International African American Museum Pei Cobb Freed & Partners
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L'International African American Museum di Charleston apre le porte

Il polo espositivo, dedicato alla cultura afroamericana, sorge nella città portuale del South Carolina dove attraccavano le navi negriere

Pei Cobb Freed & Partners

International African American Museum Pei Cobb Freed & Partners
Scritto da Redazione The Plan -

L'International African American Museum (IAAM) di Charleston, in South Carolina, apre finalmente i battenti, dopo oltre due decenni di lavori su progetto di Pei Cobb Freed & Partners e Moody Nolan. Inaugurato a giugno, il polo museale dedicato alla storia della cultura afroamericana si trova sul lungomare della città di Charleston, il principale porto di arrivo in Nord America per gli africani ridotti in schiavitù nel XVIII e XIX secolo. Situato in corrispondenza dell’antico molo dove attraccavano le navi negriere, il Gadsden’s Wharf, l'IAAM intende celebrare e raccontare le storie di questi uomini, il loro viaggio e le loro testimonianze attraverso il contributo dei loro discendenti.

«Gadsden’s Wharf – affermò all'inizio del progetto Henry N. Cobb, oggi scomparso – è il luogo in cui migliaia di africani di diverse culture sbarcarono arrivando in Nord America. Non è solo il posto giusto per raccontare questa storia: è una terra sacra, consacrata».

International African American Museum - Pei Cobb Freed & Partners © Mike Habat, courtesy of Pei Cobb Freed & Partners

 

International African American Museum

La struttura dell'IAAM, con la sua morfologia e i materiali, conferisce al paesaggio marino un ruolo da protagonista, incorniciandolo e lasciandolo entrare negli spazi espositivi. Si tratta di un volume con un unico piano di forma rettangolare, lungo 130 metri e largo 25, sollevato rispetto al suolo mediante diciotto piloni disposti su due file. Le lunghe pareti laterali sono rivestite in mattoni color sabbia, mentre i fronti vetrati, posizionati alle estremità dell’edificio, sono incorniciate in legno sapele, conosciuto anche come mogano africano. I pilastri cilindrici che sostengono la struttura sono invece rivestiti con un tipo di cemento chiamato tabby, ottenuto bruciando gusci di ostriche per creare la calce, che poi viene mescolata con acqua, sabbia, cenere e gusci di ostriche rotti. Lo stesso materiale è stato utilizzato anche come pavimentazione in alcune porzioni della zona esterna.

Il piano terra dell’edificio rimane dunque completamente aperto, a eccezione di due nuclei di servizio che fiancheggiano la scala centrale, illuminata da un lucernario. Sul lato est di questo spazio aperto, verso il porto e l’oceano, uno specchio d'acqua indica, mediante una striscia di acciaio inossidabile, il limite del molo di Gadsden com’era all’inizio del XIX secolo, quando la tratta degli schiavi era al culmine. Sul lato ovest, verso Concord Street e Gadsdenborough Park, la pavimentazione in granito delimita invece un'area destinata allo svolgimento di attività quali laboratori e spettacoli di gruppo.

International African American Museum - Pei Cobb Freed & Partners © Sahar Coston-Hardy/Esto, courtesy of Pei Cobb Freed & Partners

 

African Ancestors Memorial Garden

L'African Ancestors Memorial Garden, progettato da Hood Design Studio e pensato come luogo di commemorazione e riflessione, circonda l’intero IAAM. Il giardino, traendo ispirazione dal paesaggio circostante e dall'ampia eredità della diaspora africana, riconosce e amplifica la storia di Gadsden's Wharf, mostrandone i lati sacri e spirituali.

«L'International African American Museum è più di un’architettura, è una pietra miliare per la storia americana. Dopo aver lavorato negli ultimi quindici anni per realizzare questo progetto, siamo intimamente consapevoli del suo significato culturale. Senza questo edificio, questo luogo sacro sarebbe rimasto sconosciuto e le storie dei nostri antenati non sarebbero state raccontate. È un onore e un privilegio lavorare su un progetto che ha questo tipo di tenacia: l’opportunità di lasciare un segno alle persone di tutto il mondo, per le generazioni a venire, è un dono raro».
Curt Moody, fondatore di Moody Nolan

Una miscela di ecologia e artigianato crea un ambiente favorevole alla contemplazione e al dialogo, con una serie di sottogiardini incastonati nel verde, a celebrare l'abilità artistica e il lavoro manuale degli afroamericani. Il fulcro del giardino è il grande specchio d’acqua, che rappresenta un omaggio ai pericolosi viaggi affrontati dalle persone ridotti in schiavitù: le figure, rivelate sotto la superficie dell’acqua con un gioco di riflessi, rappresentano infatti gli schiavi stipati all'interno delle navi negriere che percorrevano la rotta atlantica.

International African American Museum - Pei Cobb Freed & Partners © Mike Habat, courtesy of Pei Cobb Freed & Partners

 

Gli spazi del museo

Un atrio luminoso accoglie i visitatori all'entrata nell'edificio, creando una sorta di passaggio dalla penombra alla luce che li accompagna lungo la scalinata monumentale. Questa sequenza di ingresso è stata infatti concepita come uno spazio di transizione tra il giardino e il museo, il cui allestimento è stato progettato da Ralph Appelbaum Associates.

Al livello superiore, grandi aperture finestrate aprono la vista sul porto a est e sulla città di Charleston a ovest, alternandosi al flusso narrativo delle installazioni. Il museo conta nove gallerie dedicate alle esposizioni permanenti – che includono 150 reperti storici, più di 30 opere d'arte e quasi 50 esperienze multimediali – e uno spazio di 280 m2 riservato alle esposizioni temporanee. All'estremità dell'edificio trova posto inoltre il Center for Family History, un archivio per lo studio della genealogia afroamericana.

Credits

Location: Charleston, Carolina, USA
Completion: 2023
Gross Floor Area: 3883 m2
Design Architect: Pei Cobb Freed & Partners
Executive Architect, FF&E, Signage: Moody Nolan

Consultants
Landscape: Hood Design Studio
Exhibition Design: Ralph Appelbaum Associates (RAA)
Structures: Guy Nordenson and Associates
MEP/FP, Acoustics, Lighting: Arup

Photography by Mike Habat and Sahar Coston-Hardy/Esto, courtesy of Pei Cobb Freed & Partners

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