Piazza Faber a Tempio Pausania - Alvisi Kirimoto + Partners
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Piazza Faber a Tempio Pausania

Alvisi Kirimoto + Partners

Scritto da Francesco Pagliari - 6 settembre 2016

Una piazza “petrosa” a Tempio Pausania, nella Sardegna settentrionale. Un progetto che ragiona sulla configurazione materica e geometrica della piazza e coinvolge un “allestimento” mutevole per conformazione, aereo, di una maglia di funi e una serie di “vele”: idee che si coniugano, per frammentazione e ricomposizione degli elementi, in una identità nuova e poetica che si aggiunge ad una bella, articolata, densa piazza urbana, in un poetico ricordo dedicato a Fabrizio De André. Interpretare uno spazio su cui si assestano, in una geometria irregolare di superficie, alcuni severi edifici storici, i cui prospetti si propongono evidenti alla vista con i possenti blocchi di granito che ne compongono un’orditura massiccia; e, insieme, una superficie materica di pavimentazione a selciato con tasselli di piccola dimensione e fasce, ancora, in granito grigio. Il mercato coperto, una struttura ad archi e poderosi pilastri, aggiunge un tocco di una certa eleganza all’insieme architettonico e urbano.
Vele colorate e funi: un’orditura che si aggiunge alla visione della piazza, un’orditura per definire geometrie che si librano verso il cielo (che così diviene parte operante e riconoscibile nella spazialità urbana). Il sistema delle funi - in cavi d’acciaio - ancorate con barre alle facciate con sistema ad iniezioni di malta (come nel consolidamento degli edifici) costruisce una rete di “fili”, su cui si innestano le vele triangolari sospese, 12 elementi di differenti dimensioni e coloriture.  Rulli d’avvolgimento motorizzati consentono lo scorrimento dei triangoli colorati di “tessuto”, un meccanismo di scorrimento simile a quello utilizzato nella nautica a vela, per determinare differenti  configurazioni: avvolgere le singole vele, o per gruppi, in modo da trasformare la percezione dello spazio nella sua tridimensionalità. Sistemi automatizzati riconoscono situazioni di eccessivo vento o di forte pioggia, in modo da assicurare in sicurezza il riavvolgimento delle vele.
Vele aperte e vele chiuse, situazioni che determinano opposte qualità percettive e spaziali. La configurazione a vele aperte frammenta la luce ed il cielo, rende possibile la proiezione di ombre sulla superficie della piazza, offre il mezzo per disegnare nuove sensibilità percettive nel confronto fra le componenti architettonico-urbane, ribaltando i confini dell’invaso spaziale ed arricchendo  l’intera identità della piazza. A vele chiuse, la geometria lineare prevale, definendo un sistema quasi astratto di tensioni aeree: la linearità si rafforza con quegli elementi colorati, fini stilizzazioni che divengono tratti materici di colori che dialogano sospesi in una tensione plurima, verso il cielo, le nuvole, il vento e le pietre.   
Tensioni in equilibrio, in una relazione dinamica con gli elementi di natura e con le componenti della costruzione dello spazio architettonico: un ricercato addensare le esperienze, le forme, l’espressività nel progetto di un’architettura alla ricerca dell’essenzialità, che trasforma un luogo, e ne affina le qualità.  
Francesco Pagliari  

 

Luogo: Tempio Pausania (SS), Italia
Committente: Unione dei Comuni Alta Gallura
Anno di Realizzazione: 2016
Superficie: 370 m2
Architetti: Alvisi Kirimoto + Partners
Ideazione e Supervisione Artistica: Renzo Piano, Renzo Piano Building Workshop
Direzione Lavori: Tony Marrone

Consulenti
Strutture: Bruno Finzi, CeAS
Impianti: Mario Semproni
Installazione Multimediale: Studio Azzurro

Fornitori
Tessuto Vele: Serge Ferrari

Fotografie: © Luigi Filetici

 

Alvisi Kirimoto + Partners
Dopo 10 anni di collaborazione con architetti internazionali come Renzo Piano, Massimiliano Fuksas e Oscar Niemeyer, Massimo Alvisi e Junko Kirimoto fondano nel 2002 l’ufficio di architettura Alvisi Kirimoto + Partners. Nel 2008 si associano Alessandra Spiezia e Arabella Rocca e nel 2013 Carolina Ossandon e Chiara Quadraccia.
I principali progetti realizzati sono: il nuovo edificio direzionale per la Molino Casillo in Puglia; il Teatro dell’Accademia di Belle Arti a Napoli; il Teatro Comunale di Corato; il complesso di piccole e medie industrie Incà a Barletta (Bari); un hotel a Dalmine (Bergamo); un edificio residenziale a Trani (Bari); i padiglioni temporanei per la Festa del Cinema di Roma; il nuovo ristorante Hamasei a Roma; i Davide Cenci Store di Roma e Milano. Tra gli allestimenti più importanti quello per la mostra “Il silenzio a colori” di Michelangelo Antonioni; quello permanente per Musa, Museo degli strumenti musicali, nell’auditorium Parco della Musica di Roma; e quello per Saltexpò alla Mostra d’Oltremare a Napoli.
Lo studio è attualmente impegnato nel project management per lo studio OMA di Rem Koolhaas per il progetto di riqualificazione dell’area degli ex-Mercati Generali a Roma e per la Fondazione Prada a Milano e ha da poco terminato il project management per il progetto della cantina Rocca di Frassinello a Gavorrano (Grosseto) per lo studio RPBW di Renzo Piano.
Tra i principali progetti in corso di realizzazione: la Spa -Tenuta di Carma a Civita di Bagnoregio; gli interni del nuovo Teatro Alexandrinsky a San Pietroburgo. Lo studio è stato selezionato da Luca Zevi, curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia 2012, nell’ambito della mostra “Architetture del Made in Italy” con il progetto del complesso industriale Incà a Barletta (Bari).


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