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Un edificio contemporaneo per l’arte contemporanea: Centro Italiano Arte Contemporanea (CIAC)

Un edificio contemporaneo per l’arte contemporanea:

Nella città di Foligno, l’idea d’un luogo dedicato alle arti contemporanee trova realizzazione nel progetto di Giancarlo Partenzi. Committente dell’opera architettonica è la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, nell’obiettivo di fornire uno spazio per accentuare la riflessione sulle espressioni artistiche contemporanee, fra esposizioni temporanee di qualità riconoscibile, sostegno ad una esigenza di cultura che percorre in maniera più o meno manifesta la società italiana, impulso ad attività conoscitive e didattiche, pubblicazioni. Il Centro Italiano Arte Contemporanea (CIAC) sceglie una strada importante, quella dell’intervento: allestire esposizioni, organizzare ed accogliere il dialogo fra le arti, con attenzione a fondamentali percorsi, fra arti “visive”, scultura (ad esempio, un’esposizione dedicata alle opere di Giuseppe Uncini, dirompenti e scabre per materia, 2011), architettura (la ricerca e la riflessione sulla modernità che Giuseppe Terragni compone a nucleo centrale nella propria attività, nella recente e bella mostra “Viaggio nell’architettura”, ottobre-dicembre 2012, a cura di Attilio Terragni e Italo Tomassoni, con catalogo pubblicato dallo stesso CIAC), fotografia. Il luogo, interno al centro storico di Foligno in prossimità della chiesa di San Francesco, offre la possibilità di affermare con immediatezza e forza visiva l’idea della contemporaneità: la semplicità geometrica del parallelepipedo che conforma l’edificio esplora la componente materica e tonale del rivestimento composto da lastre in acciaio Cor-ten. Il rivestimento diviene l’edificio stesso, in una caratterizzazione di marca estesa ed impellente, a definire il significato di contemporaneità accanto ad edifici più o meno recenti, d’altre epoche; il colore si sfrangia nelle variazioni tonali che le lamine dai toni rugginosi suggeriscono, in una sublimazione dell’edificio: il contrasto conclamato con l’ambiente circostante rende inevitabile l’acquisizione visiva di una consistenza sfuggente ed atmosferica del volume dedicato alle arti contemporanee. Tanto più, in quanto il volume del CIAC è un’architettura chiusa, senza finestre alle pareti laterali: nella continuità della tessitura in lamine d’acciaio Cor-ten, suddivisa per moduli ben evidenziati e regolari, con alcuni pannelli dotati di forature, si denotano le sfumature tonali, i riflessi luminosi mutevoli lungo il procedere del giorno, una sottile atmosfera d’impalpabilità, nonostante la percepibilità del volume e della materia. Luogo architettonico, forse, di declinazioni più che di contrapposizioni, fra condensazione di forma e materiali per la contemporaneità e l’impronta di una riconoscibilità suggestiva, ma non invadente. Un’architettura che induce ad una verifica del proprio interno, anticipando con levità il carattere di luogo delle arti, di luogo per la conoscenza del pensiero artistico: nel volume chiuso dell’edificio viene a sottolinearsi lo sguincio della facciata che corre ad inquadrare l’ingresso; una breve scalinata conduce allo stretto spazio d’accoglienza, una sorta di corridoio trasversale, che non consente un’immediata percezione dello spazio espositivo al centro dell’edificio. All’interno, gli ambienti per le esposizioni occupano il piano rialzato e il piano seminterrato. Dominante è l’apporto luminoso e figurativo del lucernario centrale: lo spazio al piano rialzato, di consistente altezza - anche per ospitare elementi corporeamente rilevanti delle arti contemporanee -, ne è segnato con forza, il rettangolo luminoso della luce zenitale si ripercuote non solo come proiezione geometrica, ma viene irrigidito dalla presenza di quattro pilastri di sostegno che ne segnano il perimetro; lo spazio è così governato dalla coniugazione di luce naturale e di materia portante e resistente, per formare una molteplicità di punti di vista e di possibilità per l’allestimento anche di installazioni d’importante coinvolgimento. Elementi illuminanti incassati punteggiano il soffitto su una trama regolare, che si ripresenta al soffitto del piano seminterrato, d’altezza limitata, segnando unitamente al sistema portante lo spazio espositivo, ridotto per la presenza degli impianti tecnici e della zona per carico e scarico delle opere situata al lato opposto all’ingresso.

Francesco Pagliari
 

Luogo: Foligno
Committente: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Comune di Foligno
Anno di Realizzazione: 2009
Superficie Costruita: 2.400 m2
Costo: 2.000.000 Euro
Architetti: Giancarlo Partenzi
Impresa di Costruzione: Pennacchietti

Fotogrfie: © Leonardo Tajolini

Giancarlo Partenzi 
Giancarlo Partenzi è nato a Trevi (Perugia) nel 1955. Compiuti gli studi classici, frequenta la facoltà di architettura di Roma dove si laurea nel 1980 discutendo una tesi incentrata sul “Restauro Urbano” del comparto scolastico di Foligno. Nello stesso anno organizza a Foligno uno studio che partendo da piccole occasioni progettuali, quali interni e negozi, guarda sempre più all’architettura, al restauro e a progetti di carattere urbano. Nel corso degli anni oltre ad un edilizia privata di qualità nascono edifici di carattere sia privato che pubblico come edifici bancari, edifici commerciali, scuole, restauri di ville storiche e palazzi in ambito urbano. Fra le ultime opere il CIAC - Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno.

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