Hotel Pupp - Christian Schwienbacher
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Hotel Pupp

Christian Schwienbacher

Scritto da Francesco Pagliari - 1 maggio 2012

Il nuovo Hotel Pupp, edificio a tre piani fuori terra e un piano interrato, si situa fra centro storico e prime zone periferiche nella città di Bressanone: il progetto elaborato congiuntamente dagli studi Christian Schwienbacher e Bergmeisterwolf (Gerd Bergmeister e Michaela Wolf) individua un meccanismo di aggregazione dei volumi, che da un lato fornisce tratti distintivi e di riconoscibilità alla conformazione dell’edificio e dall’altro determina relazioni differenziate delle stanze con la luce e l’aria. I volumi di ciascun piano slittano infatti l’uno sull’altro, in una configurazione dell’edificio piuttosto chiusa, nelle cui pareti assumono valore prevalente la nettezza delle superfici ed il chiarore dell’intonaco. Delle undici stanze dell’albergo, soltanto quattro (due al primo piano e due al secondo) hanno diretto affaccio verso l’esterno, con ampie logge di forma trapezoidale all’interno del filo di facciata, separate dalla stanza attraverso una parete vetrata a tutt’altezza. Nella visione notturna, con le stanze illuminate dall’interno, le logge appaiono come punti singolari sulla continuità delle superfici cieche. Le pareti opache nascondono così terrazze non visibili dalla via, che permettono estrema riservatezza e definiscono uno spazio connesso ed integrato alla stanza: la parete vetrata di separazione è un sottile diaframma, interposto fra lo spazio interno e lo spazio esterno, entrambi con pavimentazione in legno. La clientela può godere così di un prolungamento efficace verso l’aria, il sole, la luce, un luogo dove trascorrere in riservatezza il tempo di relax. L’interno dell’edificio prende luce da un taglio vetrato zenitale che lambisce lateralmente l’area centrale di distribuzione, uno spazio di sosta e per l’accesso alle stanze del primo e del secondo piano, in cui si attestano l’ascensore e il corpo scale. Il piano interrato si divide in due settori: il garage e la zona per la prima colazione, un lungo spazio pavimentato in legno ed attrezzato con bancone bar e tavolini, affiancati ad una parete in pannelli multicolore; al fondo, una piccola corte è tagliata nel corpo dell’edificio, completamento all’aperto e fonte di luce. La semplicità nei materiali, cemento, legno, ringhiere metalliche, si accompagna alla ricercata definizione degli ambienti interni, un’architettura che propone spazi di luce da scoprire, artisticamente, insieme alla preziosità dei parapetti studiati con l’artista Esther Stocker, raffinate geometrie in ferro posizionate lungo le scale, a definire sezioni e tagli visivi, in un’infinita indeterminatezza delle percezioni.

Francesco Pagliari