La Vela, recupero e rinnovo - Rebosio + Spagnulo
  1. Home
  2. Architettura
  3. La Vela, recupero e rinnovo

La Vela, recupero e rinnovo

Rebosio + Spagnulo

Scritto da Francesco Pagliari - 3 settembre 2014

Il progetto per il recupero e la trasformazione architettonica di una struttura per ristorante risalente agli anni Sessanta, prospiciente la costa della Maremma toscana, individua un metodo analitico d'indagine, che riconosce i tratti distintivi e caratterizzanti dell'edificio in cemento armato e ne trae spunti di evoluzione. Nell'edificio preesistente infatti si coglie un'idea dinamica fondata su uno sviluppo di pianta a chiocciola, si nota l'enfatizzazione delle forme plastiche che si fondano sulle caratteristiche del materiale costruttivo e si evidenzia l'accento architettonico-paesaggistico proposto dalla grande ed alta vetrata che si relaziona con l'orizzonte marino.La strategia di progetto, quindi, si dirige ad un'integrazione fra gli elementi di base (una visione dinamica delle forme, l'accento concesso alla grande vetrata) e l'espressione del rinnovo. L'obiettivo del programma funzionale consiste nel presentare un edificio che unisce attività complementari e fruibili separatamente: al piano terreno, la sala per le attività del benessere fisico (protesa verso il mare) e gli ambienti di una spa, governati dall'idea di qualità formale e di dettagli lussuosi, condensata all'interno della zona a chiocciola; al piano superiore, la superficie si divide fra la sala coperta per il ristorante, con il bar interno, e la grande terrazza servita da un formale bancone bar.Alla vista sul mare, e alla cornice dettagliata dai pini marittimi, si unisce il valore figurativo nella composizione di spazi e volumi e il valore funzionale di protezione che le “vele” nautiche, sostenute da barre in acciaio, forniscono su tutta la terrazza: le vele si relazionano al grande volume della copertura in cemento armato, che si innalza nella rigidità della materia, e ne traducono il richiamo geometrico in tensione legata al vento.Assecondare l'idea di uno sviluppo dinamico e plastico dell'architettura comporta, nel progetto di rinnovo dell'edificio, una radicale eliminazione dei volumi tecnici, delle pensiline, dei serramenti preesistenti e radicale svuotamento dell'interno: si fissano la consistenza della struttura e il dato essenziale dell'edificio, la sua capacità di instillare il concetto di continuità rapportata ad una forma dinamica. Il progetto persegue l'obiettivo di trasformare l'immissione di tensioni e di fluidità nella costituzione del rinnovato edificio: aggiungere linee di forza, elementi di materia sviluppati in forma continua che denotano il nuovo significato dell'edificio e definiscono l'impegno a individuare un percorso fisico e concettuale in una progressione dall'esterno all'interno dell'architettura. Nuove forme che narrano la “continuità” ed accompagnano con movimento calibrato e progressivo: il percorso che sale dal piano terra al piano del ristorante è una linea che sale come una rampa a nastro e conduce il passo senza soluzione di continuità, inglobando le idee stesse di trasformazione e di “costanza del movimento” - come in una formulazione fisica -. Proprio nella struttura del percorso composto di superfici e di materie che curvano e salgono risiede il valore d'essenzialità che il progetto enuclea: il corrimano in pietra nera, nella sua evidenza scultorea e di colore in uno spazio tendente ai toni neutri, diviene la superficie del bancone per il bar interno e si riproduce per il bancone esterno. La forza architettonica della rampa costituisce un rilevante accento negli spazi interni, cui corrisponde la visione dall'esterno attraverso la vetrata che segmenta la fascia inferiore del prospetto. Gli elementi curvilinei caratterizzanti si moltiplicano: il parapetto interno della rampa si compatta in una fioriera al culmine del percorso; una seduta curvilinea continua segna, quasi come un perimetro, la sala del ristorante; la caratterizzazione dell'ingresso si compone di una elegante pensilina in acciaio, rastremata verso l'appoggio a terra, che descrive un'armoniosa curva per innestarsi all'altezza del solaio, e di un banco a sbalzo rifinito e spatolato, superfici curve che definiscono un volume filante, nel solco di una scultura contemporanea.

Francesco Pagliari