Restauro dei Giardini Reali
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Restauro dei Giardini Reali

Disegno storico e prestazioni contemporanee

Paolo Pejrone | Alberto Torsello | Carlo Aymonino | Gabriella Barbini

Restauro dei Giardini Reali
Scritto da Redazione The Plan -

I Giardini Reali di Venezia hanno origine nel 1807 all’interno del progetto di riforma napoleonica che destinò le Procuratie Nuove a sede del Palazzo della Corona. Nel 1920, dopo vicende alterne furono assegnati al Comune di Venezia e aperti al pubblico. La carenza dei necessari interventi di cura e di manutenzione li ha portati negli ultimi anni verso uno stato di decadimento, tanto che nel 2014 l’Agenzia del Demanio e la città di Venezia hanno concesso l’intero Compendio Monumentale dei Giardini a Venice Gardens Foundation, affinché ne curasse il restauro e la conservazione nel tempo.

Per il complesso intervento di restauro la Fondazione, presieduta da Adele Re Rebaudengo, ha affidato la progettazione a Paolo Pejrone per il giardino e ad Alberto Torsello per gli aspetti architettonici e il ripristino della Serra, riprendendo i disegni di Carlo Aymonino e Gabriella Barbini.
Il progetto, su una superficie di circa
5.000 m2, ha previsto innanzitutto la demolizione e rimozione di volumi accessori e incongrui, tra i quali un bunker risalente alla Seconda guerra mondiale, e successivamente il restauro del grande giardino, del Padiglione neoclassico del Santi e del pergolato ottocentesco, nonché la ricostruzione della grande e della piccola Serra; è stato inoltre ripristinato il meccanismo originale dello storico ponte levatoio di collegamento tra i giardini e Piazza San Marco.

I padiglioni appaiono oggi perfettamente inseriti nel “nuovo” giardino, il cui restauro botanico ha previsto l’introduzione di 22 alberi ad alto fusto, 832 arbusti, 3.150 bulbose, 6.560 erbacee e 68 rampicanti. In particolare è stata recuperata la grande Serra vetrata, costituita da un padiglione centrale a pianta circolare - connesso allo storico Padiglione del Santi - e da due ali ortogonali. La struttura metallica portante a pilastri e capriate, vetrata sui fronti con aperture sul giardino e coperta da un manto di lamiera in zinco-titanio, ripropone gli stilemi tipici delle serre storiche.
Sul lato opposto del giardino, la piccola Serra si relaziona anche visivamente con la più ampia struttura gemella, mentre il lungo pergolato in ghisa ha mantenuto la sua conformazione originaria, grazie a un minuzioso lavoro di pulizia e di integrazione degli elementi mancanti.
Per il restauro della grande Serra, la scelta degli infissi è stata dettata da esigenze estetiche e prestazionali, che hanno portato a identificare i profili serie OS2 75 di Secco Sistemi come ideali per il progetto.

I minimi spessori, associati a elevate prestazioni di isolamento, offrono grande libertà progettuale, ben adattandosi a un caso di recupero e ricostruzione come quello delle serre dei Giardini Reali.

Soluzioni di Secco Sistemi sono state utilizzate anche nella piccola Serra, a garanzia di continuità estetica e formale ma anche per assicurare eccellenti prestazioni in entrambi i volumi. L’intervento di restauro dei giardini ha restituito alla fruizione pubblica un importante tassello urbano, rigenerando una delle aree più importanti della città grazie a un perfetto equilibrio tra passato e presente e a un dialogo virtuoso tra storia e contemporaneità.

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SECCO SISTEMI

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