insieme al volume della Scuola cinge il grande spazio collettivo della corte situata a est, si configura come un volume di due piani, all’interno del quale sono collocati gli elementi di distribuzione verticale e alcuni servizi alla città. In questo modo vengono risolte le differenze di quota, garantendo continuità visiva tra la piazza e il futuro Parco Priel, mentre la profondità di campo verso le montagne a nord e a sud dell’area non viene mai interrotta.

Il progetto del vuoto assolve all’importante ruolo di distribuzione dei flussi delle utenze che accedono alla città, grazie a una forte permeabilità trasversale, orizzontale e verticale insieme, con accessi disposti alle quote +0,00 e +3,75m. Affaccio della nuova Scuola di Musica, delle associazioni Banda Musicale e Alpenverein, della palestra di roccia e della piazza, la corte sarà a servizio anche del futuro parcheggio, consentendo un percorso diretto verso la piazza Priel e, in generale, alla città.

 

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Ai piani terra, primo e secondo trovano spazio 29 aule di musica. Le scale e gli elementi di connessione, pensati come un sistema continuo e coreografico a partire dal foyer d’ingresso, conducono attraverso tutti i livelli della scuola.

Gli ambienti e gli elementi di distribuzione, così come l’ampio corridoio centrale da cui si diramano le aule, illuminato da un grande lucernario che consente alla luce naturale di attraversare tutto il volume grazie a un sistema di doppie altezze, sono stati progettati come spazi di aggregazione, luoghi di attesa, studio e incontro tra gli studenti.

 

Dal giardino della musica ai materiali locali

Pubblico e sempre accessibile, il cortile ospita una serie di dispositivi di collegamento e di servizi collettivi, come chioschi, magazzini ed elementi di distribuzione verticale.

Alla monumentalità delle facciate esterne, si contrappone negli interni una forte ricerca di familiarità, che attinge alla memoria collettiva per i luoghi storici della città. Il grande foyer di ingresso e gli ampi spazi distributivi si presentano come generosi e accoglienti salotti per la città, all’interno dei quali ci si orienta grazie a varchi e affacci caratterizzati da imbotti di prezioso marmorino di colore grigio chiaro. Invitanti poltroncine in tessuto imbottito sono disposte strategicamente in prossimità degli ambienti di servizio e degli spazi di filtro, interamente rivestiti con carta da parati di colore neutro, a memoria delle tappezzerie che adornano le stanze del Palazzo Vescovile di Bressanone. Gli elementi di distribuzione verticale e gli arredi integrati nell’edificio, realizzati in legno di rovere tinto scuro, richiamano le opere di falegnameria dei palazzi del centro storico della città. L’abbondante luce naturale, verticale o zenitale a seconda delle situazioni, filtra attraverso tende arricciate, con caratteristiche fonoassorbenti, dai morbidi colori pastello.

 

Bucciardatura a mano di tutto l'edificio

Interamente costruito in cemento armato a vista, l’edificio, privo di rivestimenti, presenta una sorprendente corrispondenza tra struttura e architettura. Con l’addizione nel calcestruzzo di inerti di porfido rosso e pigmenti (rosso al 3% e nero al 2,5%), il complesso raggiunge una colorazione e matericità che ben si sposano con la tradizione e i materiali del luogo.

Unico trattamento impresso alle superfici per farle vibrare alla luce naturale, è la bocciardatura realizzata a mano di tutto l’edificio, fatta eccezione per delle cornici in coincidenza delle aperture e per il cortile, interamente martellinato a mano con un motivo ripreso dalle tipiche trame locali. Una finitura di grande semplicità, che reinterpreta in chiave contemporanea le preziose decorazioni che costellano il cuore della città.

Credits

Location: Bressanone

Building area: 5.312 mq

Project by: Carlana Mezzalira Pentimalli

Consultants: Giada Cattelan, Alessio Oliviero, Alessandro Zotta

Photography by Marco Cappelletti, courtesy of Carlana Mezzalira Pentimalli

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