Riverside Museum 2 - Zaha Hadid Architects
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Riverside Museum 2

Zaha Hadid Architects

Scritto da Zaha Hadid Architects - 1 novembre 2011

Le pieghe sinuose della copertura in zinco del Riverside Museum di Glasgow s’inarcano ritmicamente seguendo la sua doppia curvatura che, come l’estrusione di un tunnel, termina sui due estremi con un taglio netto: un’estremità si apre sul paesaggio urbano, l’altra si affaccia sul fiume Clyde e ricorda al visitatore la grande tradizione cantieristica della città, la cui amministrazione punta proprio su questo museo per il piano di riqualificazione dell’area. Nel 2004 Zaha Hadid ha vinto il concorso internazionale per il Museo Nazionale del Trasporto con un edificio a forma di zeta che richiama la struttura di un capannone, segnato da una copertura a falde che pare il risultato di distorsioni ed estrusioni.L’edificio, costato 70 milioni di euro, è stato costruito in tre anni dall’inizio del contratto d’appalto (dal novembre 2007 al dicembre 2010), seguendo un disegno molto fedele a quello del concorso. Sorto su un sito precedentemente occupato da capannoni industriali e da edifici commerciali, questo primo progetto completato dallo Studio nel Regno Unito conferma come il suo duttile linguaggio progettuale possa essere applicato a un obiettivo funzionale complesso. Il museo è situato lungo il fiume, a pochi minuti da una superstrada, dalla linea ferroviaria e dal parco del Kelvingrove Art Gallery and Museum.L’ingresso principale che dà sul lato strada è parte di una facciata larga 80 metri, in vetro nero (fibra di vetro rinforzata, 400 m2 sulla facciata nord, 840 m2 sul lato sud), sostenuta da montanti in acciaio a sezione trapezoidale, che non lascia intravedere ciò che è esposto all’interno. Di notte la grande vetrata diventa trasparente e lascia riverberare la luce all’esterno mentre il telaio forma una sottile filigrana. Di giorno invece il rivestimento della copertura in zinco grigio, nitido, materico, dialoga con la luce naturale, tagliente e mutevole, di Glasgow.
Intorno all’edificio si articolano la sistemazione paesaggistica a tasselli, opera dello studio GrossMax, integrata in uno spazio pubblico pavimentato con blocchi di granito e progettato per eventi fino a 8000 persone, con fontane di vapore, rastrelliere per biciclette, scivolo e pontone del ferry per Govan non progettati dagli architetti, sedute in blocchi di pietra con piccole incisioni, lampioni disegnati ad hoc ed infine un secondo ingresso altrettanto grandioso dalla parte del fiume, davanti al quale è ormeggiata la Glenlee Tall Ship risalente al XIX secolo. Di fronte, in un angolo all’interno del museo, si trova un caffè a triplice altezza con uno spazio all’aperto, le cui grandi vetrate panoramiche danno su un’area giochi con colline artificiali parte dell’intervento paesaggistico, e sulle rive del Clyde con l’Auditorium e l’Hydro Arena di Foster. Infine, la pianta a zeta dell’edificio termina con una curva finale oltre la quale si ritorna all’ingresso settentrionale.
Al piano terra viene sfruttato al massimo il movimento ritmico della forma dell’edificio e del soffitto, disponendo efficacemente strutture e servizi lungo le ‘pieghe’ della pianta: una lunga sequenza in cui troviamo, lungo la parete nord, automobili, negozi, l’ufficio informazioni, le toilette e lo spazio didattico, mentre lungo il lato sud si trovano il caffè, altre toilette, una serie di ricostruzioni di negozi d’epoca, motociclette e gli uffici del Clyde Maritime Trust e del museo. Lo spazio centrale, libero da pilastri, è dedicato a mostre temporanee, molto frequenti. Il primo piano offre un ulteriore spazio espositivo con vista sulle esposizioni del piano terra e, attraverso le ampie vetrate, sul panorama post-industriale lungo le rive del Clyde. Lo spazio al livello superiore non è utilizzato interamente: nel suo punto più alto è di 20 metri (12,5 metri nel caffè) sotto la struttura del tetto (36,4 metri alla sua massima altezza esterna) che è autoportante (una struttura a traliccio di profilati in acciaio del peso di più di 2.500 tonnellate) e in sezione si nota una serie di crinali e avvallamenti che variano in altezza e ampiezza da un timpano all’altro.
La collezione, benché esposta al Kelvinhall Museum in stanze ingombre, scure e umide, aveva sempre goduto di grande popolarità; ora gli oggetti in mostra sono triplicati e disposti più organicamente lungo pareti e soffitti verde pistacchio illuminati da tubi al neon della durata di sei anni.
Lungo il percorso, e vicino agli ingressi, si può ammirare il panorama esterno che dal lato della città offre una percezione vivida e diretta del traffico ferroviario e stradale. Tuttavia, in questo spazio espositivo flessibile e libero da colonne, i 3000 articoli esposti, pezzi forti della collezione, sono protetti dalla luce come richiesto dai clienti. Il flusso dei visitatori nelle prime settimane (63.000 visitatori nella prima) ha stupito tutto il personale e si è dovuto lavorare molto per mantenere puliti pareti, pavimenti e vetrate. Il museo rientra nel Glasgow Harbour Development, il piano di riqualificazione dell’area portuale di Glasgow, un progetto che prevede il risanamento del lungo corso del fiume Clyde, molto impegnativo dal punto di vista finanziario, e non così periferico come sembra: è a dieci minuti di cammino dallo snodo dei trasporti del Partick Interchange, a 15 minuti d’auto dall’aeroporto internazionale e collegato da un ferry a Govan sulla riva meridionale, un complesso abitativo degradato in via di riqualificazione (il progetto di un ponte non è stato realizzato).
La messa in opera della pavimentazione in granito e della copertura in zinco hanno richiesto una precisione e un’abilità artigianale notevoli. È stata un’impresa ardua realizzare i 24.000 pannelli di zinco della copertura e forzare il rivestimento a curvarsi in corrispondenza dei cinque colmi presenti; molti dei pannelli sono stati realizzati singolarmente e poi messi in opera. All’interno le superfici dei muri e dei sinuosi soffitti sono il risultato di un assemblaggio di elementi in gesso, per la maggior parte modellati a mano: realizzati in un laboratorio di Sheffield, sono stati consegnati a piccoli pezzi, assemblati sul soffitto ed infine uniti manualmente, dissimulandone la natura. Gli impianti tecnici sono collocati nella copertura, così come l’impianto della circolazione dell’aria è situato sopra il caffè: una delle tante decisioni che hanno contribuito alla forma fluida dell’architettura interna. L’andamento della copertura è la guida migliore per orientare il visitatore lungo il percorso e il progetto nel suo insieme, con lo spazio pubblico integrato, rappresenta un equilibrio funzionale fra un’espressione spaziale ermetica e aperta, e dà vita a un museo il quale, come molti dei più recenti nel Regno Unito, mette efficacemente in relazione nel proprio contesto il passato, il presente e il futuro.

Lucy Bullivant

 


Location: Glasgow, UK
Client: Glasgow City Council, Glasgow Life
Completion: 2011
Gross Floor Area: 11.300 m2 (excluding basement)
Cost: 68.681.000 Euros
Architects: Zaha Hadid Architects
Project Manager, Cost Control: Capita Symonds
Venue Operations & Management: Glasgow Life
Main Contractor: BAM Construction

Consultants
Structural, Acoustic, Fire, Mechanical, Electrical and Plumbing:
Buro Happold
Landscape Architect: Gross Max
Lighting Design: Inverse Lighting Design
Exhibition Design: Event Communications

Suppliers
Steel Frame:
Watson Steel
Thermal, Fire and Acoustic Insulation Products: Rockwool
Precast Concrete Elements: Evans Concrete Products
Exhibition Wall Lining, Internal Plasterboard Walls: British Gypsum
Glazing: St Gobain
Steel Doors: IR Martin Roberts
Fire Rated Steel Doors: Accent Hansen
Glass Doors: Stewart Fraser
Sanitary Fittings: Ideal Standard, Armitage Shanks, FC Frost, Lovair, Dolphin / Prestige
Washrooms Door Furniture and Ironmongery (interior): Yannedis Fire
Curtains: Coopers Blinds
Sliding Folding Partition: Alco Systems
Demountable Suspended Ceilings: Rockfon
Expanded Metal Mesh Panel System: Durlum
Rubber Tiles: Nora Flooring Systems
Carpet Tiles: Ege Carpets
PVCu Wall Cladding, Vinyl Sheeting: Altro
Paints: Dulux
Reception Desk: Rosskopf and Partners

Zinc Cladding : Rheinzink
Unitised Glazing System, External Doors: Schueco
Sanitary Fittings: Duravit

Photo by:
1-16/20-22 © McAteer Photograph / Alan McAteer, 2-4 © Hawkeye Aerial Photography, 3-5/13-21 © Hufton + Crow, 14-15 © Hélène Binet

 


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