Gazoline, Stazione di servizio - Duilio Damilano
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Gazoline, Stazione di servizio

Duilio Damilano

Scritto da Francesco Pagliari - 1 novembre 2011
Un oggetto molto frequente e visibile nel paesaggio, che dovrebbe esser luogo d’architettura, per la sua diffusione nel territorio: le stazioni di servizio per il rifornimento di carburante, che talvolta propongono per contratto l’allestimento di spazi ed ambienti per la sosta ed il ristoro, esprimono per solito immagini e realtà livellate, quasi indifferenziate, riconoscibili soprattutto dai colori aziendali delle società petrolifere o per l’assenza delle insegne di marca, nei casi di impianti liberi, “bianchi”. Standardizzazione, nel caso delle stazioni di rifornimento di carburante, non significa l’applicazione di concezioni progredite, dal punto di vista architettonico o dell’accoglienza alla clientela; l’atteggiamento generale è forse più indirizzato alla configurazione indistinta di gabbiotti per il personale, postazioni per l’erogazione dei carburanti, ripetitive tettoie metalliche di copertura, servizi igienici, nel rispetto delle prescrizioni normative, ma senza aggiungere elementi di differenziazione specifici, anche a detrimento di una strategia che potrebbe cogliere nella riconoscibilità dell’impianto e dell’azienda (petrolifera o singola) un fattore di sviluppo commerciale. Di fatto, il rifornimento di carburante viene considerato alla stregua di quelle operazioni “necessarie”, per le quali inevitabilmente la clientela arriva. Il ragionamento potrebbe forse apparire esente da grinze dal punto di vista del minimo impegno di risorse; tuttavia in tempi in cui la clientela deve esser anche conquistata, si potrebbe prestar maggior attenzione a considerazioni di natura progettuale - alla ricerca di fondamenti e caratterizzazioni per render efficace e distinguibile l’impianto - e alle esigenze di natura ambientale, in particolare per gli effetti apportati nel paesaggio urbano od extraurbano da un oggetto così diffuso. Una configurazione architettonica qualitativamente significativa potrebbe aggiungere valori estetici (e funzionali) ai bordi delle strade italiane, che già soggiacciono ad un onnipresente anonimato di capannoni ed attrezzature costruite. Tornare così a esperimenti architettonici per un oggetto che ha, nel tempo, racchiuso anche impliciti simbolismi di modernità, cifra del movimento personale che si veniva imponendo come un carattere diffuso delle società industrializzate: un oggetto al quale, soprattutto in periodi di razionalismo architettonico e di attenzione alle strutture del moderno, associare un impegno d’elaborazione. Il progetto condotto da DamilanoStudioArchitects per Gazoline, impianto di rifornimento situato lungo una via di scorrimento in una frazione di Cuneo, si rende coerente all’idea di denotare non solo la forma, ma di incrementarne il significato di luogo di sosta. Definire caratteri d’architettura e funzionalità: l’oggetto diviene una costruzione complessa, intessuta di funzioni e di espressività, un luogo che possa fornire motivi per l’interruzione momentanea del viaggio. L’idea generatrice per l’edificio si orienta ad una forma continua, un nastro in cemento che rappresenti il dinamismo del viaggio, un elemento rapido e fluido che scorre sul terreno come il cemento ad elevata fluidità che lo costituisce scorre nelle particolari casserature utilizzate per l’edificio. I setti inclinati, le pareti curve, i raccordi arrotondati fra setti, copertura e soletta a piano terra, l’aggetto curvilineo della copertura che collega sul fronte principale l’ampio nucleo riservato al ristoro con la zona degli uffici, sono i componenti che rendono evidente la dinamicità della forma architettonica. Pareti vetrate continue chiudono il nastro dell’edificio sui fronti nord e sud, con serramenti in alluminio a traversi e montanti: vetrate e serramenti seguono le curve dei raccordi nelle facciate, proponendo un tratto di eleganza e di distinzione architettonica. Frangisole in tubolare d’alluminio, montati su carrelli scorrevoli sulle pareti vetrate, forniscono protezione dall’irraggiamento solare, riservatezza agli interni e contribuiscono a determinare l’immagine distintiva che caratterizza Gazoline, apparentabile ad una costruzione non strettamente funzionale all’erogazione del carburante. L’edificio diviene, quindi, un fattore di qualificazione nel paesaggio lungo le strade di traffico e transito: non si tratta più di un luogo spoglio, destinato alla sosta più breve possibile, ma appare un luogo che offre comfort e come tale si definisce nell’architettura, anche degli spazi interni. L’ambiente per la sala bar e piccolo ristorante, con i tagli di colore al controsoffitto, l’illuminazione a corpi differenziati, la luminosità naturale, riassume gradevolezza; la zona separata degli uffici per la gestione indica forme di uno spazio manageriale. Il nucleo dei servizi igienici, in posizione centrale, separa il ristorante dalla zona ad uffici: all’esterno, la fascia continua in cemento della scocca si rastrema verso il terreno nella parete ovest e si raccorda al corpo della zona ad ufficio. Una grande lastra in acciaio rosso, con illuminazione notturna, segnala i servizi igienici, disegnando il profilo umanizzato di un lupo ululante icasticamente intento alla bisogna, un tocco fluttuante fra espressionismo, ironia, inquietudine. Dal punto di vista funzionale, l’impianto di distribuzione carburante separa le isole per automobili da quella per mezzi pesanti, le une sul fronte verso strada, l’altra sul retro della stazione di servizio. Le pensiline metalliche di protezione agli erogatori, sorrette da pilastri metallici, si differenziano nel disegno: per le due isole dedicate alle automobili, una forma libera e arrotondata, che si prolunga a raggiungere gli ingressi dell’edificio, sovrastandone la copertura; per l’isola dedicata ai mezzi pesanti, la pensilina metallica è a pianta rettangolare, evidenziando l’unico pilastro di sostegno centrale, rastremato verso il terreno.

Francesco Pagliari

Luogo: Madonna dell’Olmo, Cuneo
Committente: Centro Calor
Anno di Realizzazione: 2011
Superficie Costruita: 400 m2
Architetti: Damilanostudioarchitects, Duilio Damilano, Alberto Pascale
Collaboratori: Claudia Allinio, Jessica Pignatta
Grafica 3D: Alberto Pascale
Direzione Lavori: Duilio Damilano
Certificatore Energetico: Cristina Gandolfo
Impresa di Costruzione: Costruzioni generali Crastore Luigi Marco & C

Consulenti
Strutture: Angelo Casalino
Impianti Termici, Idraulici, Antincendio: Sicurtecnica
Illuminotecnica: Studio Luce

Fornitori
Casseri per Setti Inclinati: Peri
Casseri Metallici Centinati: Centalfer
Opere interne: Nuovarekord
Impermeabilizzazioni: Gerbaudo Manti Impermeabili
Serramenti e Cartongessi: Damilanogroup 
Pavimenti e Rivestimenti: Maes

Fotografie: © Andrea Martiradonna

Duilio Damilano 
Nato a Cuneo da una famiglia di scultori, si interessa fin da bambino all'architettura sviluppando interesse per gli aspetti plastici e materici degli oggetti.
Si laurea in Architettura presso il Politecnico di Torino nel 1988, relatore Roberto Gabetti. Nel 1989 inizia l'attività professionale come associato, e nel 1990 fonda lo studio di architettura Damilano, sviluppando la propria attività in collaborazione con artisti e designer, sia in Italia che all’estero. Persegue filoni di approfondimento compositivo e spaziale diversi; ricerca di segni puri per le case signorili, sperimentalismo delle forme negli edifici commerciali e industriali.

 


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