Villa a Reano - Archisbang Associati
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Villa a Reano

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Scritto da Francesco Pagliari - 18 ottobre 2018

Una casa isolata, un edificio unifamiliare nella collina torinese: una sorta di sfida progettuale, per i vincoli nelle risorse, per la necessità di corrispondere al desiderio della committenza (due giovani che si propongono di abitare la “propria nuova casa”, con eleganza e semplicità), per l’esigenza di fornire una residenza dalle molte e significative qualità in dimensioni relativamente contenute.Qualità, nel considerare anche il fondamento delle visuali da suggerire verso il borgo e verso le gradevoli zone della collina; qualità, nel prevedere connessioni e prolungamenti fra lo spazio interno e l’esterno aperto o verso appositi spazi contigui agli ambienti in modo che si vengano ad ampliare le possibilità abitative dell’edificio; qualità, nel progettare una casa dotata degli accorgimenti utili a raggiungere rilevante efficienza nell’impiantistica, nell’isolamento termico, nelle dotazioni per la produzione d’energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici, nella predisposizione di sistemi di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione con caratteristiche progredite. Il progetto ragiona sulla necessità di formare spazi ad elevata abitabilità, in modo da sopperire con gli elementi e le disposizioni del progetto alle dimensioni relativamente contenute della residenza. Due piani, il livello inferiore addossato al terreno, in modo da incorporare il dislivello e poter proporre ingressi separati ai due livelli. Al piano inferiore si situa la zona notte, con due stanze da letto e la stanza per servizi igienici e bagno in posizione centrale; sul lato addossato al terreno, l’ambiente per gli impianti e la cantina. Elemento di rilievo è il prolungamento della stanza da letto principale verso l’esterno: uno spazio aperto - contenuto all’interno del dislivello nel terreno e segnato, quasi protetto, dalle pareti di contenimento adiacenti al terreno -, uno spazio in diretta connessione con la stanza da letto, che incrementa la superficie abitabile a disposizione durante le stagioni favorevoli e, in via prioritaria, fornisce luce alla stanza. La scala di comunicazione al livello superiore è di elegante e leggera conformazione, a struttura metallica, gradini in legno e balaustra vetrata, ed è posizionata in adiacenza alla parete interna verso il dislivello del terreno; lo spazio sotto la scala è destinato ad armadi e scaffali chiusi, con sportelli in legno. Il livello superiore gode di attenzioni progettuali efficaci ed eleganti: qui è allestita la zona di soggiorno, fornendo continuità fra lo spazio della cucina e lo spazio per pranzo e conversazione; qui è proposto il secondo ingresso alla casa, per entrare direttamente nello spazio di soggiorno e immediatamente orientarsi sul paesaggio attraverso la grande apertura finestrata alla parete opposta all’ingresso. Lungo il lato che emerge dal terreno - il dislivello fa sì che il volume ed il prospetto si percepiscano come propri di un edificio ad un solo piano - si distende una superficie che può accogliere vita di relazione all’aperto, quando la stagione lo consente. Poiché l’edificio può essere percepito come una costruzione ad un solo piano, osservando da questo punto di vista, si pone già in grande rilievo il paesaggio retrostante, introducendo l’idea di una prospettiva d’un certo fascino, che sarà misurabile pienamente dalla zona soggiorno a questo stesso livello superiore. Il prospetto sul paesaggio a questo piano, infatti, si compone di grandi aperture: la dominante si rivela essere la combinazione di visuali e spazi interni alla residenza, con differenziate definizioni: la grande finestra a filo di facciata nell’ambiente servito dall’ingresso, lo spazio cucina che si arretra rispetto al prospetto ed affaccia con una grande vetrata sul vuoto del cavedio, lo spazio coperto e aperto che prolunga il soggiorno con un loggiato che incrementa la vivibilità della zona di soggiorno. Una casa unifamiliare, la cui definizione progettuale dimostra sollecitazioni architettoniche di rilevante carattere, nello sperimentare soluzioni che incrementano la vivibilità, attraverso il rigore di una composizione che si fonda su elementi, apparentemente semplici, che si orientano alla chiarezza e sono coerentemente funzionali alla ricerca di qualità elevate, in un’integrazione dell’abitare nel paesaggio.

 

Francesco Pagliari