Sede IBM - Z14 Alessandro Ridolfi Architetto
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Sede IBM

UNA LANTERNA URBANA

Z14 Alessandro Ridolfi Architetto

Scritto da Alessandro Ridolfi - 13 giugno 2019

Una “Lanterna Urbana”, questa l’idea ispiratrice del progetto. Completamente trasparente, la sede di IBM è pensata per essere un punto di riferimento nel paesaggio urbano circostante, specialmente di notte, quando dal suo interno emana luce verso l’esterno. La trasparenza dei volumi durante le ore serali si traduce in un chiarore che trasforma l’intero edificio in una lanterna urbana, un landmark che diventa simbolo di orientamento all’interno della città. Più precisamente tre grandi lanterne, tre involucri di vetro, tre volumi trasparenti, tre frammenti inseriti nel progetto, che si lasciano permeare dall’esterno divenendo luoghi disegnati dalla luce e che rievocano nello sguardo di chi percorre la direttrice Roma-Fiumicino lo stesso stupore che in epoca passata provavano i viandanti dell’antica Via Portuense. Il complesso è infatti composto da tre edifici di vetro, cui si accede attraverso un unico spazio basamentale che li collega a terra. La visione della struttura risulta quindi dematerializzata, estremamente leggera e genera in chi la vive la suggestione di essere in un luogo non convenzionale nel quale ci si sente catturati dalle sorprendenti e insolite visuali del paesaggio esterno. L’impianto architettonico risponde alla richiesta di contemporaneità della città di Roma che, seppure fortemente legata alla tradizione e alle presenze antiche, offre numerosi spunti e suggerimenti affinché l’architettura sia espressione del suo tempo. Il complesso è stato progettato pensando a soluzioni architettoniche che favoriscano una continuità visiva con l’ambiente esterno, coniugando principi costruttivi tradizionali con un design all’avanguardia e ottime performance energetiche, costituendo un modello di riferimento contemporaneo. Un insieme di parti interconnesse, il cui obiettivo è quello di raggiungere il miglior livello di comfort indoor e di risparmio energetico, grazie all’orientamento dei corpi di fabbrica, alla combinazione di luce naturale e di efficienti sistemi di illuminazione a basso consumo energetico, alle facciate con vetrate termiche e ai sistemi di ventilazione e di condizionamento dell’aria. Il progetto individua nella struttura delle facciate l’elemento architettonico di maggior rilievo per articolare i prospetti: il loro disegno è caratterizzato da una schermatura di brise-soleil orizzontali, la cui conformazione e posizione sono dettate da simulazioni e studi dell’apporto solare. Il sistema della facciata, dunque, lavora insieme a elementi di schermatura che avvolgono l’intero complesso, proponendo un’interessante tessitura delle superfici e garantendo allo stesso tempo protezione dall’irraggiamento solare. Un’esigenza tecnologica che è stata integrata con quella architettonica ed estetica di collegare, attraverso elementi continui metallici, i tre volumi vetrati, generando uno strato connettivo che salda e domina il complesso. I singoli volumi diventano così frammenti che possono essere letti come un racconto unico con una presenza continua. La trasparenza e la luce quindi interpretano i frammenti e restituiscono una visione d’insieme dell’opera. La volontà di rendere l’ambiente lavorativo strettamente connesso al paesaggio circostante ha portato all’eliminazione visiva di ogni confine tra spazio interno e spazio esterno: sono così state realizzate grandi superfici vetrate, grandi occhi che, appunto, guardano verso il paesaggio. Gli elementi metallici che le rivestono diventano il ritratto compositivo che più fortemente caratterizza la parte emergente dell’edificio, che si staglia sul basamento fatto di lastre di cemento grezzo, come a voler mettere in evidenza da una parte la solidità dello stesso e dall’altra la leggerezza degli involucri, che culminano nella soluzione di attacco al cielo con l’elemento di brise-soleil di coronamento. Le scelte interne rispondono alle richieste di un’organizzazione del lavoro innovativa, che rifugge il concetto di postazione fissa: ogni ambiente è pensato per integrarsi in maniera fluida e flessibile con gli altri, così da permettere a ogni utente di accedere al proprio ufficio virtuale da qualsiasi punto del complesso, in maniera libera. Tutti gli ambienti, dunque, dalle zone open space alle sale riunioni, dalle zone relax alla mensa, sono pensati per poter accogliere le differenti esigenze lavorative e sono dotati di tutti i tipi di connessione per risultare idonei a qualsiasi uso. A completamento del nuovo intervento vi è infine il parco archeologico, costituito da un percorso pedonale lineare che ricalca il tracciato dell’antica Via Portuense e restituisce così la memoria del paesaggio antico della zona. L’intero progetto, pensato in tutti i suoi dettagli nel rispetto di una piena armonia con il contesto circostante, vuole generare nell’immaginazione di chi vive questa architettura la sensazione e lo stupore di una struttura proiettata verso il futuro.


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