Villa Rocas El Pangue, Chile - Studio MK27
  1. Home
  2. Architettura
  3. Villa Rocas El Pangue, Chile

Villa Rocas El Pangue, Chile

Studio MK27

Scritto da Francesco Pagliari - 25 febbraio 2015

Due ville in America Latina: villa Redux nello Stato brasiliano di San Paolo, al limitare di una zona d’ambiente forestale di gran pregio, e villa Rocas, in Cile, che si affaccia sull’Oceano Pacifico. Entrambe si adagiano con intensità progettuale sui dislivelli del terreno di riferimento, accettandone la consistenza per immergersi nella natura che le circonda. Rilevante è l’assunto di fondo: costruire residenze che non prevarichino l’ambiente, ma si pongano con eleganza e leggerezza in un nuovo insieme concettuale e concreto, fondato sulla discrezione degli interventi.
Villa Redux opera su principi di addizione, introducendo un meccanismo di “crescita” per elementi-unità semplici che si distinguono nettamente e si collegano in successione. Sospensione dal suolo attraverso una soletta in calcestruzzo, la cui linea orizzontale diviene solidamente evidente, posta a 50 cm dal terreno, che costituisce la base artificiale della villa; duplicazione nella soletta di copertura, riproducendo la medesima geometria. La villa si definisce così all’interno di due linee orizzontali dilatate, entro cui si sviluppa l’assetto abitativo della residenza ad un solo piano fuori terra. La successione degli ambienti si articola fra i due poli di riferimento agli estremi della residenza. La stanza da letto principale, sul versante nord-est, si pone come un’unità conchiusa e raccolta, leggermente arretrata rispetto alla copertura, che affaccia sulla natura verso la foresta, e sulla superficie esterna aperta, verso il manto erboso di pertinenza della villa. All’estremo opposto, il grande spazio della zona di soggiorno e pranzo è lievemente separato e rafforza, per contrasto, l’idea della massima apertura verso l’esterno. L’ambiente, a luminosità temperata dall’arretramento rispetto al perimetro della copertura, è vetrato e si dilata nell’adiacente terrazzo pavimentato in legno, anch’esso protetto dalla copertura.
I due estremi propongono una sorta di meditato sbilanciamento fra le parti, che rende dinamica la percezione della villa. Perpendicolare al terrazzo, si allunga verso l’esterno la struttura della piscina: il percorso di collegamento pavimentato in legno si diparte alla quota di campagna e il corpo della piscina diviene un parallelepipedo che sporge in aggetto e a sbalzo sul dislivello del terreno, un manufatto in cemento a vista che introduce una notazione di artificialità, elemento di rilievo importante nell’architettura della villa.
Il confronto nella visuale a distanza, infatti, è fra il volume della piscina che risulta sospeso sul terreno, e la parte abitativa della villa, con il fronte bipartito fra trasparenza e una forma di corporeità. Nelle grandi dimensioni della residenza si accolgono sequenze di unità: la serie di stanze attrezzate come suite complete per ospiti e la serie di spazi di servizio, fra l’ampia cucina, la lavanderia e gli alloggi per il personale. Sull’asse longitudinale intermedio, si dispone il lungo corridoio di distribuzione: le due serie di spazi (alloggi e zone di servizio) vengono separate; si innesca una sorta di connessione a cannocchiale, lo sguardo corre lungo le pareti in legno del corridoio nelle quali si celano le porte di ciascun ambiente. Lo spazio luminoso e trasparente del soggiorno diviene così un punto di riferimento, un obiettivo, fra luce piena e luce soffusa: gli interstizi fra la copertura e le unità lasciano trasparire una leggera lama di luce che accompagna silenziosa il passaggio. Le pareti esterne della stanza da letto principale e dei vari spazi abitativi sono rivestite in pannelli di legno, scorrevoli a libro: in posizione chiusa, definiscono una densità di materia naturale, che filtra negli interni la luce diurna (di notte divengono filtro per la luce artificiale, che si propone in soffuso effetto luminoso). Materiali in colloquio, lungo il fronte della villa: pannelli in legno, la trasparenza delle vetrate nel soggiorno, la massa del corpo della piscina in aggetto.
In situazione d’analogo interesse paesaggistico, con la visuale sull’Oceano Pacifico, la villa Rocas, a due piani, si dispone su un declivio che scorre verso le rocce della linea di costa. L’edificio si inserisce in un ambito definito da muri di contenimento in pietra a vista, rispettando il declivio del terreno. Al piano inferiore, una sorta di basamento solido, si collocano verso l’Oceano la stanza da letto principale e la grande sala per soggiorno e pranzo, mentre verso il retro si pongono una stanza da letto secondaria, la cucina, la sauna, l’alloggio per il personale.
Il fronte di affaccio verso il paesaggio oceanico è incorniciato dalle fasce delle solette, rivestite in pietra: le pareti vetrate del prospetto vengono oscurate da pannelli in legno scorrevoli a libro; lo spazio interno si prolunga in una veranda protetta dalla copertura e un’ampia scalinata conduce alla piscina a raso sul panorama. L’affaccio diviene luogo di suggestione e meditazione, fra natura ed architettura. Al secondo piano, in cui si situano quattro stanze da letto, una grande terrazza si apre sull’Oceano; le pareti esterne si rivestono di pannelli in legno, scorrevoli sulle aperture finestrate e sulle pareti vetrate alle testate verso costa e verso monte.

Francesco Pagliari


© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054