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Palais Campofranco

Tre secoli di storia aperti alla città

Aig Associati Partner

Palais Campofranco
Scritto da Redazione The Plan -

Sembra di avere una macchina del tempo e di tornare indietro all’epoca degli Asburgo, per riviverne l’architettura e lo stile, senza rinunciare all’essenza architettonica contemporanea. È questa l’atmosfera che si può respirare entrando a Palais Campofranco, residenza del XVIII secolo appartenuta all’Arciduca Ranieri Giuseppe d’Asburgo e a sua moglie, Maria Elisabetta di Savoia, situata nel cuore di Bolzano a due passi dal Duomo e da piazza Walther e restituita alla città dopo il suo recupero.

Il progetto, inizialmente concepito da MdAA Architetti Associati, è stato successivamente sviluppato e portato a termine da Aig Associati Partner adeguandolo alle esigenze degli affittuari e della committenza.

Ai lavori ha preso parte Pichler Projects, occupandosi della realizzazione di diverse tipologie di facciata per un totale di quasi 2.000 m2 di superficie. Il concept di dialogo tra edifici storici e cubature contemporanee si è tradotto in una corte con spazio commerciale sotterraneo e gastronomico, orbitante intorno a un secolare Ginkgo-Biloba. La sua è una presenza identitaria: donato dalla principessa Sissi allo zio Heinrich, presuppone vincoli stringenti, come l’obbligo di lasciare intorno e per tutta l’altezza dell’interrato una zolla con raggio di 5 m. Questa è stata chiusa, da parte dell’azienda bolzanina, in un vaso multipiano con pannelli d’alluminio, verniciati a polvere e fresati sui bordi. Intorno vi è una scala a tenaglia che garantisce luce naturale ai tre piani inferiori (fino a 12 m di profondità). Nelle gallerie dei negozi Pichler ha installato facciate vetrate resistenti al fuoco, per poi lavorare su quelle esterne. La corte, infatti, si è trasformata in un
tetto-giardino, sul quale si affacciano altri due livelli esterni per l’enogastronomia. Il bistrot è l’emblema dell’intreccio tra storia e design contemporaneo: le lamine metalliche più esterne delle sue facciate vetrate strutturali di tamponamento, applicate su pannelli di vetrocamera serigrafato, riprendono la forma delle foglie del Ginkgo. La sua struttura metallica di copertura è realizzata con profili saldati a progetto, lamiera grecata, getto integrativo, strato coibente, manto in PVC e tetto verde. Il ristorante, che si affaccia anche su piazza Walther, è caratterizzato da un nuovo blocco porticato, che Pichler ha realizzato a partire da una struttura portante curvilinea in acciaio, a sua volta a supporto della facciata vetrata a doppia pelle. Qui, la ventilazione dell’intercapedine è garantita da un sistema di apertura centralizzato con sonda per la temperatura. Serramenti motorizzati e una parete con vetrocamera a specchio sono posti, rispettivamente, sul fronte che dà sul terrazzo della piazza e su quello del Duomo. L’azienda altoatesina ha anche adottato una struttura in acciaio zincata per il piano dell’impiantistica e nuovi serramenti ad arco in sostituzione a quelli esistenti nell’edificio storico: un segno in più per aprire il passato al presente.

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Pichler Projects
Via Edison, 15 - I - 39100 Bolzano
Tel. +39 0471 065000
E-mail: [email protected] - www.pichler.pro

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