Hemeroscopium House - Ensamble Studio | Antón García-Abril
  1. Home
  2. Architettura
  3. Hemeroscopium House

Hemeroscopium House

Ensamble Studio | Antón García-Abril

Scritto da Francesco Pagliari - 24 ottobre 2009
Nel progetto e nella realizzazione di Hemeroscopium House, residenza di grandi dimensioni a Las Rozas, comune situato a pochi chilometri da Madrid, la rilevanza paradigmatica di icona tecnica assume un ruolo dichiarativo: l’architetto Antón García-Abril e il suo studio Ensamble accentuano l’uso di elementi strutturali di notevole impatto, le grandi travi in calcestruzzo e in acciaio, che da componenti di grandi infrastrutture come ponti o viadotti vengono convertite a fondamenti dello spazio architettonico e della composizione dell’edificio. La sequenza di incastri si compone man mano nelle fasi di assemblaggio della struttura per la residenza e diviene un riferimento simbolico: l’intero progetto e la sua lunga preparazione, con i semilavorati di proporzioni inusitate per un edificio monofamiliare, si condensano nell’accelerazione che in pochi giorni conclude il montaggio, dalla posa di un montante ad A rovescia su cui appoggiare la prima trave, cui seguono le altre in un procedimento di crescita a spirale verso l’alto. Da un lato, la presenza massiccia delle sette grandi componenti strutturali tende ad esaurire e riassumere l’immagine dell’edificio: travi in calcestruzzo, tre a doppia T, alte 2,65 m, lunghe oltre 21 m con un peso fra 53 e 59 tonnellate, e due travi a U, con altezza di 1,1 m, lunghezza di 21 m, e peso tra 38 e 40 tonnellate; due travi in acciaio, di tipo Vierendel e Warren. Dall’altro lato, a questa immagine si giustappone la definizione di assoluta trasparenza delle pareti perimetrali e la configurazione rigidamente semplice degli spazi interni. Linea di mediazione fra la materia in piena evidenza delle strutture e la regolarizzazione geometrica degli spazi interni è la tensione dinamica dell’edificio, che si dibatte fra gravità e fragilità, conforma il paesaggio e attrae visuali lontane negli spazi interni, attraverso la trasparenza delle pareti, nel desiderio di focalizzare la luce diurna, cui il nome dell’edificio si riferisce. Una sorta di complessità, in cui si ricompongono polarità distinte in una soluzione fantasmagorica: l’invenzione esuberante fa parte di una strategia di progetto per produrre forme riconoscibili e memorizzabili. La trave in calcestruzzo a U rovescia assume funzione di specchio d’acqua, come una piscina lineare a sbalzo, che richiama la piscina collocata al livello del terreno all’interno del perimetro di pertinenza dell’edificio. Si amplia così il valore di trasformazione nel segno architettonico: trave-piscina, trave-confine, trave parete. Nel collocare alla sommità del “gioco di costruzioni” un masso di granito di 20 tonnellate, con un’elaborata immagine grezza, si determina un punto fermo per la struttura, un assetto d’equilibrio che si rende esplicito, il luogo dove le tensioni dinamiche si concentrano. Allo stesso modo, la disposizione planimetrica su due lati del quadrato di base e il patio contribuiscono a frammentare gli elementi, in un edificio che è ancorato alla forza compositiva delle strutture. Francesco Pagliari

© Maggioli SpA • THE PLAN • Via del Pratello 8 • 40122 Bologna, Italy • T +39 051 227634 • P. IVA 02066400405 • ISSN 2499-6602 • E-ISSN 2385-2054