Illuminazione artistica dei Fori Imperiali - Vittorio Storaro | Francesca Storaro
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Illuminazione artistica dei Fori Imperiali

Vittorio Storaro | Francesca Storaro

Scritto da Redazione The Plan - 11 dicembre 2015

L’intervento di illuminazione artistica permanente dei Fori Imperiali, nato da un’iniziativa del comune di Roma Capitale con il sostegno di Unilever per la parte progettuale e con la realizzazione di Acea Illuminazione Pubblica, ha visto il coinvolgimento del cinematographer Vittorio Storaro - vincitore di tre premi Oscar - per l’ideazione luministica e del lighting designer Francesca Storaro per il progetto illuminotecnico.La vasta area, compresa tra il Campidoglio, il Palatino e il Quirinale, è stata oggetto d’intervento nella porzione iniziale, interessando il Foro di Augusto, il Foro di Nerva e il Foro di Traiano. Per questo progetto sono stati scelti 520 corpi illuminanti a LED per un’area di 20.000 mq in quanto più efficienti rispetto alle altre sorgenti luminose, garantendo quindi un notevole risparmio energetico, e inoltre dimmerabili via protocollo DALI, permettendo quindi un’elevata precisione progettuale. La tecnologia a LED consentirà inoltre di minimizzare gli interventi di manutenzione e i relativi costi.

La scelta dei dispositivi a firma Erco è frutto di una serie di considerazioni legate alle loro peculiarità, quali la robustezza, l’efficienza luminosa, le elevate performance e la presenza di ottiche intercambiabili sferolitiche brevettate, che consentono di calibrare il fascio luminoso a seconda dell’oggetto da illuminare. Ultima ma non per importanza, l’accuratezza con cui Erco effettua la selezione dei binning dei LED (minore di 2 SDCM); peculiarità rivelatasi fondamentale per l’identità e la complessità del progetto, sviluppato su un’area di vaste dimensioni dove è necessario garantire la stabilità del colore della luce e della relativa tonalità, anche in caso di sovrapposizione tra diversi fasci luminosi. Scendendo nel dettaglio, sono state utilizzate le famiglie di proiettori Lightscan, Parscoop, Grasshopper, Beamer e Focalflood, con due temperature di colore: Bianco 3.000 k (per l’elemento architettonico principale di tonalità solare come simbolo degli Imperatori) e Bianco 4.000 k (per gli elementi secondari e il contesto circostante di tonalità lunare). Il progetto per il Foro di Augusto è stato impostato con una illuminazione monodirezionale per esaltare il Tempio di Marte Ultore con un percorso di luce ascensionale verso il muro confinante con la Suburra, che si riversa poi sul foro stesso a simbolo della Pax Romana.

Per quanto concerne il Foro di Nerva, l’impostazione prescelta è stata di tipo assiale, così da sottolineare il basamento del Tempio di Minerva e le “Colonnacce” (ossia il Pronao e la Pirusta del Tempio), studiando un assetto unilaterale e una luce dal basso verso l’alto.

L’utilizzo di luci che dal centro si muovono verso l’esterno, caratterizza invece l’impianto centrifugo del Foro di Traiano. In questo caso, il punto focale è stato identificato nella Colonna Traiana, circoscritta da tre cerchi concentrici di luci selettive, che vanno a esaltare la Colonna stessa e si diramano poi nel resto del foro come un fiume di luce.  La Basilica Ulpia viene di nuovo identificata nella sua forma rettangolare proprio attraverso la luce.

La luce diviene quindi duplice strumento di valorizzazione e conservazione. Mantenere la storia e la memoria dei luoghi è un obiettivo al quale la tecnologia può dare un contributo significativo mettendo il proprio know-how a servizio della cultura.

 

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