Casa Riga con agriturismo | THE PLAN
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Casa Riga con agriturismo

Stefania Saracino | Franco Tagliabue

Casa Riga con agriturismo | THE PLAN
Scritto da Francesco Pagliari -

Casa Riga consiste nell’unione dell’abitazione per la famiglia proprietaria di un’azienda agricola con una struttura per l’ospitalità, un agriturismo con sette stanze. Un’idea chiara ed importante, che comporta - nella visione condivisa fra committenti e progettisti - la volontà di considerare il paesaggio alpino in quanto risorsa preziosa e di concepire l’inserimento dell’architettura come una componente all’interno del paesaggio costituito di prati e frutteto, un elemento che sia nel paesaggio, ma non ne muti la configurazione, se non per lievi necessari segni.

Il progetto parte dal terreno, dall’esistenza di un leggero terrazzamento nella progressione del declivio, per immaginare un’architettura che si inserisca nel terreno stesso, valorizzando l’idea che l’architettura può fondersi nel pendio e nel paesaggio, partecipe essa stessa di una sequenza morfologica, che non altera le relazioni paesaggistiche. L’edificio si determina in modo lineare, una “riga” nel paesaggio, la descrizione sintetica, cioè, di quanto si può osservare e rilevare della costruzione nella visione da valle, constatando che il fronte vetrato verso sud dell’edificio rappresenta soltanto un’interruzione di materia, come se fosse un modesto taglio verticale nel terreno.

E, osservando l’edificio da monte, risulta evidente la continuità del prato, che scorre sulla copertura erbosa e si percepisce come un’interruzione di livello. L’edificio non si aggiunge, quindi, non emerge in altezza, ma si integra nel terreno, nel paesaggio, sfruttando per l’accesso sentieri e tracciati esistenti.
L’assetto di pianta dell’architettura si denota per la linearità geometrica. Le stanze per gli ospiti sono orientate a sud, il corridoio distributivo è retrostante, situato verso il terreno; l’abitazione dei proprietari è orientata ad ovest; lo snodo-cerniera intermedio fra le due parti dell’edificio funge da atrio di accesso e da sala per la colazione a servizio dell’agriturismo.

L’ingresso-snodo è contraddistinto dalla parete muraria sul fronte ovest e dalle pareti trasversali che introducono all’ingresso, rivestite in pietra locale proveniente dal recupero di materiali in terrazzamenti preesistenti. Di fronte all’ingresso si forma così uno spazio esterno preliminare, protetto e riservato, in una relazione di continuità con lo spazio interno, attraverso la vetrata a tutt’altezza.
La luce naturale e l’orientamento della costruzione costituiscono elementi fondamentali del progetto, conseguenza diretta della concezione di un’architettura che è partecipe del paesaggio e ne trae ragione.

Le fonti di luce sono le vetrate a sud e a ovest, oscurate da tende interne, e i patii a monte, che forano il terreno: la combinazione d’illuminazione naturale dalle diverse provenienze permette una relazione costante con le variazioni luminose nell’arco della giornata, ricostruendo il ciclo temporale, un valore percettivo che può essere colto anche negli spazi interni - ed è, questa, una componente progettuale rilevante, a dimostrazione di un’attitudine a considerare la natura delle cose e il tempo come risorse preziose -. L’orientamento dell’edificio costituisce una scelta ottimale anche ai fini del bilancio termico: il profondo sbalzo della gronda con struttura in legno in aggetto sul fronte protegge dall’irraggiamento solare diretto estivo sulle pareti vetrate, mentre durante la stagione invernale si ottiene la massimizzazione nell’irraggiamento.

Il progetto persegue quindi l’obiettivo di un elevato livello di confort abitativo, un’idea di vivibilità qualitativamente rilevante: anche sul versante del controllo climatico, il progetto unisce sistemi passivi - un adeguato sistema d’isolamento termico, con materiali isolanti ad alte prestazioni come la fibra di legno - e sistemi progrediti nella climatizzazione con pompa di calore e sonde geotermiche, e nella ventilazione a recupero di calore dall’aria espulsa. Alto risparmio energetico, livelli elevati di efficienza impiantistica e tecnologica, tecniche costruttive, struttura degli ambienti interni in legno a pannelli portanti X-lam, lasciati a vista: Casa Riga ottiene la classificazione Oro nel sistema di valutazione CasaClima.

Luogo: Comano Terme, Trento
Cliente: Riga Società Agricola
Superficie lorda: 776 m2
Superficie utile: 507 m2
Costo di costruzione: 1.650.000 Euro
Architetto e coordinatore: Stefania Saracino e Franco Tagliabue Architetti

Consulente per gli impianti e progetto energetico: Energytech Ingegneri

Ingegnerizzazione e realizzazione involucro in legno: Damiani-Holz&KO – LignoAlp
Impermeabilizzazione: Drytech

Fotografie: © Davide Cornacchini, courtesy Stefania Saracino e Franco Tagliabue Architetti

 

Stefania Saracino e Franco Tagliabue Architetti

Stefania Saracino si laurea in architettura allo IUAV di Venezia e all’Università Tecnica di Lisbona con Gonçalo Sousa Byrne e Bernardo Secchi; in seguito consegue il Master in Gestione e Comunicazione dei beni culturali alla Scuola Normale di Pisa.

Franco Tagliabue si laurea in Architettura al Politecnico di Milano, dove ha poi svolto attività didattica nel corso di Museografia. è vincitore del Premio di Architettura Maestri Comacini nelle edizioni del 2006 e del 2012 con l’allestimento museale di Casa Pagani a Castello di Valsolda.

Lo studio si occupa di progettazione e indaga il rapporto fra architettura e paesaggio, con interventi paesistici e di riqualificazione ambientale. Ha realizzato in contesti paesaggistici delicati costruzioni ad alta efficienza energetica e varie opere private e pubbliche, tra cui la Nuova Caserma dei Vigili del Fuoco di Vadena a Bolzano, e ha conseguito il primo premio al Concorso di progettazione Porta Nuova Brienno per la realizzazione di un’autorimessa sul lago di Como.

Fra i riconoscimenti ricevuti con il progetto di Casa Riga a Comano Terme: il primo premio ai CasaClima Awards 2016, al THE PLAN Award 2016 nella categoria Hospitality, ad Archilegno 2018 e al PIDA nella categoria Alberghi; il terzo premio al concorso internazionale di architettura per costruzioni sostenibili nelle Alpi Constructive Alps 2015. Lo studio ha partecipato alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nell’ambito del Padiglione Italia, “Arcipelago Italia”.

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