Museo e centro di ricerca Menil Drawing institute
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Museo e centro di ricerca Menil Drawing institute

Una cornice in acciaio per capolavori su carta

Johnston MarkLee

Museo e centro di ricerca Menil Drawing institute
Scritto da Michael Webb -

La Menil Collection è un campus di 12 ettari nel cuore di Houston dedicato alla contemplazione e allo studio dell’arte. In questa metropoli dai ritmi frenetici e dalle dimensioni impressionanti dove tutti sono al volante, il campus è un luogo dove abbandonare la macchina e passeggiare. Dominique de Menil, moglie di John de Menil, entrambi famosi collezionisti d’arte e filantropi, commissionò a Renzo Piano un museo per la loro collezione eclettica, che spazia dalle statuette cicladiche ai dipinti surrealisti e altro ancora. Inaugurato nel 1987, il volume illuminato dall’alto da un insieme di lucernari è tuttora considerato uno degli interventi più riusciti del progettista genovese. A sud e a est dialoga con le gallerie dedicate alle opere di Cy Twombly, Dan Flavin e agli affreschi bizantini, oltre alla precedente Rothko Chapel circondata da un prato e querce sempreverdi. Il campus annovera oggi un nuovo gioiello: il Menil Drawing Institute (MDI) progettato dallo studio Johnston Marklee di Los Angeles per accogliere una collezione di opere su carta destinata a una rapida espansione. Il complesso, alto cinque metri, con all’interno aree espositive, laboratori per il restauro e sale studio, è stato progettato per essere permeabile alla vista su tutti e quattro i lati e a scala ridotta per mantenere una coerenza dimensionale con gran parte delle opere. È un’architettura discreta ed enigmatica, che si propone come elemento intermedio tra il grande museo e i bungalow presenti nel campus, tra il piccolo cubo del Cy Twombly Gallery e il volume grigio della nuova centrale energetica. Piano paragonò il Twombly a una farfalla appoggiata delicatamente sopra una roccia; una dicotomia tra leggerezza e radicamento al suolo evocata dallo stesso MDI. Le pareti e la copertura aggettante in lastre d’acciaio smaltate bianche, spesse circa 1 cm, creano un contrasto con le grandi tavole grezze in cedro tinteggiato grigio scuro. L’ingresso è posizionato nel punto di incontro tra due patii dove querce bianche americane con le loro fronde ombreggiano le gallerie. La progettazione del paesaggio, affidata a Michael Van Valkenburgh, definisce e contorna l’edificio dalla copertura piegata in falde come un origami. Nel 2012, quando Sharon Johnston and Mark Lee hanno vinto il concorso per l’MDI, il loro portfolio annoverava numerose residenze dal carattere distintivo e sobrie sperimentazioni di astrazione geometrica: composizioni di cubi sovrapposti, sfalsati, incisi con cui hanno raggiunto, ricorrendo alla più semplice delle forme, una grande ricchezza espressiva. «Non ci piace essere dichiaratamente complessi» afferma Lee. «Preferiamo che un progetto all’apparenza semplice riveli gradualmente la sua unicità. Preferiamo stupire… in differita! ». In lontananza il Menil Drawing Institute ricorda una scultura minimalista - una scatola in metallo di Donald Judd arrivata da Marfa? Ma man mano che il visitatore si avvicina, viene attirato da una raffinata atmosfera sensoriale. Una volta superati i cortili e giunti nell’atrio - che funge da perno distributivo, living space e spazio eventi - si percepisce il passaggio progressivo e controllato da luce a ombra, da caldo a freddo. «Molte gallerie che espongono opere su carta sono buie» osserva Johnston. «Per questo progetto, invece, volevamo un ingresso accogliente e a scala umana, in cui la luce morbida che filtra da nord ne esaltasse le forme e le geometrie». Una soluzione, questa, che prepara i visitatori all’illuminazione soffusa delle gallerie a sud. A nord, un patio vetrato con alberi e rocce riservato a studiosi e ricercatori lascia penetrare la luce naturale negli spazi di circolazione che collegano l’area studio, illuminata da lucernari, con il laboratorio di restauro e gli uffici del personale. «Disegnare mi relaziona alla storia dell’arte» dichiarò Bruce Nauman riferendosi agli artisti che hanno sempre fatto disegni preparatori per dipinti e sculture. Dominique de Menil ne ha saputo valutare l’importanza sin dal principio: «Il disegno mi affascina da sempre: rivela all’istante la personalità e l’abilità di un artista. È impossibile trarre in inganno con la matita». Oggi i disegni e le altre opere su carta, un tempo custoditi negli armadi dei collezionisti, stanno acquisendo sempre più importanza tanto da essere oggetto di mostre e di studio. L’MDI è il primo edificio a essere costruito per assolvere questa precisa funzione. In occasione dell’esposizione inaugurale dedicata al pittore statunitense Jasper Johns, è stato pubblicato sotto gli auspici della collezione Menil il catalogue raisonné delle opere su carta di questo artista. Per evitare danni alle opere su carta, queste possono essere esposte al pubblico solo periodicamente e per pochi mesi; di conseguenza gran parte della collezione è conservata negli archivi sotterranei. Per il Menil Drawing Institute lo studio Johnston Marklee ha progettato anche l’arredo: banchi da lavoro, tavoli, poggiapiedi e scrivanie, in collaborazione con Jeff Jamieson, fornitore della Judd Foundation di San Luis Obispo, in California. Questi elementi si armonizzano con le grandi tavole in quercia americana bianca del pavimento e contribuiscono a conferire all’MDI una sensazione di intimità. Un banco di lavoro ottagonale rende omaggio a quello creato per la casa dei coniugi de Menil progettata da Philip Johnson, presa come riferimento anche per il patio vetrato destinato agli studiosi. L’MDI è fortemente radicato nello spirito della Menil Collection, rispondendo sia al contesto e al clima, sia alle necessità degli esperti e alla fruizione del pubblico; il tutto racchiuso in un edificio di rara bellezza e originalità.

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