Serene Residence - Urbanus Architecture & Design
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Serene Residence

Urbanus Architecture & Design

Scritto da Urbanus Architecture & Design - 23 settembre 2019

Situata nel distretto di Haizhu a Guangzhou, la comunità di Mengsheng prende il suo nome da un’antica leggenda secondo la quale i discendenti di Meng Tian, il celebre generale della dinastia Qin (221 – 207 a.C), risiedessero proprio in quell’area. Questa casa su Upper Meng Street, un lungo e tortuoso vicolo, fu costruita nel 1985 e presentava una struttura in mattoni e calcestruzzo su tre piani, ognuno dei quali con una superficie di appena 22 m2. Il fabbricato si trova circondato dalle case vicine: il lato est sfiora la parete esterna dell’edificio adiacente mentre i prospetti nord e ovest distano rispettivamente 90 cm e 30 cm dalle residenze vicine. Il vicolo, largo appena 80 cm, permette il passaggio di una sola persona alla volta ed è l’unica via per raggiungere la porta d’ingresso. L’edificio si presentava come uno spazio piccolo, angusto, pericolosamente vicino alle strutture circostanti, con scarse prestazioni termiche e problemi strutturali alla base; questo genere di problematiche sono all’ordine del giorno quando si mettono in atto operazioni di recupero nei quartieri più antichi. La riqualificazione dell’area è partita dalle parti più interne, con l’obiettivo di riorganizzare le funzioni vitali della quotidianità in uno spazio limitato. Le aperture di collegamento tra i vari piani permettono di integrare i vari ambienti in un’unica soluzione omogenea mentre i lucernari lasciano trasparire la luce naturale all’interno. L’interno della casa appare più spazioso grazie al riadattamento di aperture e chiusure, spazi luminosi e scuri. Come primo intervento è stata rinforzata la struttura e, per riorganizzare la distribuzione verticale, la ripida scala originale è stata sostituita da una a doppia rampa. Sono state aggiunte delle fessure su misura sulle facciate a nord e a sud che illuminano naturalmente il piano terra, altrimenti cupo, mentre grazie a finestre collocate accuratamente su tutti i lati dell’edificio la luce naturale entra in ogni piano favorendo anche la permeabilità verso l’esterno. Al quarto e ultimo piano troviamo una piccola stanza vetrata e una terrazza che affacciano sulla città: questo spazio è stato pensato per essere aperto e flessibile, adatto a diverse attività come ammirare la luna, bere un tè e meditare. Una casa non dovrebbe accogliere solo le persone, ma anche i loro sogni e il loro essere. Nonostante le sue piccole dimensioni, questa abitazione è capace di regalare un senso di serenità in cui rifugiarsi dal caos della metropoli. Il percorso da seguire per arrivare all’edificio riporta alla mente un passo di The Peach Blossom Spring (La primavera dei fiori di pesco, ndt), un classico della letteratura cinese. La fiaba narra la storia di un pescatore che a bordo della sua barca si trovò a navigare lungo un fiume costeggiato da una distesa di alberi di pesco in fiore. Dopo un lungo percorso, arrivò all’entrata di una grotta, un’apertura sul versante di una montagna. Appena entrato, questa si rivelò essere oscura e stretta, riusciva a passarvi solo una persona alla volta. Proprio come accade in questo caso. Infatti, dopo aver percorso il vicolo che porta all’ingresso della casa, si raggiunge quella che il protagonista della storia chiama Arcadia, una cascata di luce o, qui, l’abitazione. Salendo dal primo all’ultimo piano, si emerge gradualmente dal buio verso la luce, da un senso di oppressione a quello di libertà. Questa esperienza è simile a quella vissuta dal pescatore, in questa metafora l’edificio rappresenta la colonia verticale di peschi in fiore. I muri esterni sono stati rivestiti con piccole piastrelle di pietra marrone con granellato naturale il cui colore riprende e si abbina con gli edifici che si trovano nell’area. Col passare del tempo, questa trama permetterà alla casa di integrarsi completamente nell’ambiente che la circonda. Nonostante il carattere neutro dell’edificio, ai proprietari viene offerto un ambiente accogliente nel caos della città. Questa piccola casa monofamiliare di appena 80 m2 è uno dei tanti fili che si intrecciano nell’antico tessuto urbano di Guangzhou. In quanto testimonianza della micro-rigenerazione della città, il progetto ha un’ambizione culturale unica nel suo genere: ripristinare le antiche comunità storiche all’interno della città e opporsi alle operazioni di tabula rasa così comuni nei processi di rinnovo urbano.