Stamperie 152 - 3c+t Capolei Cavalli Architetti Associati
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Stamperie 152

3c+t Capolei Cavalli Architetti Associati

Scritto da Francesco Pagliari - 16 giugno 2015

Il progetto di recupero per la trasformazione a destinazione d’uso residenziale dell’edificio in via Urbana 152 a Roma si misura con la necessità di costituire un quadro preliminare di conoscenze, fra indagini archeologiche e verifiche storiche, come suggerisce la localizzazione dell’edificio in una zona centrale e densa di storicità, nei pressi di Santa Maria Maggiore. Dalle indagini consegue il ritrovamento di vestigia dell’età imperiale romana (murature residue di un’insula, identificabile fra il II e il III secolo d. C.), e di reperti (stampi in gesso, vasi in biscuit...) provenienti dal deposito-laboratorio dell’incisore Giovanni Trevisan detto il Volpato, attivo fra il XVIII e il XIX secolo.Nella storia più recente dell’edificio, la cui probabile costruzione risale al XVII secolo, si susseguono tappe significative: 1876, fondazione del Teatro Manzoni; 1932, trasformazione in cinematografo; anni Sessanta del XX secolo, tipografia del quotidiano Il Messaggero. 
Per la riconversione abitativa dell’edificio, il progetto fissa punti nodali nella conservazione di elementi architettonici.Nel prospetto su via Urbana, mantenere la disposizione delle aperture finestrate e gli stilemi d’architettura storicista, fra lesene, modanature, festoni ed ordine gigante, significa riconoscere un’emblematica visione storica; conservare il telaio metallico e le catene d’ancoraggio alla facciata della pensilina traslucida lungo la facciata, che interrompe l’ordine del basamento, permette di ricostituire in parte la memoria dell’uso a sala cinematografica.Il progetto si pone l’obiettivo di predisporre abitazioni d’elevata qualità. I tagli dimensionali si differenziano, dai monolocali agli alloggi di grande superficie, prevedendo anche abitazioni duplex; un complesso residenziale variegato, i cui elementi comuni corrispondono alle esigenze qualitative:  dotazione di arredi fissi e cabine-armadio; notevole attenzione alle finiture e alle componenti degli alloggi, con pavimenti in legno, grès porcellanato per il rivestimento dei bagni, scale interne per le abitazioni duplex d’elegante composizione, a struttura metallica e pedate in legno.Il nucleo dell’intervento si incentra nella corte a pianta rettangolare: sulla corte si concentrano gli affacci a balcone continuo per gran parte degli alloggi, assemblando una sorta di teatro all’aperto attraverso la disposizione dei balconi che alludono alle logge. La struttura dei balconi con mensole e parapetti metallici, abbellita da ricorrenti presenze vegetali, rende spettacolare l’invaso, assimilabile a una sala aperta: sedute in pietra, superfici a verde e fioriere, ed un’intera parete verde come fondale, di valore anche scenografico, suggeriscono attività di relazione.Il progetto prevede due corpi scala, con parapetto in cristallo, montanti metallici e corrimano in legno: l’uno, sul lato verso via Urbana, raggiunge gli alloggi a piani sfalsati, con gli ingressi dai pianerottoli; l’altro si colloca al lato opposto della corte. Un percorso lastricato lungo lo spazio aperto li collega e distribuisce anche gli accessi agli alloggi a piano terreno affacciati sulla corte. L’ingresso da via Urbana sottolinea il carattere aulico del complesso residenziale: l’androne è accompagnato da una rivisitazione della planimetria di Roma ad una parete e dispone di un controsoffitto a segmenti luminosi; lo spazio ellittico di distribuzione orienta alla corte e dà accesso a due alloggi a piano terreno e al corpo scale. Al livello superiore, verso via Urbana e parzialmente occultato dal cornicione dell’edificio, si sviluppa un alloggio a notevoli dimensioni: ne è nucleo caratterizzante il grande spazio per il soggiorno, con soffitto a nervature a vista; la parete vetrata continua si volge obliqua su una piccola terrazza, spazio aperto verso il quale si prolunga il soggiorno.

Francesco Pagliari
 

Luogo: Roma
Committente: Navarra Iniziative Immobiliari
Anno di Realizzazione: 2014
Architetti: 3c+t Capolei Cavalli Architetti Associati
Direzione Artistica: Fabrizio Capolei
Direzione dei Lavori: Gabriele Novembri
Opera d’Arte: Paolo Hermanin
Impresa di Costruzione: Italiana Costruzioni

Consulenti
Strutture e Impianti:  A.T. Advanced Technologies
Progetto del Verde: Marta Fegiz, AG&P
Light Design: Massimiliano Palmieri

Fotografie:  © 1-8/13-21 Moreno Maggi, 9/11-12 Alessandro Dandini

 

Capolei Cavalli Architetti Associati
Lo studio Capolei Cavalli Architetti Associati è stato fondato nel 1960 dagli Architetti Francesco Capolei, Giancarlo Capolei e Manlio Cavalli, che hanno finalizzato l’attività alla sperimentazione e alla verifica costante del proprio operato, con un lavoro di ricerca e di studio, condotto parallelamente nella professione e nella Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Le due attività sono state svolte nel tentativo costante e attento di completarsi e arricchirsi così da tendere a una produzione culturalmente qualificata. In particolare la sperimentazione progettuale ha consentito di approfondire i problemi connessi con l’uso degli spazi esterni e interni degli edifici e della pianificazione urbanistica. L’esperienza del realizzare architettura quindi, filtrata dalla costante ricerca delle sue componenti politiche, economiche, sociali, storiche, tipologiche, funzionali, tecnologiche, spaziali, morfologiche, nonché dalla committenza ha consentito di arricchire la sperimentazione e la didattica e di qualificare l’attività dello Studio. I tre fondatori hanno svolto ininterrottamente la loro attività nello Studio fino alla scomparsa del Prof. Arch. Manlio Cavalli e del Prof. Arch. Francesco Capolei. Attualmente nello Studio Capolei – Cavalli Architetti Associati, oltre al fondatore Prof. Arch. Giancarlo Capolei, operano gli Architetti Fabrizio Capolei, Pierfrancesco Capolei, Giunio Valerio Cavalli e Paolo Romano Cavalli insieme ad altri collaboratori.


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