Villa privata Michigan Lake House - Desai Chia Architecture | Environment Architects
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Villa privata Michigan Lake House

Un’immersione nella natura

Desai Chia Architecture | Environment Architects

Scritto da Francesco Pagliari - 5 maggio 2017

In posizione panoramica, appoggiata su un lieve declivio erboso, la residenza fronteggia il Lago Michigan. La visuale verso il lago, fondamentale elemento di riferimento paesaggistico, si completa con la presenza di una distesa vegetazione boscosa, che accompagna ed integra l’idea di una luminosa immersione nella natura. La residenza si dilata attraverso tre nuclei funzionali che emergono e si segnalano: gli elementi abitativi sono dotati di una propria autonomia configurativa e nello stesso tempo si connettono all’idea di un insieme coerente, che si estende nel paesaggio e ne coglie i dati fondamentali, una residenza che si appoggia al terreno e si valorizza in una relazione stretta con l’ambiente, in una dimensione che assume rilevanza attraverso il progetto architettonico nell’elaborazione di spazi intessuti di molteplici sensazioni. Tre nuclei, che si sviluppano al di sopra di un livello seminterrato - un basamento, per ospitare il garage, spazi di relazione e spazi di servizio alla residenza: la distinzione funzionale esplicita il blocco della zona di soggiorno, ampia, ariosa ed aperta alle visuali panoramiche; il volume più raccolto che ospita la stanza da letto principale, con una vetrata che risvolta sull’angolo nord ed abbraccia un’ampia porzione di vedute fra il lago e la vegetazione; il volume che contiene tre ulteriori stanze da letto. Uno spazio di transizione si interpone fra i tre nuclei volumetrici, fornendo connessione, comunicazione, funzionalità: lo spazio trasversale funge anche da luogo per la convivialità, in cui diviene fulcro d’attenzione un lungo tavolo in legno chiaro che costituisce un elemento di decoro per la zona conviviale e propone un rafforzamento della materia lignea, raccordandosi al rivestimento per le pareti e alla pavimentazione, parimenti in legno. Uno spazio che assume anche il senso di un attraversamento focale, un passaggio fra gli elementi di natura ed architettura, come se si trattasse anche di un’apertura implicita al paesaggio: lo spazio di convivialità diviene una sorta di tramite strumentale e poetico per una duplice visuale, verso il lago e verso la zona aperta esterna erbosa, orientata a sud-est, sui cui livelli di quota lievemente differenziati corre un sentiero disegnato dall’iterazione di lastre in pietra a diversa dimensione e disposte in modo irregolare, che formano il segno di un percorso flessuoso. Il progetto si accentra sulla necessità logica di interpretare gli accenti di una costruttiva correlazione fra naturale ed artificiale, intersecando i materiali e la conformazione dell’architettura, fra osservare e mostrare, fra ambienti interni e spazi esterni. Ulteriore fondamento emerge dall’integrazione fra spazio esterno e spazio interno: un’intonazione definita nella convergenza che si opera fra l’area esterna e la zona di soggiorno, dotata di ampie vetrate su tre lati a tutt’altezza e ad aperture scorrevoli - cui si accompagna l’ambito della cucina, distinto ma non confinato. La vetrata trasversale è separazione trasparente, quasi impalpabile, e consente di introdurre distinzioni con sottile finezza fra lo spazio esterno e l’interno. Il dato qualificante risulta essere l’incombenza della copertura, con la sua alta fascia orizzontale che risuona come una trabeazione complessa, in relazione alla geometria delle falde di copertura: lo spazio aperto esterno è una “piattaforma” di abitabilità e di soggiorno, protetta dal grande aggetto della copertura, e colloquia con l’interno, enucleando due aspetti di una medesima concezione integrata. Elementi architettonici si forgiano con brillantezza: il doppio camino è un rilevante punto unificante centrale, che si volge con propria solidità tanto verso l’interno quanto verso l’esterno; travi di legno a vista segmentano l’intradosso della copertura, anch’esso rivestito in legno, sia nella porzione aggettante, secondo un disegno geometricamente più irrigidito, sia nell’ambiente di soggiorno interno, nel quale il profilo di sezione dell’intradosso si rende più morbido e flessuoso. Il legno, in quanto materiale di natura ed artificio, diviene rappresentativo della sintesi progettuale: gli interni sono compositi, nella suggestione di un materiale che accompagna gli spazi, nei rivestimenti, nei pavimenti e negli arredi fissi, nei mobili e nella scansione regolare delle travi a vista, contrapponendo colori chiari a scure densità. Legno locale, frassino, lavorato, fresato, che arricchisce le percezione degli spazi interni. L’architettura compone differenze e le organizza in una dilatazione significativa: anche l’esterno gode di un rivestimento ligneo alle pareti, ma l’utilizzo accoglie ed amplifica direzioni di contenuto estetico e di foggia funzionale. Scolpire le pareti sotto la luce attraverso la modularità ritmata dei settori delimitati da montanti che sporgono dalla parete rivestita in doghe orizzontali e colloquiano con le grandi aperture finestrate per le stanze da letto; identificare una materia lignea in cui si esprime una simbologia concreta, nella molteplicità dei riferimenti che uniscono il recupero di una tecnica antica giapponese ed un senso di contemporaneità. Le pareti esterne racchiudono in sé, nello stesso tempo, forma architettonica, funzionalità, decorazione. La tecnica giapponese recuperata, shou sugi ban, viene riproposta nel trattamento per il legno, in questo caso cipresso, attraverso una combustione controllata e incompleta: il legno diviene così più resistente agli agenti atmosferici e all’aggressione degli insetti xilofagi. Decorazione contemporanea: attraverso il colore scuro, attraverso la tessitura degli elementi nelle porzioni di parete, fra luce ed ombre, nelle variazioni percettive si sollecita l’apprezzamento dei volumi, delle visuali che si intrecciano, verso la definizione di un’eleganza profonda.


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