Sede B. Braun Melsungen - Il Prisma
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Sede B. Braun Melsungen

Il Prisma

Scritto da Il Prisma - 15 maggio 2019
Non ha tradito la sua identità originale l’edificio immerso nella foresta della città di Melsungen, che in poco più di un secolo si è trasformato da sanatorio a sede amministrativa della B. Braun. Il comune intento che appartiene alle due diverse destinazioni d’uso, quella storica e quella attuale, si è tradotto nell’interpretazione degli spazi, ideati da Il Prisma. L’idea progettuale per l’ex-sanatorio si basa sul concetto essenziale del respiro, conservando la forza espressiva e l’atmosfera del luogo e, insieme, con l’integrazione e la rivisitazione compositiva e funzionale, il vigore “muscolare” dell’edificio. Coniugare l’attività di conservazione di un luogo definito “storico” con elementi e sistemi sostenibili ha portato il team di progettazione a puntare a un’operazione di ritorno alle origini. Dove un tempo sorgeva la loggia in cui passavano le giornate i pazienti, respirando aria pura, oggi si legge un elemento architettonico che rievoca la sua essenza originaria. Lo svuotamento del corpo centrale ha lasciato spazio al nuovo foyer a tutta altezza, contenente una scala spiroidale baricentrica, emblema del respiro. Il luogo, vero e proprio diaframma architettonico, inspira ed espira aria e luce attraverso le superfici vetrate, trasferendole nelle restanti parti del palazzo. Lo svuotamento dalle partizioni dei diversi locali, a vantaggio di spazi aperti diffusi, è lo specchio di questa fluidodinamica applicata. L’introduzione della scala elicoidale permette di collegare tutti i piani e le due ali principali del complesso, in passato non comunicanti. Sono state costruite le nuove passerelle “a ponte” per creare le connessioni tra i 3 corpi principali (Nord, Est e Ovest). La scala in carpenteria metallica appoggia alla sua base ed è ancorata ai pianerottoli di sbarco per congiungere i 4 piani principali. In aggiunta sono stati realizzati dei cornicioni in acciaio a sbalzo che seguono la rotazione della scala e segnano gli interpiani. I vetri curvi perimetrali a tutta altezza che sono stati deformati “a freddo” e tenuti sotto pressione meccanicamente enfatizzano il movimento dinamico della scultura. Tra i miglioramenti apportati con interventi di refurbishment rientrano anche l’apertura verso l’esterno e la ridistribuzione interna del volume antistante alla facciata nord costruito e la trasformazione dello spazio nel nuovo ingresso principale con locali annessi di servizio; la demolizione della maggior parte dei muri di suddivisione per ottenere degli open space e contestuale inserimento di travi e pilastri in acciaio che fungono come sostegno dei vani creati e come rinforzi di controvento. Tutti gli interventi miravano a preservare l’edificio - e il verde del parco intorno - implementando comfort termico e ambientale a regola d’arte. Da questo segue il mantenimento delle facciate originali perché tutelate come monumento; l’eliminazione del rivestimento metallico atipico e delle finestre aggiunte negli anni settanta nel corpo centrale.

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