San Francisco Museum of Modern Art di Snohetta
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San Francisco Museum of Modern Art

Snøhetta

Scritto da Snøhetta -

Il San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA), oggetto di riqualificazione e ampliamento, è stato inaugurato al pubblico lo scorso maggio. Il progetto, a firma Snøhetta, crea nuovi spazi in cui ospitare la famosa collezione del museo, custodita originariamente all’interno dell’edificio progettato da Mario Botta. A questa preesistenza è stato aggiunto, senza soluzione di continuità, un corpo a dieci piani che comprende oltre 15 mila mq di gallerie all’aperto e al chiuso. Gli spazi espositivi sono stati concepiti sulla base delle mostre, permettendo dunque al SFMOMA di valorizzare ancor più il proprio patrimonio artistico (moderno e contemporaneo). Il nuovo volume consente al museo di essere maggiormente accogliente e connesso alla città, predisponendo al piano terra oltre 4 mila mq di gallerie a fruizione pubblica, così come l’accesso gratuito ai piani superiori per tutti i visitatori al di sotto dei 18 anni. La direzione del SFMOMA ha collaborato a stretto contatto con Snøhetta per far sì che il nuovo museo fosse aperto sulla città e accogliesse spazi di aggregazione. Sono state dunque prese in grande considerazione le connessioni con il quartiere e con il tessuto urbano, così come il paesaggio circostante e gli spazi all’aperto al di fuori del museo. Nuovi percorsi pedonali attorno al SFMOMA e una nuova entrata pubblica su Howard Street integrano al meglio il museo nel quartiere di South of Market (SoMa) e attivano nuovi scenari a livello stradale. La facciata est, di grande iconicità, prende spunto dalle acque e dalla nebbia che caratterizzano la Baia di San Francisco. È stata realizzata con oltre 700 pannelli in FRP (fibre a matrice polimerica) fabbricati e lavorati localmente. Durante la giornata, il gioco di luci e ombre che si innestano lungo il rivestimento conferisce dinamismo al prospetto increspato, valorizzato dai cristalli in silicato provenienti dalla contea di Monterey e inseriti lungo l’involucro, che raccolgono la luce e ne amplificano i cambiamenti di intensità. Craig Dykers, socio fondatore di Snøhetta e capo-progetto per il SFMOMA, ha affermato: «Il nostro progetto mira a creare un’esperienza personale, in cui vengono stimolati tutti i sensi. Vogliamo aprire questa magnifica collezione a un’ampia gamma di visitatori, favorendo i legami tra l’uomo e il museo per gli anni a venire. Le scale, illuminate naturalmente, conducono lungo i piani, mentre le gallerie creano un’esperienza artistica convincente. Inoltre, le terrazze sono luoghi ideali dove riposarsi, godere dell’aria fresca, dei raggi del sole e del panorama urbano tra le gallerie. Il visitatore dovrà percepire che l’edificio è ispirato a una delle più grandi città su scala mondiale, ovvero San Francisco». Il museo è stato organizzato con due entrate che conducono alle mostre al piano terra. L’accesso su Third Street propone una rivisitazione dell’atrio della fondazione Evelyn and Walter Haas, Jr. Qui l’oculo iconico illumina naturalmente l’ambiente interno e viene impreziosito da “Untitled” (1963), scultura mobile posta al di sotto. Quest’opera di Alexander Calder, ampia oltre 8 metri, cattura l’attenzione del visitatore e orienta il suo sguardo verso l’alto. Una scalinata scultorea porta alla sala Helen and Charles Schwab, principale punto di incontro al piano superiore. Vi si accede direttamente passando per l’ingresso su Howard Street, posto in prossimità della Roberts Family Gallery, che ospita la scultura monumentale di Richard Serra chiamata “Sequence” (2006). La Roberts Family Gallery è uno spazio vibrante e, poiché vetrato, risulta visibile dai passanti e crea una connessione tra città e museo, mettendo in luce la missione comunitaria del SFMOMA. Al suo interno, un’ampia scalinata in acero si propone come area di ristoro e socializzazione aperta al pubblico. Entrambi gli accessi conducono alla sala Schwab, fulcro del nuovo museo. I visitatori possono ammirare il vivace dipinto murario “Wall Drawing 895: Loopy Doopy (white and blue)” (1999) di Sol LeWitt o, addirittura, spingersi oltre ed esplorare il resto del museo. Da qui, una scala in legno conduce al Pritzker Center for Photography e alle gallerie ai livelli superiori. I nuovi spazi espositivi, studiati da Snøhetta, hanno una scala umana (quasi intima) e creano le condizioni ideali per ammirare le collezioni, adattandosi con grande sensibilità alle diverse peculiarità e dimensioni. Sono spazi minimali, flessibili e liberi da colonne, che aprono a infinite disposizioni delle pareti mobili (praticamente una tela bianca per i curatori). Uno spazio espositivo di forma ottagonale celebra sette opere di Agnes Martin, mentre le gallerie al settimo piano, simili a loft, accolgono opere d’arte contemporanea. Le terrazze adiacenti alle varie gallerie aprono gli spazi museali sulla città, con sculture all’aperto e viste senza precedenti su San Francisco. La Pat and Bill Wilson Sculpture Terrace, posta al secondo piano, è una terrazza che ospita il più grande muro verde degli Stati Uniti con oltre 19 mila piante e 21 specie locali. Gli spazi in sequenza consentono ai visitatori di spostarsi tra incredibili opere d’arte lungo l’intero museo, senza mai perdere contatto con la città. Oltre alle gallerie d’arte, il nuovo SFMOMA accoglie anche un’offerta dinamica di spettacoli e programmi formativi. Il nuovo Koret Education Center mette a disposizione di studenti, docenti e filologi una biblioteca e degli spazi di studio. Il SFMOMA si è avvalso della collaborazione dell’azienda Meyer Sound, di Bay Area, per installare soluzioni audio in tutto il museo, tra cui l’innovativo sistema acustico Constellation, installato nel teatro Phyllis Wattis (da poco rinnovato). Quest’ultimo mette in mostra pellicole d’epoca e offre proiezioni in 4K. Il Gina and Stuart Peterson White Box è uno spazio polifunzionale, ideale per ospitare per un’ampia gamma di attività (performance, eventi e opere d’arte su larga scala) anche grazie alla presenza di un ponte luce. Il nuovo SFMOMA sta per ricevere la certificazione LEED Gold ed è uno dei primi musei del paese ad avvalersi unicamente di dispositivi a LED.

Location: San Francisco, US
Client: San Francisco Museum of Modern Art
Completion: 2016
Gross Floor Area: 26,477 m2
Cost of Construction: 278,178,000 Euro
Architects: Snøhetta
Design Team: Craig Dykers, Lara Kaufman, Aaron Dorf, Simon Ewings, Jon McNeal, Marianne Lau, Samuel Brissette, Chad Carpenter, Behrang Behin, Giancarlo Valle, Aroussiak Gabrielian, Neda Mostafavi, Kyle Johnson, Nick Anderson, Anne Rachel Schiffmann, Nick Koster, Carrie Tsang
Contractor: Webcor Builders

Consultants
Structural: Magnusson Klemencic Associates
Mechanical & Plumbing: Taylor Engineering
Electrical: The Engineering Enterprise
Civil: KPFF
Façade, Acoustical:  Arup
Lighting: The Engineering Enterprise, Arup
Landscape: Snøhetta

Suppliers
Lighting: iO LED, Feelux, Lucifer, Whitegoods, Kirlin, Xal, LSI Industries, Solavanti Lighting, BK
Lighting, ACDC, Lutron
Curtain Wall: Enclos
Rainscreen Panel: Kreysler & Associates
Perforated Metal Panel: Arktura
Door: Ellison, Dorma, Crown Industrial, Toland, Crown Industrial , Total Doors, Skyfold
Acoustical Ceilings: Pyrok, Rockfon, Geometrik
Glass: Silicon Valley Glass
Suspension Grid: Armstrong

 


Photography: © Iwan Baan, © Henrik Kam, © Jon McNeal, © Joe Fletcher

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