VI Trophée Archizinc 2014
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VI Trophée Archizinc 2014

Scritto da Redazione The Plan - 29 agosto 2014

La sesta edizione del Trophée Archizinc si è conclusa nel mese di giugno con la premiazione di 14 realizzazioni internazionali. Al concorso, fondato e promosso da VMZinc, hanno partecipato 116 progetti provenienti da 20 paesi. I progetti premiati dalla giuria internazionale sono stati scelti in base a qualità del disegno, integrazione al sito, innovazione nell’uso del materiale, funzionalità e approccio ambientale. Sono divisi in 4 categorie (abitazioni unifamiliari, abitazioni collettive, edifici commerciali, edifici culturali) e 3 Premi speciali (premio speciale della giuria, premio edilizia sostenibile, premio degli internauti).
Il premio speciale della giuria è stato assegnato a un progetto spagnolo, il Centro Civico e Culturale di Palencia progettato da Exit Architects ed Eduardo Delgado Orusco. Si tratta della riconversione della prigione provinciale, dismessa nel 1997, edificio custode di ricordi drammatici legati al franchismo ma al tempo stesso parte del patrimonio storico e monumentale della città. Il progetto ha previsto l’abbattimento dei muri di cinta, il mantenimento delle facciate del complesso e la realizzazione di un nuovo sistema di coperture in zinco all’interno delle quali si aprono grandi lucernari, oltre all’inserimento tra i corpi di fabbrica esistenti di nuovi padiglioni di collegamento vetrati. Malgrado il prevalere delle murature opache in mattoni, l’effetto complessivo è di trasparenza, con un abbondante apporto di luce naturale all’interno durante il giorno e un suggestivo effetto lanterna nelle ore serali. Lo zinco segna con eleganza la transizione tra opere antiche e nuove strutture, attraverso un segno contemporaneo che contribuisce a esaltare il valore dell’architettura originaria.
Si trova in Belgio, nei pressi di Gand, la realizzazione che ha vinto il premio nella categoria “Abitazioni unifamiliari”. Il progetto dello studio DDM Architectuur insiste su un sito precedentemente occupato da una grande casa unifamiliare. La nuova costruzione poggia sulle strutture preesistenti e dà vita a un complesso diviso in tre appartamenti duplex. Gli architetti hanno scavato e riconfigurato la sagoma del volume esistente, riutilizzando i materiali. Un involucro in zinco nero pre-trattato riveste completamente l’edificio; particolare attenzione è stata posta nel trattamento di punti specifici quali l’attacco a terra, i canali di gronda, il raccordo facciata-copertura.
La riqualificazione dell’Immeuble Tchécoslovaquie a Nantes ha vinto il premio nella categoria “Abitazioni plurifamiliari”. Il complesso residenziale, una stecca di alloggi sociali alta 10 piani e lunga 100 metri, ha un andamento curvo che conferisce al volume un effetto dinamico, alleggerendone la massa. Gli architetti di Nomade Architectes sono intervenuti sull’edificio con un progetto di recupero e riqualificazione che ha compreso tra l’altro la messa a norma dello stesso sotto il profilo termico. È stato applicato esternamente un sistema isolante a sua volta rivestito in zinco, la cui texture risalta dall’applicazione di pannelli in due colori e tre diverse larghezze, montati a formare settori orizzontali di altezza varibile. Ne risulta un disegno di facciata dinamico e cangiante, frammentato e al tempo stesso unitario, per il quale sono stati realizzati ad hoc oltre 7.500 elementi.
Nella categoria “Edifici commerciali” il premio è stato assegnato al progetto di E. Bardají y Asociados per l’ingrosso di alimentari Makro, risultato del recupero di un vasto birrificio posto in un’area centrale di Madrid. Il progetto è partito da uno smontaggio completo dell’edificio esistente a cominciare dai pannelli di facciata in calcestruzzo, proseguendo per la realizzazione a piano terra di uno spazio a doppia altezza e per la demolizione di tramezzi interni al fine di lasciar entrare la luce naturale. Esternamente, lo zinco stabilisce un dialogo con la facciata vetrata, formando fitti brise-soleil che riducono la necessità di climatizzazione, enfatizzando al contempo l’immagine del progetto. Pannelli di zinco sono stati inoltre utilizzati per occultare completamente alcune parti della facciata. Il progetto di Schamp & Schmalöer per la biblioteca dell’università tedesca di Wuppertal si è aggiudicato il premio nella categoria “Edifici Pubblici”. L’intervento, un ampliamento del campus risalente agli anni ’70 del secolo scorso, presentava criticità legate all’inserimento formale del nuovo volume nel contesto brutalista del complesso preesistente, e alla delicatezza dell’intervento strutturale. Il nuovo edificio, infatti, insiste sulle fondamenta del vecchio, in grado di reggere carichi limitati su un numero ridotto di appoggi. Gli architetti hanno quindi optato per una struttura metallica e realizzato un volume cilindrico che poggia su una base vetrata con brise soleil in alluminio e presenta un coronamento superiore in scaglie lisce di zinco, scelte per la lavorabilità del materiale e per la tecnica di piegatura e assembleggio che impedisce le infiltrazioni d’acqua, oltre che per l’effetto cangiante della superficie in relazione alle variazioni della luce naturale.
La Bibliothèque du Boisé a Montréal, progettata da Eric Pelletier, Cardinal Hardy e Labonté Marcil Architectes, e la casa unifamiliare realizzata in Spagna a La Isla Colunga dallo studio Arquifyr hanno vinto rispettivamente il premio edilizia sostenibile e il premio degli internauti.
La Bibliothèque du Boisé è situata ai limiti di un parco caratterizzato da un’ampia area a bosco. Il complesso si pone come raccordo tra la città e la natura, una sorta di edificio-paesaggio da attraversare, con ampie vetrate aperte verso l’area verde a creare una forte interazione tra esterno e interno. Una copertura scultorea rivestita esternamente in zinco copre la sala di lettura, scendendo sulla facciata con una fascia segmentata di larghezza variabile. Il rivestimento in lastre di zinco crea un contrasto con la facciata vetrata e il basamento rivestito in pietra, frammentando con un effetto dinamico l’immagine dell’edificio.
A La Isla Colunga, affacciata sull’oceano Atlantico, lo studio Arquifyr ha progettato una casa unifamiliare che si allontana dalla tradizione costruttiva locale introducendo, in associazione alla pietra prescritta dal regolamento edilizio, il legno iroko e un rivestimento in zinco di tonalità rosso chiaro. Questo ricopre il terrazzo del primo livello, parte del piano terreno e il camino, offrendo un apporto estetico associato alla garanzia di resistenza al clima aggressivo marino.

Progetti menzionati sono, per la categoria “Abitazioni unifamiliari” la casa Bouckaert di Declerck - Daels Architecten (Roulers, Belgio); per la sezione “ Abitazioni collettive ” gli insediamenti “ Le carré en Seine ” di Pietri Architectes (Issy-les-Moulineaux, Francia) e “Den Travoo”, realizzato a Hoeilaart (Belgio) su progetto di Bogdan & Van Broeck Architects; per la sezione “Edifici commerciali” la Greenland Clubhouse di Pure Architecture (Chongqing, Cina) e il Centro medico di Bürling Architekten (Friburgo, Germania); nella categoria edifici pubblici, infine, la Casa comunale per l’impiego e la formazione realizzata a Rodez (Francia) su progetto di Lacombe de Florinier e il Centro visitatori di Stonhenge (Regno Unito), progettato da Denton Corker Marshall.

 

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