Mulino di Terenzano
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Mulino di Terenzano

Aldo Peressa

Mulino di Terenzano
Scritto da Redazione The Plan -
La sua presenza è datata a partire dal XIV secolo, e i suoi edifici hanno subito nel tempo rimaneggiamenti e ampliamenti, legati all’evolversi delle esigenze produttive, protrattisi fino agli anni ’50 del secolo scorso. A seguito di un incendio nel 1979, il mulino è stato abbandonato, giungendo ai giorni nostri in stato di rudere. Un attento progetto di restauro realizzato da Aldo Peressa ha riportato in vita il complesso, recuperandone gli edifici e ripristinando l’impianto a C attraverso l’eliminazione delle superfetazioni e di parte della vegetazione che era andata a occupare la corte interna. Racchiuso e definito dal perimetro del muro di recinzione in sasso, il mulino appare nuovamente nel paesaggio della pianura come un segno forte, memoria della sua vita passata e testimonianza tangibile della capacità dell’architettura di accogliere nuove funzioni nel corso del tempo. L’intervento di restauro ha previsto per l’edificio originario il risanamento e la conservazione della muratura esterna in ciottoli di fiume, sgravata della funzione portante attraverso la costruzione, all’interno del volume edilizio, di una nuova struttura realizzata a secco. Adiacente ad esso, la parte di edificio che chiude sul fondo la corte presenta una facciata tripartita, che affianca una porzione in sassi a una fascia intonacata e a una più ampia sezione rivestita in listelli di larice. L’edificio che chiudeva originariamente la C, a un solo piano, è stato ricostruito mantenendo il sedime preesistente, realizzando un nuovo volume che rifiuta la mimesi con l’antico, proponendo una facciata completamente vetrata aperta sulla corte, che mette a nudo l’interno lasciando in vista i pilastri in acciaio della struttura. Un parallelepipedo trasparente, che annulla le distanze tra interno ed esterno sotto l’aspetto visivo ma anche fisicamente, grazie all’inserimento di aperture scorrevoli realizzate con il sistema Schüco ASS 50; le ante, della dimensione di 174x270 cm, hanno profili in alluminio ridotti che massimizzano la superficie vetrata (realizzata con una lastra esterna 8+8.2, intercapedine con gas Argon da 16 mm e lastra interna 5+5.2 a bassa emissività magnetronica) e sono complete di meccanismi per porte scorrevoli a sollevamento con portata da 300 kg. Una veletta superiore in listelli di larice e il basamento rivestito nello stesso materiale definiscono i limiti superiore e inferiore delle vetrate, incorniciandole ed enfatizzando l’orizzontalità di questo nuovo e leggero volume.

Schüco
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