Tempio della Terra Pura - Tadao Ando Architect & Associates
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Tempio della Terra Pura

Tadao Ando Architect & Associates

Scritto da Tadao Ando - 11 gennaio 2010

Il progetto consiste nella ricostruzione del tempio della Terra Pura risalente al periodo Edo, nella città di Saijo, ricca di sorgenti naturali e conosciuta come l'ingresso al monte Ishizuchi.
A circa 250 anni dalla sua costruzione, il tempio era ormai inagibile e doveva essere ricostruito insieme alla sala per gli ospiti e agli alloggi dei monaci. È stata un'impresa monumentale, degna di memoria storica, nonostante il capo religioso del tempio non avesse alcuna pretesa riguardante l'architettura dell'edificio: disse semplicemente che avrebbe desiderato "un tempio dove le persone vengono per stare assieme, un tempio aperto alla comunità".
La nostra proposta per il nuovo tempio, come luogo d’incontro, prevedeva un edificio principale in legno, avvolto da una luce delicata e fluttuante su un bacino di origine sorgiva, echeggiando così i due elementi essenziali del paesaggio locale: l’acqua ed il legno. Il tema principale è stato quindi creare uno spazio usando il legno. Non occorreva preoccuparsi dello stile contemporaneo dell’architettura dei templi, ma si sentiva l’esigenza di rispettare ciò che era stato costruito nel passato.
A mio avviso, l'essenza dell'architettura tradizionale giapponese è "l'assemblaggio": numerosi elementi in legno che prendono forma quando vengono montati insieme. Un esempio di come questo metodo sia stato rifinito in un sistema di costruzione di straordinaria bellezza è il Nandaimon, il grande cancello a sud del tempio Todai-ji, oppure il Jodo-do del tempio Jodo-ji, disegnati dal monaco medievale Chogen. Volevo creare uno spazio che tornasse alle origini dell’architettura in legno: un’unica struttura che comprendesse molte parti, ognuna ricca di tensione. La struttura portante del tempio doveva anche esprimere l’idea di persone raccolte insieme, che si sostengono reciprocamente in un’unica comunità.
Dopo avere considerato diverse alternative, il progetto proposto per l'edificio principale prevedeva un grande ambiente con 3 ordini di travi connesse tra loro, sostenute da 16 colonne suddivise in gruppi di 4. Il doppio perimetro è composto da due schermi separati da un corridoio: uno interno in vetro smerigliato ed uno esterno formato da montanti 15 x 21 cm, intervallati da pannelli vetrati di 15 cm. Ne risulta una indefinita delimitazione fra interno ed esterno. La luce filtrata dallo schermo esterno assicura una morbida illuminazione naturale all’interno, uno spazio luminoso, aperto e solenne di 100 tatami (tatami: 180 x 90 cm). Gli eventi che si svolgono all’interno sono visibili, sebbene indistintamente, dall’esterno. Di notte, l'immagine mistica dell'edificio principale illuminato, è riflessa nell’oscurità dalle acque della vasca sorgiva.
Questo edificio ha poco in comune con l’architettura tradizionale giapponese, a parte la struttura in legno e la copertura leggermente inclinata. E’ completamente in legno lamellare, quale risultato di una ricerca che, pur riecheggiando lo spirito dell’assemblaggio, sfrutta la semplicità e logicità di questa tecnologia contemporanea.
Il legno lamellare è un materiale di grande effetto che garantisce uniformità e minimizza gli sprechi. Si è cercato di lasciare intatti i muri in pietra e gli alberi attorno, così come sono stati  mantenuti il cancello principale e la torre campanaria, nonostante il permesso di demolirli. Naturalmente l'intento di evitare modificazioni riduce la libertà d’azione e comporta alcuni problemi. In questo caso, la decisione di lasciare la torre campanaria vicino all'entrata ha significato l’abbandono della geometria pura della pianta originaria con accesso lineare lungo la vasca, optando per un percorso che aggirasse la torre. In ogni caso, a progetto ultimato questi elementi hanno conferito profondità allo spazio architettonico, diventandone elementi  importanti e ben inseriti nel contesto generale.  
Invece di seguire una logica uniforme, abbiamo avuto l'opportunità di accettare la memoria del luogo e, realizzando il progetto, di dialogare con il contesto. Il processo di costruzione del tempio di Komyo-ji è stata un'occasione per riscoprire e diventare consapevole delle origini dei miei metodi e principi architettonici. Acqua e legno, storia e paesaggio… Spero che diventi un luogo dove una varietà di elementi assemblati in un’unità architettonica parlino al visitatore.

Tadao Ando

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