The public - Will Alsop – aLL Design | Flannery & de la Pole
  1. Home
  2. Architettura
  3. The public

The public

Will Alsop – aLL Design | Flannery & de la Pole

Scritto da Alessandra Orlandoni - 16 dicembre 2009
Il Fun Palace è un progetto di Cedric Price che non è mai stato costruito, ma che rimane a tutt’oggi un “concept” di riferimento per l’approccio estremamente innovativo alla tipologia di edificio culturale, per la multifunzionalità e per l’assenza di percorsi dedicati predefiniti. Il progetto mirava alla realizzazione di un edificio coinvolgente, uno spazio unico, in cui le varie funzioni fossero episodi interconnessi e nel quale il visitatore potesse recarsi per passare il tempo senza necessariamente avere uno scopo se non quello di stimolare il personale senso di sorpresa e di piacere attraverso una serie di esperienze sensoriali e artistiche, oppure “semplicemente” umane. “Le attività progettate per questo luogo devono essere sperimentali, il luogo stesso deve essere provvisorio e mutevole. L’organizzazione dello spazio e gli oggetti che lo occupano devono, da un lato, sfidare la destrezza fisica e mentale dei partecipanti e dall’altro consentire un fluire dello spazio e del tempo in cui il piacere, attivo e passivo, sia stimolato”. (1*) E’ impossibile non pensare alle idee che sottendono il Fun Palace come DNA, più o meno consapevole, di The Public, l’edificio realizzato da Will Alsop a West Bromwich e inaugurato nel giugno 2008. Ci sono progetti, nella vita di un architetto, che per complesse ed imprevedibili ragioni diventano significativi e portatori di valenze che vanno oltre l’aspetto finale dell’oggetto architettonico e generano un processo creativo che si espleta sia nella vita stessa dell’edificio che nel processo che la sua genesi ha innescato. The Public è un edificio complesso, innovativo e in anticipo sui tempi, con una lunga e intricata storia progettuale alle spalle caratterizzata da un’ampia produzione di schizzi e modelli - forse la più ampia prodotta da Alsop per un solo progetto - che, da un lato, lo hanno trasformato nel corso del tempo fino a definirne l’aspetto finale ed attuale, e dall’altro costituiscono in sé una “famiglia” di idee che sono poi state sviluppate in altri progetti dello studio Alsop. The Public può essere considerato l’edificio più importante di Will Alsop. West Bromwich è una cittadina della contea di West Midlands, un’ex area industriale depressa e priva di identità ed attività culturali degne di nota, fulcro di un ampio progetto di rigenerazione per il quale verranno complessivamente spesi circa 700 milioni di sterline e del quale The Public è l’edificio simbolo. L’idea di un centro per l’arte di nuova concezione nasce originariamente come visione di Sylvia King, che nel 1974 istituì l’organizzazione culturale e artistica Jubilee Arts, la cui sede era a quel tempo un double-decker bus che si spostava per i vari comuni della zona. In seguito Jubilee Arts trovò sede in un edificio modesto a West Bromwich fino a quando, nel 1994, Sylvia King entrò in contatto con Will Alsop e gli sottopose le sue idee innovative: non voleva un edificio concepito per esporre opere d’arte, ma piuttosto un luogo di produzione artistica che esprimesse questa volontà ed implicasse l’esposizione di opere e, in aggiunta, coinvolgesse i visitatori ad interagire con i suoi contenuti e a produrre arte piuttosto che a contemplarla con indifferente distacco. In altre parole, un edificio interattivo. Nel 1998 fu indetto un concorso al quale, contrariamente a quanto fatto da altri architetti, Will Alsop non presentò disegni e modelli perché non era chiaro quale fosse l’obiettivo progettuale, suggerì piuttosto un metodo di approccio al progetto basato sulla relazione col cliente e con gli abitanti del luogo, da svilupparsi attraverso workshop e consultazioni pubbliche al fine di interpretare appropriatamente le esigenze del cliente, quelle del luogo e quelle degli abitanti e utenti finali dell’edificio, per creare così un luogo, un propulsore di energia e cultura atto a ricevere ma anche ad irradiare. Un edificio in cui l’arte, invece che essere conservata vivesse e si riproducesse continuamente. Sylvia King rimase colpita da questa proposta e nel 1998 il processo progettuale prese il via anche attraverso la collaborazione con Bruce McLean, artista e amico di vecchia data di Will Alsop, che partecipò attivamente ad alcune installazioni realizzate in loco allo scopo di sensibilizzare e stimolare gli abitanti ad immaginare un edificio per l’arte che nascesse dai loro desideri e allo stesso tempo li esprimesse e li moltiplicasse; un edificio che fosse fonte di orgoglio e di appartenenza e non, come spesso accade, un’imposizione dall’alto recepita come estranea alla vita culturale della città. Originariamente l’edificio fu chiamato CPlex, e nel 2000 il suo plastico lungo 5 metri fu esposto al Padiglione Britannico della Biennale di Venezia diretta da Massimiliano Fuksas, Less Aesthetics More Ethics. Successivamente altre istituzioni - quali Arts Council, Advantage West Midlands, Fondazione per lo Sviluppo Europeo e la Lotteria - entrarono in gioco al fine di concludere e realizzare il progetto ed il nome stesso fu cambiato in The Public. L’aspetto esteriore dell’edificio è netto e semplice: una scatola nera di dimensioni 112x21x22 metri il cui involucro è completamente indipendente dagli elementi interni, con aperture ameboidi irregolari cerchiate di fucsia. Una “scatola dei desideri” misteriosa, visibile dall’autostrada - e anche per questo la copertura, in cui sono ospitati gli impianti, è stata studiata attentamente come un elemento speciale, che si staglia nel contesto: non manifesta apertamente la sua funzione, ma esprime fermamente la sua singolarità. La complessità è tutta all’interno, dove uno spazio unico, tecnologicamente sofisticato, è popolato e animato da elementi chiamati “Pod”,”Rock”, “Pebble”, “Lily-Pad” e “Sock,” che galleggiano come entità indipendenti e, senza mai interrompere la continuità spaziale, ne costituiscono episodi autonomi. L’edificio, benché iconico, è stato progettato con estrema attenzione anche riguardo gli aspetti energetici. Tutto l’interno è stato realizzato come ambiente bioclimatico: i “pod” rendono possibile la diffusione dell’energia nelle aree in cui le persone si radunano, consentendo allo stesso tempo un alto standard di efficienza. La ventilazione naturale è usata ovunque possibile, e questo si nota particolarmente nelle giornate miti, quando le ampie aperture al piano terra sono aperte per consentire la circolazione naturale dell’aria.

Alessandra Orlandoni

(1*) Cedric Price - “A Laboratory of Fun” - New Scientist, 14 May 1964

© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054