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Londra: strategie urbane per il futuro

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Scritto da Federico Mastrorilli - 7 gennaio 2010

Sono quasi otto milioni le persone che vivono nell’area urbana di Londra, la più popolosa tra le metropoli dell’ovest europeo, una comunità civile e multietnica che abita quartieri tra loro molto differenti per ricchezza e realtà sociali, oggi attraversate uniformemente da una recessione economica che vedrà aumentare la sua gravità nel 2009.
Le previsioni per questo nuovo periodo da affrontare con coscienza collettiva portano inevitabilmente a cambiamenti e riflessioni anche sulla gestione del patrimonio territoriale, infrastrutturale e dello sviluppo urbano che direttamente ne consegue.
Il London Plan, varato dall’organo di controllo della città, The Mayor of London, e monitorato tra gli altri enti da The Greater London Authority, The London Development Agency e Design for London, chiarisce minuziosamente quale sarà il paesaggio futuro della città nei prossimi dieci anni.
Questo piano di sviluppo prevede approfondimenti espliciti e chiari sulla sostenibilità per ogni tipo di nuovo inserimento o di recupero in una metropoli che vedrà crescere in modo esponenziale i propri abitanti e le proprie criticità legate principalmente all’ambiente.
Sono all’ordine del giorno monitoraggi sul continuo cambio climatico che obbligano ad una elevata responsabilità sociale tutta la comunità londinese in merito alle risorse naturali, ai trasporti pubblici e a tutti quei criteri che nascono dal buonsenso comune di prevenire un collasso irrisolvibile a posteriori. In termini pratici tutto ciò si traduce nel promuovere misure di salvaguardia dell’ambiente coinvolgendo ogni singolo operatore dei vari settori fino ad arrivare ai cittadini.
La valutazione in merito ai processi tecnologici e ai materiali da impiegare per costruire l’architettura non può sottovalutare il benessere e la salubrità dei luoghi che le ospitano: qualità dell’aria, biodiversità, energia rinnovabile, rifiuti solidi urbani, contaminazione dei suoli e delle vie fluviali sono solo le più importanti tra le strategie intraprese.
Nell’intricata e diversificata storia dei “Boroughs” della città si possono apprezzare le stesse peculiarità anche a diverse scale di funzionalità e di economia: se da una parte vive un quartiere come quello della City of London con i suoi imponenti grattacieli a creare uno skyline identificativo dell’importanza di essere una capitale finanziaria, dall’altra trovano spazio i nuovi progetti residenziali per il Thames Gateway, senza mai perdere di vista le citate chiavi fondamentali per l’ambiente.

Geografia:
Londra è caratterizzata geograficamente dal Tamigi, fiume navigabile che la attraversa da ovest a est. La valle che ne prende il nome, è un’ampia zona parzialmente paludosa circondata da colline. Il Tamigi era una volta molto più ampio e capiente di come si presenta oggi, dato che in epoca Vittoriana il fiume è stato arginato e i suoi affluenti fatti scorrere sottoterra. Il problema non è stato tuttavia risolto e la città è ancora a rischio di inondazione. La costruzione del Thames Barrier nei pressi di Woolwich garantirà protezione fino al 2030, anno entro cui saranno completate nuove barriere per il controllo di questa minaccia ulteriormente aggravata dai cambiamenti climatici.
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