Louis Armstrong Center, molto più che un’icona del jazz
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Louis Armstrong Center, molto più che un’icona del jazz

Di fronte alla casa-museo del musicista, un ampliamento per conoscere la sua eredità

Caples Jefferson Architects

Louis Armstrong Center, molto più che un’icona del jazz
Scritto da Redazione The Plan -

Un luogo per conoscere un uomo e la sua musica, un’eredità dall’inestimabile valore attraverso la valorizzazione del suo quartiere di residenza: è il Louis Armstrong Center di Corona, nel Queens, firmato e realizzato dallo studio di architettura e design Caples Jefferson Architects proprio di fronte alla storica abitazione del musicista scomparso nel 1971. A dividerli una strada, così da permettere ai due edifici di guardarsi l’un l’altro e di assumere valore – storico e documentale – nella loro interrelazione.

Era il 1943 quando Louis Armstrong si stabilì in 107th Street, rendendo la sua abitazione e questo quartiere operaio due luoghi del cuore. La moglie Lucille, anche dopo la sua morte, continuò a vivere in questo luogo divenuto simbolico, battendosi fin da subito per assicurargli un ruolo di landmark tanto per la città quanto per tutti gli Stati Uniti. Dalla prospettiva attuale è possibile affermare quanto il suo impegno abbia portato ai risultati sperati, in un primo momento con l’organizzazione e l’inaugurazione del Louis Armstrong House Museum proprio all’interno della loro casa (aperta al pubblico a partire dal 2003), ora con il suo ampliamento (Louis Armstrong Center). Quest’ultimo, infatti, va proprio nella direzione di rendere l’offerta della casa-museo – di dimensioni contenute – e la sua eredità accessibile a un più ampio numero di visitatori, rimanendo allo stesso tempo rispettoso del contesto e del suo stile con la sua area espositiva, una sala live jazz, nuovi uffici e una ricchissima collezione di oggetti d’archivio e di registrazione. Si può dunque dire che, intorno alla dimora di Armstrong, sia nato un campus a lui dedicato, dove apprezzarne a distanza di anni il talento, il portato storico e artistico, nonché i valori umani. A far parte di questo complesso anche un giardino per le performance dal vivo, così da consentire la conoscenza del musicista ben al di là del suo essere icona.

 

Il Louis Armstrong Center, un faro di giorno e di notte

Louis Armstrong Center, Caples Jefferson Architects ©Albert Vecerka/Esto, courtesy of Caples Jefferson Architects

Questo nuovo centro dedicato al musicista americano di 14 mila metri quadri appare, fin dall’esterno, come un faro dorato incastonato tra architetture preesistenti, capace di illuminare il quartiere di giorno e di notte, non solo da un punto di vista simbolico: un modo per proclamare e ricordare il genio del padre della musica jazz.

Il primo passo del progetto, dopo aver abbracciato una filosofia rispettosa del contesto e dei bassi edifici circostanti, è stato quello della facciata curva sfaccettata in vetro piano, alla quale fa da contrappunto una copertura parimenti ondulata e con un evidente sbalzo a creare un’area d’accoglienza antistante all’aperto e di benvenuto dei visitatori.

Colori e materiali selezionati da Caples Jefferson sono a loro volta un richiamo alla musica, agli strumenti e all’attività di Louis Armstrong: uno su tutti l’ottone. L’aspetto curvilineo, invece, vuole essere un omaggio al jazz e all’amore per il lirismo del musicista, il quale fa parte di un linguaggio architettonico basato anche sulla valorizzazione dei riflessi luminosi interni ed esterni. La luce naturale, per esempio, ha la possibilità di entrare e uscire dagli spazi espositivi, per poi culminare nel cuore dell’edificio, rappresentato dalla sala jazz per le esibizioni live. Ciò significa che la memoria di Armstrong ha la possibilità di essere onorata non solo attraverso le mostre e gli archivi (al secondo piano sono conservati registrazioni, manoscritti e opere originali), ma anche grazie a vere e proprie performance musicali.

Ultima, ma non per importanza, la scelta di sostenibilità: il tetto verde e la selezione di materiali sostenibili ed ecologici hanno permesso il raggiungimento della certificazione LEED Silver.

>>> Leggi anche l'editoriale pubblicato su THE PLAN 148 dedicato alle biblioteche

 

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Credits

Location: Queens, NY, USA
Architect: Caples Jefferson Architects
Area: 14.000 m2
Completion: 2023

Photography by Albert Vecerka/Esto or Nic Lehoux, courtesy of Caples Jefferson Architects

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