Nuova sede CNA - Open Project
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Nuova sede CNA

Open Project

Scritto da Francesco Pagliari - 27 febbraio 2014
La nuova sede centrale CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) a Roma è situata nella zona della stazione ferroviaria Tiburtina: un tessuto urbano residenziale d'espansione novecentesca, per tipici lotti separati. Il nuovo edificio compone un nucleo d'architettura contemporanea in un lotto angolare, all'incrocio di due vie che sfociano su una piazza, con leggeri dislivelli di quota. Il progetto delinea scelte di forte contenuto architettonico ed urbano, per un luogo rappresentativo – la sede centrale di un'organizzazione del mondo economico e sociale -: proporre riconoscibilità, attraverso rigore e razionalità dell'architettura, e costituire un nucleo di riferimento all'interno del tessuto edilizio circostante, un segno rimarchevole nel processo di trasformazione urbana. L'identità architettonica contemporanea si rivela nell'uso dei materiali, nell'attenzione alle tematiche eco-ambientali e di contenimento nel dispendio energetico, nella congruenza fra la composizione dei prospetti, l'ottimizzazione funzionale, l'aspirazione ad una qualità “abitativa” nella complessità dello spazio di lavoro.
L'ingresso dichiara elementi di peculiarità: sull'angolo, il volume viene svuotato e tagliato in obliquo; lo sviluppo tridimensionale della pensilina, a forte rilevanza geometrica, definisce un effetto scultoreo. I prospetti determinano la suggestione di un edificio complesso e nel contempo chiaramente leggibile. Le superfici di parete sono nette e risplendenti: si configura una trama di relazioni fra le lastre ceramiche a rivestimento delle pareti ventilate, che richiamano i toni del travertino, e lo schema libero delle aperture finestrate. Gli elementi iterati nelle facciate compongono tracce verticali ed orizzontali: le finestre si slanciano in verticale, l'orditura delle lastre di rivestimento segna la dimensione orizzontale; la trama complessiva suggerisce l'articolazione, per sovrapposizione, incrocio e contrasto fra gli elementi singoli e le fasce d'insieme. Il prospetto verso via Tommasini propone elementi complanari; nel prospetto ovest, verso via Giorgi, un taglio irregolare nel volume apre la profondità verso l'interno, dinamizza la facciata, mostra il sistema di connessioni orizzontali interne a ponte, introduce luminosità agli ambienti di lavoro e riunione, scardina l'andamento lineare nella geometria dei prospetti.
L'ingresso segna una progressione unitaria fra la pensilina e l'area di accoglienza interna, a quota inferiore rispetto alla strada. Geometrie spezzate e qualità dei materiali: la protezione a pensilina, i gradini, i pilastri sfaccettati si susseguono in sequenze figurative che divengono accentuazione dei volumi, concreti e virtuali.
La suddivisione funzionale dell'edificio è calibrata sulla commistione di spazi di lavoro, di riunione, di servizio, aggregando anche le esigenze di rappresentanza e di elaborazione decisionale. Due i piani interrati: al livello inferiore, un piccolo parcheggio e la zona degli archivi, con attrezzature speciali per la conservazione dei documenti; al piano interrato superiore, sale per corsi di formazione e zona magazzini. Ai livelli fuori terra, i corridoi di distribuzione, contrassegnati da differenti e vivaci coloriture, si dispongono verso l'interno della pianta, attorno al blocco scale ed ascensori; gli ambienti di lavoro verso strada, con affacci privilegiati per le zone di rappresentanza e direzione. I luoghi di riunione si distribuiscono per tutto l'edificio. La sala auditorium a piano terreno, con 170 posti ed attrezzature tecnologiche progredite, si distingue per l'effettiva polivalenza, configurando differenti allestimenti nello spazio sezionabile, con file di poltrone a scomparsa.
Le tematiche ambientali fanno parte delle scelte caratterizzanti il progetto; per ottimali condizioni di benessere ambientale opera un controllo domotico costante e totale dei parametri per ricambio d'aria, luminosità, temperatura, livello d'umidità relativa, agendo anche sulle tende a rullo interne, sull'eventuale apertura delle vetrate e dei comparti opachi apribili. Un edificio che ambisce all'efficienza “performante”, che non consuma energia da combustibili fossili nell'obiettivo di assicurare “emissioni nulle”.

Francesco Pagliari


PIANTE