Nuova sede amministrativa e produttiva Sisma - ViTre Studio – Elisa Dalla Vecchia
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Nuova sede amministrativa e produttiva Sisma

ViTre Studio – Elisa Dalla Vecchia

Scritto da Francesco Pagliari - 26 maggio 2014

L'assunto d'inquadramento del progetto si assesta sull'idea, corrispondente anche alle esigenze della committenza, che l'edificio riesca a rispecchiare le precipue connotazioni dell'azienda, attiva nella ricerca e nella produzione di macchine per il taglio ad elevata precisione utilizzate in settori specializzati, dall'oreficeria ai laboratori dentistici. Il contenuto tecnologico progredito delle attività aziendali può divenire così matrice compositiva ed espressiva nel progetto architettonico, per introdurre con chiarezza e rigore la ricerca di una caratterizzazione identificativa. Le scelte progettuali si orientano ad una compenetrazione delle parti, evidenziando al tempo stesso la distinzione delle funzioni: l'edificio si costituisce in una volumetria ordinata, che induce nella composizione architettonica relazioni distintive attraverso le diverse qualità dei materiali, costruendo una riconoscibilità delle parti e una riconoscibilità complessiva per l'edificio stesso. L'architettura della nuova sede estrinseca un linguaggio risoluto e meditato, in un progetto che opera con la modernità dei materiali, istituendo un raffronto con l'ambiente naturale che viene posto a coronamento delle prospettive lontane e delle relazioni fra l'interno e l'esterno dell'edificio. Distinguere le zone a funzioni differenti, la produzione dalle attività direzionali/amministrative, significa esprimere una valutazione intrinseca degli ambienti di lavoro e di accoglienza, valutando caratteristiche ed esigenze, con soluzioni che propongono materiali e tipologie di luce differenti. Nella parte “produttiva” dell'edificio, il rivestimento in lamiera ondulata, color grigio argento, e le finestre orizzontali a nastro esprimono un'immediatezza comunicativa, in una formulazione di semplicità che si unisce ad esigenze di decoro architettonico. Nelle parti “direzionali”, con uffici e sale riunione, il binomio rivestimento/superfici vetrate in facciata fa leva sulla ricerca di un'eleganza intrinseca, che oltrepassa la connotazione di architettura industriale: le lastre di rivestimento sono in vetro, colorato in giallo intenso, e dialogano con una propria differente tessitura con le linee orizzontali del sistema delle finestre. L'ingresso sporge dalla facciata e si evidenzia con una forza distintiva, l'uso del vetro si massimizza, la geometria del volume vetrato profila una copertura a leggera inclinazione, introducendo una moderata variazione nello schema della sagoma dell'edificio. Nella strategia di una composizione per parti, sporgente in parallelo al volume vetrato dell'ingresso sul fronte est del prospetto principale, si enuclea un volume con pareti laterali ad intonaco e fronte a lastre vetrate di differenti dimensioni, in cui gli infissi colorati compongono un'ulteriore tessitura: la copertura sporge obliquamente e formula un'altra sommessa dichiarazione nel comporre l'architettura attraverso lievi variazioni nella forma e nell'identità. Attorno ai settori vetrati dei prospetti, cui corrispondono uffici e sale di riunione, si delinea l'orditura metallica dei frangisole, con montanti obliqui incernierati a terra, elementi che raccontano di un ragionamento fondato sulla ricorrenza di forme tecnologiche pure. L'atrio assume rilevanza particolare: costituisce lo snodo dei percorsi, la doppia altezza consente di ottenere una luminosità naturale articolata, per la provenienza dai tre lati vetrati, in cui quasi si vengano a immettere caratteri di luce zenitale, per una luce astratta, regolata anche dalle tende a rullo interne sul prospetto, che si differenzia dalla luminosità naturale per gli uffici, maggiormente mutevole nell'arco del giorno. La minore variabilità luminosa durante il giorno attribuisce un carattere di sospensione all'atrio, una sospensione temporale - il luogo dell'accoglienza e dell'attesa - in quanto nodo dei possibili percorsi, verso gli uffici, verso lo showroom e la zona della produzione, verso la terrazza che incornicia un paesaggio di riferimento a grande fascino. Densità ed astrazioni: la luce naturale nella sua mutevole consistenza; i colori – la nettezza degli esterni fra il giallo e i grigi; gli interni prevalentemente chiari, con una luminescenza opalina, e con inserti a forte coloritura nell'atrio -; le relazioni con l'esterno, che volgono verso il fondale paesaggistico montano e connettono l'architettura con i filari e i gruppi alberati che attorniano l'edificio, come a ricostruire brani di natura.
Francesco Pagliari