Parco delle quattro acque - Italo Rota
  1. Home
  2. Architettura
  3. Parco delle quattro acque

Parco delle quattro acque

Italo Rota

Scritto da Francesco Pagliari - 11 dicembre 2012

Il recente progetto per la costruzione di un impianto idroelettrico a Campolattaro (provincia di Benevento), con una potenza di 600 MW, propone una funzione strategica in relazione alla “regolazione della produzione di energia elettrica” per la stabilità della rete in una vasta area del Mezzogiorno: l’impianto surroga i cali nella fornitura d’energia, dovuti alle intermittenze nella produzione da fonti rinnovabili, come è tipico per il sistema eolico.
L’impianto utilizza la disponibilità dell’esistente bacino con diga di Campolattaro e di una conca naturale a monte, collegati da condotte forzate sotterranee per stabilire il salto necessario alla produzione di energia elettrica: la centrale sotterranea è dotata di pompe-turbine a funzionamento reversibile, per immettere energia nella rete elettrica nei momenti di picco o di richiesta e per pompare l’acqua al bacino superiore, in modo da ricostituire la riserva di energia potenziale, nei momenti in cui l’offerta energetica dalle altre fonti rinnovabili è stabile e sufficiente. Il progetto implica attenzione ai criteri ambientali in senso largo, sin dalla considerazione basilare che il “bene acqua” è prezioso, instaurando uno scambio d’acqua fra i due bacini che si può assimilare ad un “ciclo chiuso”, in modo da limitare il più possibile perdite e dispersioni. Allargare l’attenzione ambientale appare un obiettivo condiviso fra Enti ed attori economici: la costruzione dell’impianto idroelettrico funge da propulsore ad una cascata di progetti ambientali, che si ricompongono nella dizione complessiva di “Parco delle Quattro Acque”, con la presenza attiva degli Enti Locali, l’Amministrazione provinciale di Benevento e quindici comuni del territorio sannita.
Il Gruppo Repower, società svizzera attiva nel settore elettrico e presente in Italia dal 2002,  si caratterizza per il forte impegno nel campo delle energie rinnovabili. All’architetto Italo Rota e al suo studio ha affidato il compito di un progetto a tutto campo, che si suddivide in molteplici rivoli strettamente collegati: il punto focale consiste nell’invenzione di nuovi modi di conoscere e sperimentare il territorio, di favorirne una fruizione coerente ed oculata, operando nella direzione di accrescere e rendere diffusa la consapevolezza negli atteggiamenti dei singoli, dei gruppi sociali, degli stessi enti amministrativi, riguardo le grandi questioni ambientali. Il territorio si lascia conoscere attraverso una commistione di fasi, attraverso gli spunti che la storia concede: la conoscenza delle tradizionali vie di comunicazione, il riconoscimento delle continuative forme storiche di sfruttamento dell’energia idraulica di cui i mulini sono esempio ancora rintracciabile nel territorio, le condizioni di integrazione fra la presenza dell’uomo e la natura, le fasi di accelerazione nel processo di antropizzazione del territorio e le fasi recenti in cui si assiste ad un relativo abbandono.
Particolarità di grande rilievo si incasellano nel procedere delle analisi a scala territoriale: il percorso storico del Regio Tratturo da Pescasseroli a Candela per la transumanza delle greggi coinvolge il comparto del Parco; i manufatti di servizio all’antica via di comunicazione, le stazioni di posta e le locande, punteggiano i tracciati; i manufatti edilizi per le coltivazioni agricole e l’allevamento, in attività o in abbandono, sono diffusi nel territorio; le residue presenze dei mulini in quanto “macchine per produrre energia” o le piccole centrali idroelettriche in disuso per fattori di scarsa convenienza economica, o per la modesta entità di produzione dell’impianto, sono elementi che il progetto del Parco delle Quattro Acque elabora in quanto spunti possibili per praticare un nuovo atteggiamento di pianificazione e di progetto architettonico. L’incrocio fra le varie forme di consapevolezza, storica, ambientale, turistica, di procedure differenti di antropizzazione del territorio, si interseca con la strumentazione tecnologica della contemporaneità, in cui l’acquisizione delle conoscenze corrisponde alla massima capacità di diffusione. Sperimentare nel concreto di una percezione sensibile, che procede a piccoli passi, metaforici e reali, nel territorio. Analogamente, il progetto proporrà ai futuri turisti di ripercorrere lo stesso procedimento per acquisire conoscenze e vivere con consapevole approfondimento le esperienze nel Parco. Camminare, o usare mezzi di analogo basso impatto ecologico e vicinanza alla natura, praticando l’ippoterapia, muovendosi con mezzi elettrici alimentati da “paline” energetiche disseminate nel Parco, oggetti di design del progetto contemporaneo. La chiave di interpretazione del territorio si trasforma in chiave di interpretazione progettuale: intersecare le conoscenze, meditare sulle modalità di utilizzazione del territorio nella storia e per il futuro, fondare il progetto attraverso la connessione fra vari tipi di strumentazioni tecniche, nella compartecipazione di storia e contemporaneità. Comunicare il territorio e la sua complessità attraverso i sistemi più progrediti, anche virtuali, per la conoscenza puntuale ed istantanea; utilizzare efficaci strategie di marketing e sinergie fra i sistemi informativi; la via del progetto riflette su una nuova visione di “modernità” o di modernizzazione: il recupero di fonti d’energia a scala minore diviene funzionale all’idea di un’esperienza globale nel Parco, in cui l’approvvigionamento energetico si possa espletare attraverso micro impianti, eolici e idrici, in cui la tecnologia contemporanea rende efficiente il piccolo salto d’acqua d’un ruscello o di un canale per fornire energia alle attività nel Parco.
La riflessione architettonica coniuga le “Quattro Acque” (acqua amica, acqua riscoperta, acqua futuro, acqua spettacolo) in un processo compositivo che fa  ripercorrere esperienze antiche e moderne: un’architettura attenta alle piccole innovazioni, da cui immaginare procedano grandi mutamenti, crea oggetti puntuali, che definiscono la casa della consapevolezza ambientale, la casa della consapevolezza energetica, il complesso di terme, hotel, acquario. Edifici che indagano sulla natura e sulla civiltà, esperienze conoscitive, valori trasmissibili: come in ritorno ad un grado zero dell’abitare, sperimentare fattori inusuali, materiali che si trasformano come i “mattoni” di stracci ed abiti dismessi che divengono materiale da costruzione ecologico nelle pareti per la casa della consapevolezza energetica, che si struttura come una sorta di palafitta d’oggi. Edifici che raccontano di una relazione sfaccettata con la natura, in cui il materiale “primitivo” diviene fattore di amplificazione della contemporaneità, come il rivestimento vegetale che assorbe quasi completamente la consistenza esterna della casa della consapevolezza ambientale, una capanna antica e moderna nello stesso tempo. Strutture complesse: accostare esperienze differenti, accomunate dal ciclo dell’acqua, nella disposizione dell’architettura estesa di terme, hotel, acquario, segni nel territorio, concrezione di vite differenti, meditare, purificare corpo e mente, avvicinarsi alla natura, godere di un design essenziale negli ambienti delle stanze e della magnificenza dell’acqua nelle sue manifestazioni, come nelle Terme dell’antichità. Unificare mondi e modi di vivere, compenetrare le esperienze e valorizzarle, nell’architettura che comprende ed interpreta, per sostanziare la riflessione su ciò che è essenziale, verificando al di là di apparenze transitorie i fondamenti delle necessità primarie.

Francesco Pagliari

Tag
#2012  #Italo Rota  #Primitivism  #The Plan 063 

© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054