Ponte Cittadella - Richard Meier & Partners Architects
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Ponte Cittadella

Richard Meier & Partners Architects

Scritto da Richard Meier & Partners Architects - 18 ottobre 2017

Richard Meier & Partners ha completato il suo primo ponte veicolare e pedonale, il Ponte Cittadella, che collega l’omonima cittadina settecentesca con la città di Alessandria, passando sopra il fiume Tanaro. La struttura, moderna e lunga 185 metri, è stata realizzata in calcestruzzo prefabbricato e acciaio verniciato. L’alluvione del 1994 che colpì Alessandria non solo innalzò il livello del fiume fino a raggiungere la quota stradale, ma provocò l’accumulo di detriti trasportati dalla corrente e bloccati dalla banchina dell’originario ponte Cittadella, eretto in periodo napoleonico, che funse a tutti gli effetti da diga. Il nuovo ponte, alzato di una campata rispetto alla piana alluvionale, non solo risolve quel problema, ma anche la cesura tra il tessuto moderno di Alessandria e quello di Cittadella, candidata a sito UNESCO. Il rinnovato collegamento di Piazza Gobetti (ad Alessandria) con il borgo del XVIII secolo ha inoltre come finalità quella di preservare e rilanciare Cittadella. «Sono trascorsi più di vent’anni da quando ci è stato affidato l’incarico e sono estremamente soddisfatto di aver completato questo moderno collegamento tra passato e futuro della città. La speranza è che questa infrastruttura favorisca la vita sociale della comunità locale e il rinnovamento urbano attorno al sito, a Piazza Gobetti e nell’intera Cittadella» afferma Richard Meier. Il ponte facilita il flusso naturale del fiume Tanaro e aspira a diventare uno spazio pubblico per i cittadini di Alessandria. Mentre la struttura precedente era spesso congestionata dal traffico, risultando poco sicura e scomoda per i pedoni, il nuovo ponte prevede due itinerari distinti per la circolazione veicolare e pedonale.Il percorso di quest’ultima accoglie una vera e propria piazzetta, dando l’occasione ai residenti di incontrarsi e relazionarsi positivamente con il corso d’acqua. Il project manager Simone Ferracina ha commentato: «Sebbene avessimo da sempre compreso la scala urbana e infrastrutturale del progetto, così come la sua importanza iconica, è stato fantastico vedere con i nostri occhi la calorosa accoglienza riservata dai cittadini di Alessandria, notando come questa infrastruttura abbia rilanciato l’identità della città a livello internazionale e riarticolato la relazione tra il fiume e gli spazi pubblici urbani, riconnettendo il tessuto di Alessandria al borgo di Cittadella». Il percorso veicolare del ponte crea una marcata concavità verso nord, controbilanciata da un arco alto 32,5 metri, a sua volta ricurvo verso sud. Il peso del percorso pedonale aiuta a mantenere l’equilibrio generale e, associato a queste due polarità sinuose, dona grande dinamismo all’infrastruttura. Se il calcestruzzo prefabbricato e l’acciaio verniciato sottolineano i cambiamenti climatici tutt’attorno al sito e hanno fatto del ponte una referenza iconica visibile da svariati punti nella città, la pavimentazione stradale in porfido che si estende fino alle barriere antirumore crea un dialogo cromatico senza soluzione di continuità con le tipiche strade di Alessandria. Dante O. Benini, fondatore e direttore dello studio Dante O. Benini & Partners Architects, commenta: «L’idea del primo ponte fu concepita quando Richard Meier decise di condividere il progetto con il mio studio e il nostro input fu di concentrarsi sui danni provocati dall’inondazione avvenuta pochi anni prima, nel 1994. Tuttavia, il vero successo del progetto non sta solo nell’aver ricreato un dialogo tra persone e fiume, ma di aver annesso il percorso pedonale nel ponte veicolare creando una nuova piazza tanto desiderata in città, un luogo straordinario per socializzare. Questo è stato possibile grazie al concept che abbiamo sviluppato assieme a Richard Meier & Partners che ci ha permesso di realizzare il percorso pedonale senza costi aggiuntivi e di farne al tempo stesso il contrappeso strutturale. Tutto ha renso il progetto un’opera a scala umana, che celebra l’architettura e lo spazio pubblico». Lo studio statunitense ha progettato e realizzato svariati progetti in Italia, tra cui l’Italcementi i.lab a Bergamo, il Jesolo Lido Village e l’iconica Chiesa del Giubileo e il Museo dell’Ara Pacis a Roma. «Abbiamo iniziato a lavorare in Italia progettando la Chiesa del Giubileo e il Ponte Cittadella oltre vent’anni fa e abbiamo collaborato con il Comune di Alessandria per completare questo importante spazio pubblico - conclude Meier. Come in molti dei nostri edifici, questo progetto accoglie una serie di volumi e forme, attraverso i quali la luce filtra creando effetti particolari e suggestivi, unici a seconda del momento della giornata e della stagione. Speriamo che il Ponte Cittadella contribuisca alla vita della città e dia beneficio al sito».