Restauro e architettura contemporanea, l’Accademia Cusanus si rinnova
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Restauro e architettura contemporanea, l’Accademia Cusanus si rinnova dialogando col passato

MoDus Architects

Restauro e architettura contemporanea, l’Accademia Cusanus si rinnova
Scritto da Redazione The Plan -

MoDusArchitects attraverso il progetto di restauro e ampliamento dell’Accademia Cusanus riesce a stare in equilibrio sulla sottile linea sospesa che separa il vecchio e il nuovo, realizzando un progetto di sintesi architettonica che esalta le tracce del tempo e insieme propone una nuova architettura contemporanea capace di dialogare col passato.

UN PO' DI STORIA

“Un edificio scomodo, fuori luogo e sfacciatamente moderno”

Così veniva definito, il giorno dell’inaugurazione, il progetto dell’Accademia Cusanus, oggi inserito sotto la tutela dei Beni Architettonici ed artistici della Provincia di Bolzano. Era il 1962 e il moderno progetto in mattoni e cemento a vista del noto architetto locale Othmar Barth si affiancava all'edificio settecentesco del Seminario Maggiore, costituendo la sede dell’Accademia Cusanus. Nonostante le accese polemiche, ci fu anche chi accolse con entusiasmo l'ampliamento contemporaneo nel tessuto medievale del centro storico di Bressanone.

E non aveva tutti i torti!

Il complesso architettonico composto da tre edifici - Paul Norz Haus​, ​Mühlhaus, ​e ​Haupthaus – è oggi diventato uno dei Landmark di Bressanone, capolavoro di Barth. Una testimonianza di come i processi dell’architettura seguano logiche indipendenti dalle opinioni a caldo dei commentatori locali, influenzate dallo sviluppo della società e rispondenti ai suoi bisogni.  Lo studio di progettazione MoDusArchitects è stato chiamato a progettare un restauro che lasciasse inalterati i tre edifici esistenti, senza vistose aggiunte, e creasse un nuovo spazio pubblico per riconnettere nella sua interezza il complesso accademico​.

IL PROGETTO DI RESTAURO E AMPLIAMENTO

L’Accademia Cusanus è un centro per l'apprendimento dedicato allo scambio culturale e all'incontro tra mondo religioso e laico​. Con l’obiettivo di favorire l’interazione tra l’Accademia e la città, il progetto si confronta con l'insieme eterogeneo di spazi per seminari d'alta formazione e per l'accoglienza degli ospiti, attraverso un ampio spettro di interventi—mimetici e dichiaratamente nuovi—che danno forma a un complesso organico e interconnesso, che apre le sue porte alla comunità.

Questo edificio è stata una fonte inesauribile di insegnamenti, una miniera di soluzioni architettoniche, di dettagli raffinati e pattern geometrici misurati; una musa nella sapiente orchestrazione della luce naturale e nell'uso limitato di materiali; una guida alla sintesi, alla semplicità e al decoro: esempio di pura bellezza, o meglio di "concinnitas" in latino.

Afferma Matteo Scagnol, co-fondatore con Sandy Attia di MoDusArchitects

È difficile distinguere ciò che sembra essere parte integrante degli edifici originari e ciò che invece rappresenta un elemento di novità. I progettisti sono riusciti a realizzare un intervento mimetico di aggiornamento architettonico, tutelando le preesistenze storiche.

Gli interventi progettuali più significativi ed espliciti si trovano al piano terreno dell'​Haupthaus​, dove un asse di nuova formazione apre l'edificio, e al livello inferiore e una grande sala conferenze diventa il nuovo fulcro del complesso. Geometricamente, l​’Haupthaus ​presenta una pianta composta da tre quadrati che si aprono verso sud a formare un'impronta trapezoidale indelebile; l'interazione risultante tra l'orditura ortogonale e una leggera rotazione governa l'intero progetto sia in pianta, che in elevazione e in dettaglio. Dal passo di 2,90 metri che denota struttura e superficie, apertura e chiusura, fino al disegno della partizione delle lastre a pavimento che a loro volta segnano il passo delle file delle sedie, l'edificio è una toccante lezione di ​multa paucis​ — dire molto con poche parole.

Lo spazio a doppia altezza con volte in cemento a vista situato al primo piano dell'​Haupthaus​ è il cuore architettonico del complesso e, non a caso, è il termine di paragone per l'approccio e il carattere generale della ristrutturazione.

Le camere da letto che possono ospitare fino a 96 persone si trovano distribuite nei piani superiori dei tre edifici​. Le 55 camere di diverse dimensioni e capacità sono caratterizzate dal colore blu nella ​Paul Norz Haus​ e dal verde pistacchio nella Mühlhaus​. Nelle camere dell'​Haupthaus​, invece,​ ​gli arredi sono stati riportati al disegno originale di Othmar Barth con piccole variazioni.

Architect: MoDusArchitects (Sandy Attia, Matteo Scagnol)
Location: Via del Seminario 2, Bressanone (Bolzano, Italy)
Year: 2020
Photography by © Gustav Willeit
courtesy of MoDusArchitects

 

 
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Tag
#Gustav Willeit  #Bolzano  #Italia  #Centro culturale  #2020  #MoDus Architects  #Architettura Italiana 

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