Showroom Bonaveri - Giuseppe Tortato
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Showroom Bonaveri

Giuseppe Tortato

Scritto da Francesco Pagliari - 1 dicembre 2015

BonaveriMilano è un'effervescente coniugazione di spazi e di attività, un insieme di elementi che si collegano alla creatività e all'imprenditoria: l'azienda è protagonista nel mondo della moda, per l'ideazione e la realizzazione dei manichini che propongono una visione tridimensionale, per capire - ed ammirare - gli abiti e gli accessori, lanciando una visione realistica e nello stesso tempo immaginifica. Per un'azienda che unisce caratteri innovativi e qualità nel processo ideativo e produttivo, con un richiamo esplicito ad una molteplicità di competenze e di conoscenze (forme di progettazione in senso lato, artigianalità, procedimenti artistici, ragguardevole padronanza tecnologica), il concetto di showroom, un luogo esclusivamente dedicato all'esposizione di prodotti, non può che essere ampliato: il progetto architettonico segue ed interpreta con espressività creativa un'impostazione a tutto campo, che riflette inventive compresenze. Narrare la storia dell'azienda, la tecnologia e l'artigianalità che si verificano nella gamma dei prodotti, intersecare suggestioni che si aprono all'arte (non soltanto nel cerimoniale d'inaugurazione per la struttura, ma anche nella quotidianità, in cui sostenere la pluralità di significati accolta negli spazi), introdurre occasioni di cultura diffusa: BonaveriMilano è un accumulo di esperienze e di potenzialità, che trovano nell'architettura il loro campo di sovrapposizione. L'architettura e l'allestimento rendono possibile percepire funzioni differenti, suggerendo un percorso dal respiro ritmico, che incontra una dinamica visiva e concreta di luoghi che si legano all'interno di un “contenitore” contrassegnato da luce, dettagli, raffinatezza di soluzioni d'architettura. Il percorso diviene fattore espositivo: popolati di manichini, il piano terra, il soppalco si stringono attorno al patio da cui penetra attraverso le ampie vetrate a tutt'altezza un'intensa luminosità naturale a rifrangersi sui pavimenti in legno e sulle pareti rifinite e screziate, incrociandosi con la teatralità - come in una scenografia mutevole - della luce artificiale, con i corpi illuminanti a soffitto e le strisce a led che segnano le pareti. L'ingresso accoglie una traccia di “collezione permanente” di manichini, e indica due direzioni d'itinerario.Un primo accento lascia intravedere che al piano terra si estendono in continuità altri ambienti, dagli spazi di lavoro che si arricchiscono di una storia per immagini della produzione e dell'incrocio latente fra arte e tecnica, al luogo di ristoro e cucina attrezzata, per concludersi nello spazio di confronto, di riflessione e per eventi, in cui una libreria a tutt'altezza indica accumulo di conoscenze nella moda, nel design, nell'arte. Ulteriore accento direzionale si coagula nella scala che conduce al soppalco: un oggetto architettonico progettato per render visibile raffinatezza e suggestione, che accompagna e determina lo spazio interno con il parapetto in lamiera smaltata grigio chiaro, un elemento caratterizzante, funzionale e di preponderante tridimensionalità, un nucleo rilevante che attrae, anche per l'unicità della sua coloritura. La continuità degli spazi, come per slittamento progressivo, sfocia nel soppalco, negli uffici, nella foresteria, e conduce come un itinerario necessario alla terrazza, luogo per eventi all'aperto.
Originalità e vivacità: l'architettura offre e riprende suggestioni, l'allestimento degli interni diviene esperienza narrante, lo spazio matura riflessi dell'invenzione progettuale, che si rispecchia nella connessione col mondo della moda e del design, fra arte, artigianato e tecnica.
Francesco Pagliari