Villa sul Lago di Lugano
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Villa sul Lago di Lugano

Jacopo Mascheroni

Scritto da Francesco Pagliari -


Una residenza orientata alla luminosità, inserita in uno schema di rapporti complessi col paesaggio e col terreno: la villa sul lago di Lugano propone efficaci intersezioni fra condizioni differenti di vivibilità, in una lettura propositiva e caratterizzante della correlazione fra interno ed esterno. Il declivio del terreno verso lo scenario panoramico del lago consente di suddividere l’abitazione in due livelli, rinverdendo la separazione delle funzioni abitative con intensa interpretazione degli spazi. Al livello inferiore, in una pianta d’assetto regolare che comprende il locale per il garage, la zona notte accoglie tre stanze da letto, allineate lungo il corridoio distributivo trasversale. Vi è nettezza nelle linee architettoniche degli interni, con pavimenti in legno chiaro ed arredo essenziale per linearità, e vi è la chiarezza di una visione offerta allo sguardo attraverso la trasparenza delle pareti vetrate a tutt’altezza, ad inquadrare direttamente il giardino e in lontananza uno scenario paesaggistico, che la notte punteggia di luci. Al livello superiore, la zona soggiorno diviene simbolo di ricchezza luminosa: la struttura assume la forma sottile ed elegante di una cornice che si distende lungo il perimetro interamente vetrato su tutti i fronti, tracciando una pianta poligonale dagli angoli arrotondati. Il volume è racchiuso fra il muro di confine, bianco per accentuare la riflessione della luce, la folta vegetazione sulle pendici circostanti e la visuale lacustre: l’involucro svetta trasparente sul terreno, un diaframma che moltiplica i riflessi luminosi e si rende percepibile perché mostra le linee degli arredi che definiscono la forma dell’interno. L’involucro è una membrana traslucida, un oggetto tecnico con vetri basso emissivi ad alto rendimento, cui si interpone gas per migliorare le prestazioni termiche, ed è un oggetto architettonico: si massimizzano le relazioni fra spazio interno ed esterno, in un binomio in cui permane la necessità della distinzione, la possibilità della separazione. La trasparenza del volume vetrato produce un confine mutevole, nelle variazioni continue che si propongono fra il rispecchiamento degli oggetti d’arredo, l’intensità della luce naturale, l’autonomia che il volume trasparente assume all’apparire della luce artificiale, le modificazioni percettive introdotte lungo le pareti vetrate dalle tende a rullo filtranti e motorizzate, utili al benessere climatico interno. Elementi vegetali, alberi a foglie caduche, accompagnano la natura a contatto con l’architettura, riproducendo a scala ravvicinata la sintesi dell’effetto paesaggistico nel rilievo digradante verso lo specchio d’acqua. La presenza di una scultura lignea interpone un oggetto d’arte e materia naturale nello spazio a stretto anello adiacente al muro di confine, che abbraccia l’edificio sul versante a monte. Il terreno che circonda il volume trasparente della residenza appare composito, una superficie ricoperta di ghiaia, su cui spiccano per colore e densità di materia i settori a listelli di legno, i ciuffi e il tappeto d’erba a morbido disegno, le lastre in pietra alla soglia degli accessi; oblò permettono di aggiungere luce e sfondo di cielo al piano inferiore. La residenza al livello superiore appare collegarsi all’idea di un Glaspavillon, luogo di delizie degno di figurare in un parco d’ampia estensione, o un piccolo Glashaus d’ospitalità temporanea, accessorio e appartato. Il progetto coniuga istanze contrastanti, configura una forma che suggerisce la complessità, in una residenza a molteplice carattere: la temporaneità e l’abitare nella durata del tempo, per centellinare l’intersezione degli spazi e del paesaggio. La contrapposizione fra i due livelli della residenza si denota anche nella diversa formulazione delle geometrie e della composizione spaziale. Se un fattore unitario è lo sviluppo di parte dell’illuminazione artificiale attraverso binari luminosi che definiscono una linearità ripetuta e regolare, per contro i volumi non si sovrappongono l’uno all’altro. La configurazione dello spazio al livello inferiore persegue una sequenzialità ordinata ed ortogonale delle stanze nella zona notte, mentre il padiglione superiore assembla uno spazio interno libero dalla rigidità di tramezzature, in cui si evidenziano le colonne strutturali di sostegno. Si mantiene una sorta di percorribilità perimetrale: la zona soggiorno è separata dalla cucina soltanto con l’interposizione di un blocco non baricentrico, una commistione fra muro e parete attrezzata, in cui si alloggiano arredi, libreria, attrezzatura per la cucina, impianti e apparecchiature audio-video, e in cui si dispongono i servizi igienici e la scala di collegamento fra i due livelli.

Francesco Pagliari

Luogo: Brusino Arsizio, Svizzera
Committente: Privato
Anno di Realizzazione: 2010
Superficie Costruita: 350 m2
Architetti: JM Architecture – Arch. Jacopo Mascheroni
Design Team: Paolo Basco (Project Manager), Rex Gapuz, Jansen Lara
Rilievi e Tracciamenti: Lehmann-Visconti
Imprese di Costruzione: New Job Costruzioni, Metris

Consulenti
Urbanistica: Enzo Albini
Strutture: Marco Bernasconi
Termotecnica: STR Progetti

Fornitori
Curtain Wall e Serramenti: Casma Involucri Edilizi
Facciate in Perline di Legno: Regensberger
Arredo in Legno: Fumagalli-Annoni
Impianti: Conconi Sud
Pavimenti e Rivestimenti: Dinesen
Realizzazione del Verde: Creative Landscape

Fotografie: © Jacopo Mascheroni

JM Architecture 
Lo studio fondato dall’architetto Jacopo Mascheroni nel 2005 a Milano lavora ad un’ampia varietà di progetti sia in Italia che all’estero, dedicando estrema attenzione al dettaglio, alle finiture e alla scelta dei materiali. Integrazione di sistemi domotici, audio-video e soluzioni per il risparmio energetico sono alcuni dei temi ricorrenti nella progettazione. Sia negli interventi di nuova edificazione sia negli interventi di ristrutturazione, costante è la ricerca di inserimento dell’architettura nel terreno e nel paesaggio circostante, nell’identificazione di forti relazioni fra spazi interni ed esterni. Grande cura è dedicata alla personalizzazione di ogni opera, in una progettazione dettagliata su misura in ogni particolare. I progetti dello studio sono pubblicati dai media nazionali ed internazionali, riviste stampate ed online.

Jacopo Mascheroni 
Jacopo Mascheroni è nato in provincia di Milano nel 1974. Formatosi presso il Politecnico di Milano e l’Ecole d’Architecture Paris Belleville, ha completato i suoi studi presso la University of California di Berkeley nel 1998. Ha iniziato la sua carriera professionale negli Stati Uniti nel 1999 presso lo studio Stanley Saitowitz – Natoma Architects a San Francisco dove è stato coinvolto in diversi progetti residenziali. Si è trasferito a New York nel 2001 per lavorare con Richard Meier & Partners dove è stato project manager e capo designer per il progetto Jesolo Lido Village, che ha ricevuto importanti premi e riconoscimenti internazionali. Ha inoltre lavorato a numerosi progetti negli Stati Uniti e in Europa. Successivamente si è trasferito in Italia per fondare lo studio JM Architecture, con sede a Milano. In diverse occasioni ha partecipato come giuria d’esame presso le Facoltà di Architettura del City College di New York e il New York Institute of Technology. Nel 2005 ha ricevuto una Green-Card per “Abilità Straordinarie in Campo Architettonico” dal governo degli Stati Uniti.

 

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#Brusino Arsizio  #Svizzera  #Residenza  #Europa  #Jacopo Mascheroni  #Architettura Italiana 

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