La valorizzazione sensibile del Faro di Brucoli
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Riconversione in struttura ricettiva: la valorizzazione sensibile del Faro di Brucoli

Itinera Studio Associato

La valorizzazione sensibile del Faro di Brucoli
Scritto da Francesco Pagliari -

Brucoli è un antico borgo marinaro, una frazione di Augusta, sulla costa orientale ionica della Sicilia, fra Catania e Siracusa. Un territorio ricco di storia, in cui si rivelano gli insediamenti neolitici, la colonizzazione degli antichi greci, l’età romana, il medioevo di normanni ed aragonesi, seguendo la storia dell’isola. Elemento di rilievo continuativo è l’utilizzo del canale in cui si incrociano le acque del fiume Porcària e la acque marine: una rada sicura e di acque riparate, un approdo per attività commerciali nel corso dei secoli ed ora di diporto nautico. Sulla punta rocciosa della lingua di terraferma all’ingresso del canale di Brucoli, è eretto un Faro, funzionante dal 1911, per segnalare l’accesso al porto-canale. L’edificio di supporto al faro, passato nella disponibilità dell’Agenzia del Demanio, diviene oggetto di un bando per il riutilizzo in senso turistico e culturale (2015), conducendo all’attuale riconversione in struttura ricettiva d’elevato standard d’accoglienza alberghiera.

Il progetto, affidato allo studio Itinera di Caltanissetta (in particolare alle cure dell’arch. Giuseppe Di Vita), percorre la metodologia degli interventi di restauro per le architetture di un certo rilievo storico, tracciando la mappatura delle varie forme e consistenze del degrado subito dalla struttura materiale dell’edificio (murature, intonaci, infissi…) anche in conseguenza della dismissione dalle funzioni ed ordinando le fasi di ripristino. Il Faro di Brucoli si situa in una posizione di grande interesse turistico: un paesaggio dominato dall’accoppiamento fra il mare che lo attornia su tre lati e la visione in lontananza dell’imponente conformazione dell’Etna; una storia intessuta di insediamenti e traffici commerciali; un approdo sicuro nel porto-canale; il quattrocentesco castello aragonese nelle immediate adiacenze. Questi rilevanti elementi costituiscono lo sfondo e la ragione di un progetto architettonico che si dipana nelle forme dell’accuratezza e della qualità per gli spazi (nell’unione di interni ed esterni, che sviluppano un binomio oggettivamente rilevante) e negli arredi scelti, anche per la fascia esterna a conci di pietra che attornia l’edificio e per la terrazza in copertura, su cui spicca l’elegante pavimentazione in piastrelle ceramiche. Lo spazio interno viene definito su due piani, attraverso l’inserimento di un solaio intermedio, operazione resa possibile dalla grande altezza dei locali preesistenti e agevolata dal ripristino degli archivolti agli alti finestroni sul perimetro murario, che divengono determinanti per l’illuminazione naturale del piano superiore (sul lato sud, luce al livello di pavimento e luce proveniente dalla linea di finestrelle superiori).

Un edificio tuttora segnaletico, in senso proprio e simbolico. La torretta del faro si erge nel vertice a nordest (nel volume si colloca la suggestiva scala a chiocciola accessibile dall’esterno sul lato est, il collegamento per raggiungere la copertura-terrazza) e mantiene una propria evidenza, per colore e materia, con la porzione di basamento in pietra a vista e la fascia superiore intonacata, su cui emerge una rossa striscia; si viene a riassumere così l’idea di un’architettura rinnovata, sperimentando una semplicità espressiva in quanto essa stessa matrice d’eleganza.

Il piano terreno è dedicato agli ambienti di relazione, con una ricercata pavimentazione in chiare lastre di pietra di Modica. Lo spazio si divide in due zone sull’asse est-ovest, separate ma ampiamente comunicanti fra loro: dall’ingresso sul lato est, il piccolo atrio a doppia altezza introduce all’ambiente con le funzioni specifiche di soggiorno, conversazione, intrattenimento, una zona dotata di un camino, con ampie vedute sul mare, fra oblò e finestroni; l’altro ambiente unisce zona pranzo e zona di preparazione dei cibi, mostrando una cucina a isola e attrezzature d’alta qualità, mentre la visuale si concentra sul castello aragonese, di spalle al Faro. Un piccolo settore è dedicato alla cura del corpo e al benessere.

Al secondo livello, con pavimentazione a listelli di legno, si dispongono sostanzialmente due stanze a suite, con visuali di differente valore, verso il mare o verso il castello, e accurate dotazioni d’impianti doccia e vasche (per la stanza sul versante interno, la vasca è collocata libera); una terza stanza di più limitate dimensioni completa il piano.

Il progetto trasforma l’edificio del Faro in una piccola struttura d’accoglienza alberghiera: l’integrazione fra paesaggio e qualità abitative allargate fra interno ed esterno si fonda sulla formulazione di un’architettura che riunisce elementi propri del restauro e del ripristino con un grado di rinnovo, che sostiene un’istanza di valorizzazione sensibile ed attenta.

Architect: ITINERA STUDIO ASSOCIATO 
Location: Sicily, Italy
Year: 2019
Photography by © Benedetto Tarantino, Rosario Scalia
courtesy of ITINERA STUDIO ASSOCIATO 

 
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#Benedetto Tarantino  #Rosario Scalia  #Siracusa  #Italia  #Struttura ricettiva  #2019  #Itinera Studio Associato  #Architettura Italiana 

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